a cura di Pinuccia Parini

La controllata svizzera della banca del Leone attiva il modello multi-booking. Con questo sistema, la clientela italiana può ricevere consulenza anche sulle masse investite in Svizzera, ma attraverso il proprio banker di fiducia in Italia. Bg Suisse Private Bank, la controllata elvetica del Leone, ha ottenuto dalla Banca d’Italia la licenza Lps, per la libera prestazione dei servizi. A parlare dell’importanza di questi ultimi passi e dei progetti futuri della banca è Marco Bernardi, vicedirettore generale di Banca Generali. 

Da fine maggio Bg Suisse ha ottenuto la licenza Lps. Di che cosa si tratta?

«Questa autorizzazione permetterà a Bg Suisse di attivare il modello multi-booking, un unicum nel panorama degli investimenti tra Italia e Svizzera. Con questo sistema si apre la possibilità, per la clientela italiana che sottoscrive un contratto di advisory col proprio banker in Italia, di avere consulenza anche sulle masse investite in Svizzera. In questo modo, il consulente può gestire entrambi i portafogli e farlo con la massima efficienza grazie a una visione integrata, a servizi di analisi sui dati consolidati e ad altri strumenti ad alto valore aggiunto. Ne risultano una convergenza e una trasparenza assoluta, a vantaggio della clientela, che può avvalersi così di un servizio basato su un punto di riferimento unico: un professionista già informato sulla storia e le esigenze dei clienti, in grado di intercettarne anche i nuovi bisogni. È un modello che fa leva sulla nostra capacità di innovazione e sulla qualità nel servizio, con al centro la figura del banker, e che pensiamo possa rispondere ai bisogni di pianificazione e valorizzazione del risparmio delle famiglie, sia italiane, sia svizzere».

Quali sono i traguardi i più rilevanti nel percorso della nuova private bank? 

«L’inaugurazione della filiale di Lugano, quartier generale della nuova banca, è stata un momento simbolico, ma di grande importanza, come coronamento di un percorso iniziato nel 2019 e che ci ha portato nel 2023 a ottenere la licenza dalla Finma, l’autorità bancaria svizzera: è stata la prima concessa a un istituto italiano da 15 anni a questa parte. Anche quest’ultimo è stato un momento emozionante: il primo passo all’estero di Banca Generali. Ora faremo del nostro meglio per portare nella Confederazione la qualità che ha consentito a Banca Generali di diventare una delle storie di maggiore successo nel private banking in Italia negli ultimi anni». 

Quali elementi del modello di banca Generali state esportando in Svizzera?

«Valore della relazione, innovazione, qualità e versatilità di un’offerta su misura, cui si aggiungono solidità e tutela nel tempo del patrimonio, oltre alla sostenibilità. Il tutto con i banker, in questo caso elvetici, al centro del progetto. Anche in Svizzera i nostri professionisti punteranno a essere per le famiglie un interlocutore con cui parlare non solo di investimenti finanziari, ma anche di previdenza e di tematiche legate al patrimonio di impresa, immobiliare e artistico, senza dimenticare le sfide sul passaggio generazionale. Il nostro modello di servizio punta sulla personalizzazione e su un’offerta diversificata, che spazia dai prodotti bancari alle soluzioni di investimento, dall’advisory finanziaria ai servizi esclusivi nell’ambito del wealth management. Il banker ne è il nodo cruciale: la persona di fiducia che conosce i bisogni dei clienti e offre soluzioni adeguate».

Quali sono i prossimi passi che volere intraprendere con Bg Suisse?

«In primo luogo, puntiamo a consolidare la presenza nel territorio del Canton Ticino: nei prossimi mesi vogliamo continuare a sviluppare il team dei nostri banker locali, così da potenziare il supporto di consulenza ai clienti e investire nel legame con il territorio ticinese. Poi vorremmo procedere  ad allargare la presenza negli altri cantoni, così da portare sempre di più il nostro modello di consulenza anche nelle aree della Svizzera di lingua francese e tedesca. In questo percorso non escludiamo ulteriori piccole acquisizioni, con l’aggregazione di piccole fiduciarie, come abbiamo fatto con Bg Valeur».

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