La gamma Theam Quant Funds, una cooperazione tra Bnp Paribas Global Markets e Bmp Paribas Asset Management, offre fondi quantitativi che si avvalgono di una lunga esperienza nei mercati globali del gruppo finanziario francese.

L’obiettivo è fondere in soluzioni d’investimento la gestione attiva, quella rule-based (ossia attraverso un approccio sistematico vengono definiti gli investimenti su una base di regole predefinite) e tramite strumenti alternativi. La finalità di questa tipologia di prodotti è integrare la gestione patrimoniale tradizionale, competere con le strategie degli hedge fund, fornire alternative ai tracker e proporre soluzioni innovative difensive o di gestione del rischio. Al suo interno si possono trovare diverse offerte indirizzate, come asserisce l’asset manager, a «soddisfare i diversi profili rischio/rendimento degli investitori e le loro esigenze attuali e prospettiche».

A Roberto Bartolomei, head of Global Markets Theam Quant Fund Sales di Bnp Paribas, Fondi&Sicav ha chiesto alcune delucidazioni sulla strategia Theam Quant New Energy Opportunities lanciata qualche mese fa.

Come si caratterizza Theam Quant New Energy Opportunities?

«La transizione verso le nuove energie è sostenuta da ingenti investimenti, guidati, sia dai piani dei governi (il Green Deal in Europa e l’Inflation Reduction Act negli Stati Uniti), sia dalle spese di capitale e di ricerca e sviluppo delle aziende. L’idea che ci ha spinti a costruire questo nuovo prodotto è maturata dalla volontà di coniugare le competenze di analisi e ricerca di Bnp Paribas Exane Research con l’infrastruttura esistente in Theam Quant Funds, ossia con strategie quantitative. Sfruttando quindi l’esperienza delle risorse interne al gruppo (Bnp Paribas Exane Research e Bnp Paribas Quantitative Investment Strategies), il fondo ha l’obiettivo di individuare le società che operano nel settore delle nuove energie e che contribuiscono fortemente alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, offrendo al contempo un potenziale di crescita a medio termine. Le aziende in portafoglio devono presentare elevati standard ambientali, sociali e di governance e solidi fondamentali finanziari. Il fondo combina l’elaborazione dei dati (big data) con l’intelligenza artificiale e l’esperienza degli analisti per identificare e attribuire un punteggio alle imprese in base alla loro esposizione all’ecosistema delle nuove energie. Queste ultime sono da intendere come generazione da attività e tecnologie che consentono e partecipano alla transizione necessaria per raggiungere l’azzeramento globale delle emissioni di gas serra nell’atmosfera».

Come mai avete deciso di lanciare un fondo tematico con queste caratteristiche? Nell’ultimo periodo si è registrata una certa disaffezione da parte degli investitori per questa tipologia di prodotti; che cosa ne pensa?

«Direi che la considerazione non può essere estesa a tutti i fondi tematici. Un esempio, guardando in casa Bnp Paribas Asset Management, può essere costituito dai prodotti fattoriali della famiglia Theam, che hanno riscosso un forte interesse da parte di clienti istituzionali, ma anche retail, in un’ottica di diversificazione dei loro portafogli. Tuttavia, se si guarda al mercato italiano, c’è stato uno spiccato appetito per soluzioni tematiche legate all’ambiente e alle nuove energie, alla luce anche di un consenso generalizzato globale che ha spinto al rialzo una determinata tipologia di titoli, che, però, hanno poi conosciuto una correzione dei corsi. La flessione dei prezzi, in alcuni casi, è stata particolarmente sensibile e si è ripercossa in particolare su quelle strategie che erano concentrate su un numero ristretto di aziende».

Avete quindi colto l’opportunità di investire in alcuni titoli che avevano sofferto di recenti debolezze?

«Sì, ma, ovviamente, non abbiamo costruito la strategia facendo market timing. Pensiamo, invece, che oggi sul mercato ci siano le condizioni favorevoli per una soluzione di questo tipo e abbiamo anche accolto la domanda per un prodotto che fosse guidato da regole più stringenti rispetto a una tradizionale gestione discrezionale. Inoltre, volevamo lanciare sul mercato un fondo che contenesse il know how della ricerca di Bnp Paribas Exane con anche l’uso di intelligenza artificiale: è il primo prodotto di questo genere nell’offerta di Theam. Il fondo, infatti, adotta un approccio sistematico. In questo modo è stata possibile la creazione di un portafoglio molto differenziato, globale, con il 3% come peso massimo di un titolo al suo interno».

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