Taverna Moriggi ha sempre avuto una storia non convenzionale, nasce ufficialmente nel 1900 nel centro di Milano.

Nel 2018 i suoi spazi sono stati ampliati: da piccola taverna si è trasformata in un luogo unico e polivalente, che Davide e Paolo hanno preso in carico nel 2021 trasformandola nella loro “casa”. 

Andrea Castrignano e lo studio ID Consulting, hanno creato il progetto di rinnovo degli spazi, dando la loro impronta a Taverna e trasformandola in DADA, nel rispetto della sua storia ma con un tuffo nel presente. 

DaDa, spirito surrealista

Quando Paolo e Davide scoprono la Taverna Moriggi non hanno dubbi: è qui che deve nascere DaDa. Il locale, con due entrate, rispecchia perfettamente l’ambivalenza che vogliono comunicare: Da-Da, un ingresso per ogni ambiente in cui vivere un’esperienza originale, dove passato e presente sono una cosa sola. Un richiamo alla particolare struttura del locale ma anche all’omonima corrente artistica e di pensiero a cui si ispirano per arredarlo.

Ogni particolare è pensato per mantenere un legame con il design del passato, nel rispetto della storia del luogo. Dalla scelta del color petrolio per i muri al tipo di illuminotecnica, dalla bottigliera di una volta riproposta in acciaio ai tavoli in marmo bianco e granito nero. Tutto rievoca le antiche osterie milanesi, ma con un approccio contemporaneo.

Ristorare il cliente, nel corpo e nello spirito

L’attenzione nel servizio è totalmente riservata al cliente per coccolarlo, accoglierlo e metterlo nelle condizioni migliori per il godimento dell’esperienza all’interno del locale. Da DaDa soluzioni divertenti ma studiate nei minimi dettagli legano l’attività ristorativa al suo più primordiale degli scopi: ristorare il cliente in ogni suo aspetto. Ecco perché qui non è solo il cibo ad essere al centro dell’attenzione.

Accanto alla proposta della cucina, il locale prevede dedica una giornata alla settimana alla musica dal vivo: piano solo, jazz, swing elettronico, una proposta immersiva e suggestiva curata dall’abile pianista Davide Cabiddu. Insieme alla musica, l’arte.

DaDa diventa così una galleria che accoglie le opere ad artisti emergenti e non promozione culturale, musicale ma non solo, mira a garantire un luogo di interesse per diverse tipologie di clientela.

Questo permette di variare il servizio offerto mantenendo il medesimo ambiente ed al contempo ottimizzare il “tempi morti” di un locale tradizionale.

Non è un semplice ristorante, è Dada

DaDa in Taverna è uno spazio eclettico, dove si intreccia ogni forma d’arte: dalla musica alla cucina, dal design alla pittura, fino alla mixology.

Un locale in cui convivono due anime, un ambiente intimo e rilassante dove godersi il pranzo o la cena e il cocktail bar dove lo spirito dinamico e creativo si trasforma in drink da gustare sia in orario aperitivo che nel dopo cena.

Con 40 coperti accomodati e con la possibilità di vivere a tutti gli effetti gli spazi e la proposta di cucina, si può percepire lo spirito artistico di Dada Taverna sia dall’ambiente che dallo stile di una cucina sempre pronta a trovare la novità.

La cucina

La carta della cucina è snella, varia a seconda della stagionalità e strizza l’occhio alla cucina tradizionale italiana ma senza dimenticare qualche incursione all’estero (Sudamerica per i prodotti, Oriente per tecniche e accostamenti), con la voglia di attualizzare tutti i sapori che sono patrimonio della nostra cucina.

Tra le proposte c’è anche un menu degustazione, con pairing dal mondo degli spirits, vini e fermentati come la Kombucha: un percorso consigliato al cliente che vuole affidarsi alla cucina per scoprire Dada in tutte le sue sfaccettature.

Tra i piatti iconici troviamo il risotto Milano anni 80, un omaggio alla vecchia ricetta milanese rivisitata per renderla attuale sia nella tecnica in cucina che nella presentazione, e la Terrina di orecchie di maiale, un piatto povero del passato reinterpretato con l’inserimento di un elemento marino, come l’ostrica.

Il Pranzo

Il menu del pranzo di DaDa è giornaliero e, in onore dell’antica Taverna Moriggi, viene illustrato in una lavagna giorno dopo giorno come si faceva una volta. I piatti sono il frutto di una grande ricerca condotta quotidianamente da Paolo e Davide, con l’obiettivo di offrire una proposta in continua evoluzione, che segue il mercato, la stagionalità e i gusti dei clienti.

Anche un semplice pane qui diventa protagonista, come nel caso della michetta: da sempre il pane dei milanesi, quello che incarna il sentimento più vero di una città laboriosa tanto quanto è il suo modo per produrla. La michetta è questo, un simbolo, e come tale è entrata far parte della proposta DaDa per un pranzo informale e per riscoprire il piacere di mangiare un “panino a mezzodì“.

Anche il pranzo della domenica ha il suo ruolo, un momento da dedicare a tutta la famiglia grazie alle premure di Dada, in cui si ripropone la stessa intimità e lo stesso calore delle domeniche di una volta in cui la vita era meno frenetica.

L’Aperitivo

La proposta dell’aperitivo si differenzia nettamente da quella milanese più classica, perché si vuole invertire la tendenza negli abbinamenti. Sarà servito un “set up”  standard per l’aperitivo scelto che sarà poi affiancato da una proposta gastronomica ideata direttamente dalla cucina e solo dopo la scelta del drink. L’’intenzione è quella di promuovere un food pairing perfetto, per rendere unico e intrigante un momento nel quale solitamente i clienti non sono abituati a ricevere tale attenzione.

Il Cocktail bar

Il cocktail bar trova spazio nelle stesse, accoglienti sale dedicati al momento dell’aperitivo. L’ambiente è connesso e coerente con il format ma la scelta di luci e materiali farà la differenza, così come il servizio. L’alta qualità e la sartorialità della proposta sono l’unico vero fil rouge.

La proposta principale è dedicata ai grandi classici della mixology internazionale, verrà ricavata una carta basata sugli stessi e twistata con l’impiego di bitter, infusi, fermentati autoprodotti.

Paolo Anzil

Classe 1992, fino a qualche anno fa si occupava di progettazione meccanica per treni ad alta velocità, ma la passione per la cucina è sempre stata nelle sue corde.

Un corso di cucina base al politecnico conferma la sua strada e dal giorno stesso della sua laurea ha subito impugnato il coltello, e ha deciso di fare il cuoco.

Frequenta l’Alma a Colorno, impara le basi della ristorazione e inizia subito a fare esperienza sul campo: lavora per il ristorante 3 stelle Michelin Dal Pescatore Santini. In seguito, si sposta Milano dove lavora per Marco Ferretti al Camparino.

Oggi è a tutti gli effetti uno chef, anche se non ama particolarmente essere definito in questo modo. Gli piace sperimentare e ricercare ingredienti nuovi da provare, realizza menu diversi ogni giorno, rispettando i prodotti di stagione e cercando sempre di mettersi alla prova. La cosa che gli piace di più di Dada in Taverna? il rumore della cucina quando la sala è piena e c’è da correre.

Giuseppe Davide La Grotteria

Ha 44 anni, una laurea magistrale in storia dell’arte. Dopo gli studi inizia a fare il cuoco e da allora non rimpiange neanche un minuto di sacrificio, sudore, lacrime e fatica.

Inizia lavorando per l’Osteria del Riccio a Sesto San Giovanni, per poi spostarsi nella trattoria moderna Chick ‘n Quick di Claudio Sadler (2 stelle Michelin), un’esperienza che diventa fondamentale per la sua carriera.

Segue un breve passaggio a Manna sotto la guida dello chef Fronduti, dove impara nuove tecniche, e approda poi nel progetto di Cenerè, dove conosce Paolo. Dopo un breve ritorno da Sadler e una veloce esperienza all’hotel Melià, la corsa si ferma improvvisamente per la pandemia. Niente lo scoraggia, ha il tempo di pensare e iniziare ad organizzare il suo progetto con Paolo.

Nel frattempo lavora da Kampai, un hang out giapponese in cui ha l’occasione di approcciare la cucina asiatica prima di dare vita a DaDa in Taverna.

Il suo ingrediente preferito? il riso. Un elemento versatile che si presta a molte preparazioni, con un suo gusto ben definito.