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	<title>Focus Sostenibilità 23 Archives - Future Investments</title>
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		<title>Fideuram Asset Management: «Protezione della biodiversità e difesa dei diritti umani»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Mar 2023 08:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Focus Sostenibilità 23]]></category>
		<category><![CDATA[Fideuram AM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pietro di Leo, responsabile gestione prodotti Esg di Fideuram Asset Management, partecipa al Focus Sostenibilità</p>
<p>The post <a href="https://fondiesicav.it/fideuram-asset-management-protezione-della-biodiversita-e-difesa-dei-diritti-umani/">Fideuram Asset Management: «Protezione della biodiversità e difesa dei diritti umani»</a> appeared first on <a href="https://fondiesicav.it">Future Investments</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><b>Pietro Di Leo, </b><b>responsabile gestione<span class="Apple-converted-space"> </span></b><b>prodotti Esg<span class="Apple-converted-space"> di </span></b><b>Fideuram Asset Management, partecipa al Focus Sostenibilità</b></h2>
<p><b>Investimenti sostenibili e mercati emergenti. Qual è la situazione attuale?</b></p>
<p>«I mercati emergenti sono indietro rispetto all’Europa nello sviluppo di un framework idoneo a supportare gli investimenti sostenibili, tuttavia non vediamo in quell’area gli stessi blocchi ideologici cui stiamo assistendo negli Usa. I mercati asiatici, in particolare, hanno un approccio molto concreto alla questione: soprattutto sul tema della decarbonizzazione vedono un’opportunità di eccellere e di superare blocchi operativi, come può essere una dipendenza energetica da altre aree. È sorprendente assistere allo sviluppo di schemi regolamentari sulle emissioni di CO2 sul modello europeo, come, ad esempio, nel caso dell’Indonesia. Certamente, non c’è ancora una copertura per molte aree merceologiche e i prezzi sono tuttora scarsamente disincentivanti per rendere antieconomiche attività fortemente emissive, tuttavia sono primi passi che vanno vissuti con entusiasmo e che non erano immaginabili solo fino a un paio di anni fa. È chiaro che le evoluzioni dipendono dal contesto politico di riferimento e, a questo proposito, basterebbe guardare alla svolta ecologica del Brasile con la nomina di Lula. A livello aziendale, un passo importante nella disclosure può certamente arrivare dalla definitiva stesura degli standard Issb, che saranno di prossima pubblicazione. Possiamo aspettarci, che di fronte a un framework internazionale stabilizzato sul fronte della reportistica emissiva, molti paesi, anche emergenti, lo renderanno obbligatorio per le proprie giurisdizioni. Dove vediamo ancora un ritardo nelle economie in via di sviluppo è sui temi sociali e di governance. Aspettiamo ancora una volta che sia l’Europa ad aprire la strada, come sta facendo con le recenti direttive, e speriamo che ciò dia un impulso a uno sviluppo positivo anche sui paesi emergenti».<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Quali sono, al momento, le vostre attese per le emissioni di Gsssb?</b></p>
<p>«Il 2023 dovrebbe essere un anno di ripartenza delle emissioni di obbligazioni sostenibili. Vale però la pena precisare che il 2022 non è stato un anno negativo in termini di emissioni, con circa 800 miliardi di dollari di obbligazioni sostenibili portate sul mercato. È stato sì il primo anno di contrazione in un trend secolare, ma bisogna valutare il contesto congiunturale nel quale si è operato, con diffusi rialzi nei tassi e, soprattutto, per il raffronto sfavorevole con dodici mesi precedenti di estrema bonanza per i titoli sostenibili. Il 2021 ha fatto infatti registrare emissioni ben sopra i 1.000 miliardi di dollari, oltremodo aiutate da tutte le emissioni sociali post pandemia dell’Unione Europea. Nel 2020, il valore aveva superato appena 500 miliardi di dollari.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Per quanto riguarda l’anno in corso, vediamo un rinnovato interesse per i sustanability linked, dove il risparmio di tasso in emissione può essere concreto, purché siano raggiunti gli obiettivi definiti dall’emittente; viceversa, la tenuta del cosiddetto “greenium”, ovvero lo sconto di tasso sull’emissione sostenibile tradizionale rispetto a un’obbligazione ordinaria dello stesso emittente, appare molto volatile e dipendente dalle circostanze di mercato. Tuttavia, il vero tema resta definire un framework operativo certo, che ancora una volta è nelle mani dell’Ue. L’introduzione di un green bond standard farebbe un gran bene al mercato per potere cominciare a distinguere tra emissioni allineate e non. Oggi il mercato è pieno di titoli di scarso valore, con clausole legali difficilmente opponibili in riferimento all’uso del denaro raccolto, mancanza di valutazioni di terze parti e penalità sui linked bond fin troppo leggere. Il mercato va certamente regolamentato e il 2023 potrebbe essere, a tale proposito, un anno cardine per la regolamentazione».<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Quali sono i temi di engagement più importanti per il 2023?<span class="Apple-converted-space"> </span></b></p>
<p>«Due sono i temi per il 2023: protezione della biodiversità e rispetto dei diritti umani. Il primo è rimasto un poco nell’ombra rispetto a quello climatico in generale, ma è, in realtà, estremamente connesso alle questioni del surriscaldamento del pianeta: si pensi, ad esempio, al rischio di deforestazione e al fondamentale contributo offerto dalla vegetazione come elemento naturale di cattura dell’anidride carbonica. Il problema è che il tema non è facilmente quantificabile come quello delle emissioni. Tuttavia, il recente summit sulla biodiversità, tenuto congiuntamente da Cina e Canada, ha stimolato il dibattito e aperto la strada alla Tnfd (Taskfoce on nature-related financial disclosure), che ha proprio il compito di definire parametri di valutazione delle ripercussioni sulla natura procurato dalle attività economiche. A prima vista, viene da dire che gli impatti più misurabili sono quelli sulla modifica di ecosistemi marini o terrestri, come lo scarico di emissioni in corsi d’acqua o lo sviluppo di sistemi circolari e di riciclo. Un’area particolarmente importante e abusata è però quella dei carbon off-set, ovvero quei certificati che le aziende comprano per bilanciare le proprie emissioni di gas serra. Generalmente, sono legati a progetti di riforestazione o di evitata deforestazione, ma il settore è al momento poco regolamentato e i partecipanti al mercato abusano della mancanza di regole. Riuscire a mettere ordine nel settore sarebbe di grande beneficio per il tema della biodiversità, ma anche per un riequilibro socio-economico nelle aree emergenti. In questo senso, per stimolare la sensibilità del mondo aziendale, gli investitori dovrebbero essere particolarmente inquisitivi sulle politiche di off-set adottate dalle aziende.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il tema dei diritti umani è un argomento di engagement molto vivo nei nostri portafogli e trova ultimamente conforto negli interventi del legislatore europeo, che, attraverso varie direttive, sta forzando un aumento di disclosure e di due diligence aziendale. L’obiettivo primario è forzare le aziende a guardare con più attenzione alla struttura delle proprie supply chain. Da un engagement fatto con le società alle quali partecipiamo tramite i nostri fondi articolo 9, abbiamo notato che raramente si avvalgono di auditor esterni per valutare le proprie catene di approvvigionamento: i rischi di pratiche di lavoro e ambientali poco sostenibili sono oggettivamente alti e con essi anche le ricadute reputazionali». <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Qual è l’impatto della transizione digitale sugli investimenti sostenibili?</b></p>
<p>«La transizione digitale ha un ruolo critico nell’analisi degli investimenti sostenibili: basti pensare allo sviluppo di sistemi di efficientamento energetico, che permettono di gestire il flusso di generazione elettrica in maniera multidirezionale attraverso i dati o le tecniche di agricoltura di precisione che favoriscono semine e irrigazione a basso consumo idrico. Sono migliaia gli esempi che potremmo fare sui benefici che elaborazione di dati e sviluppi dell’Ai apportano al mondo della sostenibilità. Molto importante è potere ricorrere ai dati per individuare emittenti e temi sostenibili o per analizzare controversie potenzialmente dannose per la sostenibilità. Tuttavia, crediamo che nel campo degli investimenti sostenibili sia fondamentale anche metterci la testa, oltre che l’analisi del dato: l’ingaggio con le aziende o la ricerca con un approccio quasi giornalistico aiutano a individuare temi, sia in termini positivi, sia di esclusione».</p>
<p><a href="https://www.fondiesicav.it/focus-sostenibilita-il-ruolo-fondamentale-dellengagement/">Leggi gli altri contributi</a></p>
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		<title>Eurizon Capital Sgr: «Gsssb, strumenti fondamentali  per la transizione energetica»</title>
		<link>https://fondiesicav.it/eurizon-capital-sgr-gsssb-strumenti-fondamentali-per-la-transizione-energetica/</link>
					<comments>https://fondiesicav.it/eurizon-capital-sgr-gsssb-strumenti-fondamentali-per-la-transizione-energetica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pinuccia Parini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Mar 2023 08:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Focus Sostenibilità 23]]></category>
		<category><![CDATA[Eurizon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista con il team ESG &#038; Strategic Activism, di Eurizon CAPITAL SGR</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Investimenti sostenibili e mercati emergenti. Qual è la situazione attuale?</b></p>
<p><b><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-124065 alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-08-alle-15.28.05-242x300.png" alt="" width="242" height="300" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-08-alle-15.28.05-242x300.png 242w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-08-alle-15.28.05-150x186.png 150w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-08-alle-15.28.05.png 290w" sizes="(max-width: 242px) 100vw, 242px" />Sofia Galarducci: </b>«Secondo l’organizzazione internazionale Climate Bonds Initiative, nel 2021 i soggetti che operano nei paesi emergenti hanno contribuito all’emissione di green bond per il 21% su scala globale. È un dato interessante, che dimostra l’accelerazione nello sviluppo di progetti sostenibili e la necessità, allo stesso tempo, di velocizzare la convergenza tra le migliori pratiche di mercato esistenti per facilitare sempre più l’accesso degli emittenti a questo segmento. Inoltre, a riprova del crescente interesse manifestato verso i paesi in via di sviluppo, secondo l’International Monetary Fund<sup>1</sup>, nel 2022 gli investimenti Esg, intesi come prodotti che incorporano i principi di sostenibilità nelle decisioni aziendali e nelle strategie di investimento, coprendo questioni che vanno dal cambiamento climatico alle pratiche di lavoro, hanno rappresentato quasi il 18% dei flussi esteri nei mercati emergenti, Cina esclusa. Ciò è conseguenza, sia delle esigenze di finanziamento legate alla pandemia, sia degli interventi necessari per la mitigazione degli effetti climatici, soprattutto in America Latina. Queste dinamiche possono rappresentare un’importante opportunità di sviluppo verso un ecosistema finanziario sostenibile più maturo e inclusivo.</p>
<p>Ovviamente, è ancora più evidente nei mercati emergenti la sfida che gli investitori istituzionali si trovano ad affrontare riguardo la disponibilità di dati attendibili sul profilo di sostenibilità degli emittenti e dei progetti finanziati. Per questo motivo è importante costruire un dialogo di lungo periodo che coinvolga anche le società che operano in quei mercati».</p>
<p><sup>1</sup>Fonte: https://www.imf.org/en/Blogs/Articles/2022/03/01/sustainable-finance-in-emerging-markets-is-enjoying-rapid-growth-but-may-bring-risks</p>
<p><b>Quali sono, al momento, le vostre attese per le emissioni di Gsssb?</b></p>
<p><b><img decoding="async" class="size-medium wp-image-124066 alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-08-alle-15.35.34-239x300.png" alt="" width="239" height="300" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-08-alle-15.35.34-239x300.png 239w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-08-alle-15.35.34-150x188.png 150w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-08-alle-15.35.34.png 290w" sizes="(max-width: 239px) 100vw, 239px" />Anna Stagnoli: </b>«Il mercato delle obbligazioni green, social, sustainable, and sustainability-linked è notevolmente cresciuto negli ultimi anni, sia per dimensioni, sia per diversificazione geografica e valutaria. Un recente studio di S&amp;P ha stimato che nel 2023 l’emissione globale di Gsssb raggiungerà 900-1000 miliardi di dollari, avvicinandosi al record toccato nel 2021.Questi strumenti sono fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi climatici e di sostenibilità delle imprese emittenti, ma lo sono anche per il settore finanziario, che ricopre un ruolo importante nella realizzazione della transizione energetica. A questo proposito, ad esempio, in seguito alla sottoscrizione della Net zero asset managers initiative, Eurizon ha dichiarato la propria volontà di aumentare gli investimenti nei green bond fino al 4% degli asset under management complessivi entro il 2025. L’obiettivo finale è incrementare il finanziamento di progetti ambientali con un impatto misurabile e positivo in aggiunta al ritorno finanziario».</p>
<p><b>Quali sono i temi di engagement più importanti per il 2023?</b></p>
<p><b><img decoding="async" class="size-medium wp-image-124067 alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-08-alle-15.35.40-240x300.png" alt="" width="240" height="300" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-08-alle-15.35.40-240x300.png 240w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-08-alle-15.35.40-150x187.png 150w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-08-alle-15.35.40.png 290w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" />Sabina Screpis: </b>«L’engagement per Eurizon rappresenta uno strumento essenziale per instaurare un dialogo trasparente e di lungo periodo con le società partecipate. Quest’anno continueremo a incoraggiare gli emittenti appartenenti a settori considerati critici, perché maggiormente inquinanti, a presentare piani di transizione caratterizzati da un’informativa esaustiva che permetta agli investitori di valutarne l’efficacia e la credibilità. Inoltre, la recente evoluzione della normativa europea in materia di conservazione ambientale rende necessario un confronto mirato con le società appartenenti a quei settori nei quali il rischio di deforestazione è maggiore, affinché le società siano consapevoli della necessità di mettere in atto processi idonei a mitigarne le conseguenze. Nell’ambito della tutela dei diritti umani, l’attenzione di Eurizon si rivolge anche alla catena di fornitura: auspichiamo, infatti, che le società adottino i presidi necessari a monitorare e gestire gli eventuali rischi derivanti dalla violazione di questi diritti da parte dei propri fornitori.</p>
<p>Infine, l’attenzione di Eurizon alle tematiche di governo societario sarà rivolta al monitoraggio della diversità degli organi amministrativi degli emittenti. Lo scopo è favorire la parità in termini di trattamento e opportunità, valorizzando la diversità, non solo in riferimento al genere, ma in senso più ampio, come, ad esempio, le competenze e l’esperienza di ciascun componente del consiglio di amministrazione». <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Qual è l’impatto della transizione digitale sugli investimenti sostenibili?</b></p>
<p><b><img decoding="async" class="size-medium wp-image-124068 alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-08-alle-15.35.46-246x300.png" alt="" width="246" height="300" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-08-alle-15.35.46-246x300.png 246w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-08-alle-15.35.46-150x183.png 150w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-08-alle-15.35.46.png 292w" sizes="(max-width: 246px) 100vw, 246px" />Ilaria Gentili: </b>«La progressiva integrazione delle tecnologie digitali nei processi produttivi è un’opportunità per incrementare la sostenibilità delle imprese. Le tecnologie 4.0 promuovono l’adozione di modelli di efficientamento energetico dei processi e di estensione della vita utile di prodotti e materiali tramite pratiche di riciclo e riuso. In questo contesto, sono state inaugurate nuove misure destinate alle piccole e medie imprese italiane a sostegno di nuovi investimenti imprenditoriali innovativi e sostenibili (investimenti sostenibili 4.0). Il rapporto tra transizione digitale e sostenibilità ambientale ha trovato piena integrazione nelle recenti politiche del Green deal europeo, in cui la trasformazione digitale e la transizione verde sono i pilastri delle nuove pratiche promosse dall’Unione Europea. A livello nazionale, la transizione digitale è una delle colonne del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).</p>
<p>Gli investimenti sostenibili 4.0 non si limitano a favorire la trasformazione tecnologica e digitale, ma mirano a orientare le imprese verso il paradigma dell’economia circolare e il miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa. Eurizon conduce periodicamente un’analisi di come le proprie attività di stewardship siano correlate agli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (Sdg): nel 2022 gli engagement da noi condotti hanno avuto maggiore attinenza all’Sdg n. 9-Innovazione industriale e infrastrutture, che si pone proprio l’obiettivo di incentivare l’utilizzo di tecnologie e processi industriali digitali, puliti e rispettosi dell’ambiente».</p>
<p><a href="https://www.fondiesicav.it/focus-sostenibilita-il-ruolo-fondamentale-dellengagement/">Leggi gli altri contributi</a></p>
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		<title>AllianzGI: «Appoggiare gli emergenti in un percorso sostenibile»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pinuccia Parini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2023 08:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Focus Sostenibilità 23]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[AllianzGI]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Julie Tedeschi, senior sales manager di Allianz Global Investors, Certified Esg Analysis &#038; Investing, partecipa al Focus Sostenibilità</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><b>Julie Tedeschi, </b><b>senior sales manager di </b><b>Allianz Global Investors,<span class="Apple-converted-space"> </span></b><b>Certified Esg Analysis &amp; Investing, partecipa al Focus Sostenibilità</b></h2>
<p><b>Investimenti sostenibili e mercati emergenti. Qual è la situazione attuale?</b></p>
<p>«Sul tema degli investimenti sostenibili riferiti ai mercati emergenti si possono fare diverse considerazioni. Partirei da una notizia di questo inizio d’anno: l’India ha annunciato di volere integrare la finanza sostenibile nell’agenda del G20, di cui è presidente di turno. Il governo di Nuova Delhi, in questa occasione, ha promosso due strategie di investimento che si impegnerà a finanziare con una serie di bond sostenibili a partire dal 2023.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La prima è offrire un’assistenza finanziaria ai fragili, per rendere olistiche e inclusive le cure mediche della parte meno abbiente della popolazione. La seconda è l’iniziativa per i “porti verdi”, strutture che includono l’acquisizione di attrezzature per il monitoraggio dell’inquinamento ambientale, l’acquisizione di sistemi di abbattimento delle polveri e la creazione di impianti di trattamento delle acque reflue. C’è un altro aspetto che è importante ricordare, emerso dalla conclusione di Cop27 nel 2022: il concetto di<span class="Apple-converted-space">  </span>“just transition” (transizione giusta). In chiusura dell’incontro di Sharm el-Sheikh, è stato raggiunto un accordo che ha portato alla creazione di un “fondo per le perdite e i danni” per i paesi più vulnerabili e, fra questi ultimi, si possono contare diverse economie emergenti. Si tratta di un passo positivo e un riconoscimento formale della necessità di attribuire un onere finanziario a tutti quei paesi che hanno, sia i mezzi finanziari, sia la responsabilità storica delle emissioni. Appoggiare i paesi emergenti nel percorso di uno sviluppo sostenibile è possibile. AllianzGi ha di recente lanciato l’Emerging Markets Climate Action Fund (Emcaf), un fondo innovativo di blended finance, avviato congiuntamente con la Banca europea per gli investimenti (Bei), per finanziare la mitigazione del clima e l’adattamento per progetti ambientali in Africa, Asia, America Latina e Medio Oriente. Prevediamo, inoltre, un continuo sviluppo di offerte di finanza mista, come la strategia di debito di Allianz climate solutions per i mercati emergenti. Entrambi questi progetti fanno capo alle soluzioni private market di AllianzGI. Per quanto riguarda, invece, i mercati pubblici, le strategie di investimento nei paesi emergenti, attraverso i filtri Esg e con chiari obiettivi di sostenibilità, sono sicuramente la minoranza rispetto a fondi con obiettivi analoghi su aree geografiche considerate già sviluppate. Credo che questo gap andrà a colmarsi nel corso dei prossimi anni, sia per le motivazioni espresse sopra, sia per una maggiore crescita di opportunità riscontrabili all’interno di diversi paesi emergenti che mirano a una crescita sostenibile».<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Quali sono, al momento, le vostre attese per le emissioni di Gsssb?</b></p>
<p>«Il 2022 è stato un anno difficile per il mercato del reddito fisso, comprese le obbligazioni sostenibili. Secondo i dati di Environmental finance data, le emissioni di obbligazioni green, social, sustainable e sustainability-linked (Gsssb) nel 2022 si sono ridotte del 15% a 899 miliardi di dollari rispetto al record di 1,05 trilioni di dollari raggiunto nel 2021. Nonostante i problemi del 2022, il mercato obbligazionario sostenibile è stato in grado di aumentare la sua quota in quello del reddito fisso globale a oltre il 13,5%, con un’accelerazione negli ultimi sei mesi dell’anno. Si tratta di un notevole miglioramento rispetto al 12% registrato nel 2021 e al dato inferiore al 7% nel 2020.</p>
<p>Gli esperti di mercato prevedono che nel 2023 si assisterà a una ripresa delle emissioni di obbligazioni sostenibili, anche se l’aspettativa di un nuovo record è attenuata dal contesto macroeconomico sfidante. Condividiamo questo punto di vista e pensiamo che saranno ancora i green bond a prevalere nell’insieme delle nuove emissioni. Ci saranno, inoltre, più scadenze da rifinanziare. Forse la dimensione più interessante di tutto ciò è che il 2023 vedrà probabilmente una serie di operatori di mercato puntare i riflettori sull’importanza del necessario, anche se ancora nebuloso, tema della “transizione” nei mercati obbligazionari sostenibili. In altre parole, una maggiore attenzione alla definizione di ciò che è un piano di transizione credibile e completo non solo aiuterà a sviluppare fiducia su come strutturare meglio gli strumenti di transizione, come gli Slb (Sustainability-linked bond), con un conseguente aumento delle emissioni, ma anche a giudicare meglio tutti gli emittenti di bond e comprendere se le loro azioni sono parte della soluzione, piuttosto che del problema».<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Quali sono i temi di engagement più importanti per il 2023?<span class="Apple-converted-space"> </span></b></p>
<p>«Riprendo le parole del nostro head of sustainable and impact investing, Matt Christensen, che recitano: “Creare un futuro più sostenibile va oltre la lotta al cambiamento climatico. Si tratta di proteggere il nostro ambiente, promuovere la biodiversità e garantire che questa importante transizione avvenga senza lasciare indietro nessuno. È quindi fondamentale che tutti noi lavoriamo insieme per risolvere le sfide che stiamo affrontando. Ogni azione conta”. Il nostro engagement parte da tre temi chiave: il cambiamento climatico, i limiti planetari (biodiversità, economia circolare e utilizzo delle risorse) e il capitalismo inclusivo (modalità e condizioni di lavoro, accesso ai servizi sanitari, finanziari e istruzione, capitale umano e mezzi di sostentamento). Questi temi fungono da linee guida per un’attività di engagement che mira a individuare i principali rischi e opportunità per la nostra attività di asset management e per la clientela, così da assicurarci di avere un impatto positivo. Le nostre attività di engagement si svolgono attraverso un duplice approccio. Il primo guarda alla strategia, alla performance operativa e finanziaria, alla gestione del capitale, alla governance e ai rischi e impatti Esg che un’azienda presenta: ciò ci permette di gestire la componente di rischio materiale. Il secondo focalizza l’attenzione sui temi specifici legati alle tre macroaree evidenziate sopra. All’interno del tema che guarda al cambiamento climatico, ad esempio, argomenti chiave saranno l’analisi del progresso delle aziende in termini di riduzione di emissioni scope 1, 2 e 3, e ancora engagement molto specifici con le aziende legate alla produzione di combustibili fossili. Per quanto riguarda i limiti planetari, la biodiversità è diventata e sarà un argomento sempre più importante, riflettendo il crescente interesse dei clienti e la richiesta di trasparenza riguardo all’impatto su di essa da parte delle economie globali. In AllianzGi, un esempio chiave è stato l’engagement con una società chimica francese che, attraverso l’uso di dati esterni scientifici che misurano l’impatto sulla biodiversità, ne ha evidenziato le molte criticità. Dopo avere contattato il ceo, si è creata una grande apertura che ha portato la società stessa ad associarsi a una serie di iniziative, tra le quali Act4nature international, un’alleanza creata per accelerare l’azione delle imprese ad azioni concrete a sostegno del mondo naturale. Riteniamo che questo duplice approccio ci consenta di raggiungere un migliore equilibrio tra le riduzioni del rischio Esg nei nostri portafogli e di guidare i clienti e le aziende in un percorso di transizione inclusivo verso un futuro sostenibile. Infine, partecipiamo, e continueremo a farlo, a diverse iniziative di engagement collettivo, tra le quali la 30% Club France investor group, di cui nel 2022 siamo anche stati alla presidenza. Si tratta di una campagna globale che mira ad aumentare la diversità di genere nei consigli di amministrazione e nei livelli dirigenziali. È chiaro che abbiamo bisogno di un engagement globale per una soluzione a problemi mondiali: le sfide climatiche, planetarie e sociali non rispettano i confini. Quanto più riusciremo a impegnarci a livello globale, tanto più avremo la possibilità di trovare un percorso equo, solido e credibile verso un’economia in grado di resistere all’impatto di un mondo a temperatura più elevata».</p>
<p><b>Che cosa è emerso dalle assemblee degli azionisti cui avete partecipato lo scorso anno?</b></p>
<p>«Abbiamo partecipato a 10.205 (10.190 nel 2021) assemblee e al voto espresso su oltre 100 mila proposte avanzate da azionisti e vertici aziendali. Sono emersi chiaramente due temi: una maggiore responsabilità nei confronti di obiettivi credibili di transizione climatica e il continuo controllo delle remunerazioni. AllianzGi ha votato contro o si è astenuta su almeno un punto all’ordine del giorno nel 69% di tutte le assemblee a livello globale (68% nel 2021). Sempre a livello globale, si è inoltre opposta al 16% delle proposte in materia di capitale, al 23% di quelle sui membri dei consigli di amministrazione e al 43% delle mozioni sulle remunerazioni. Il principale motivo di disaccordo è stato, ancora una volta, la politica di remunerazione del management. Molte società non adottano incentivi a lungo termine che siano realmente allineati agli interessi degli azionisti, premiando la sovraperformance e non solo l’andamento di mercato. Nel 2022 la seconda principale area di interesse è stata l’iniziativa “Say on climate”, decollata solo in alcuni paesi europei, soprattutto in Francia e nel Regno Unito, tanto che in futuro AllianzGi riterrà responsabili gli amministratori se l’azienda non disporrà di obiettivi “net zero” e di una strategia credibile per raggiungerli. A partire dal 2024, a seconda dell’assetto del consiglio di amministrazione, voteremo contro il presidente del comitato per la sostenibilità, del comitato strategico o il presidente del cda di determinate società ad elevate emissioni, qualora riterremo non soddisfacenti i loro obiettivi “net zero” o le loro Climate-related financial disclosures.<span class="Apple-converted-space">  </span>Le perplessità sono elevate per alcune società statunitensi, che spesso sono meno avanzate rispetto ai peer europei. Inoltre, attribuiamo grande importanza alla qualità dei consigli di amministrazione, poiché una buona governance va di pari passo con migliori risultati finanziari ed elevati standard di sostenibilità. Se guardiamo, infine, alla percentuale di voti espressi alle assemblee italiane, AllianzGi si è opposta al 32% delle proposte».<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><a href="https://www.fondiesicav.it/focus-sostenibilita-il-ruolo-fondamentale-dellengagement/">Leggi gli altri contributi</a></p>
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		<title>Focus Sostenibilità: Il ruolo fondamentale dell’engagement</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pinuccia Parini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2023 13:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Focus Sostenibilità 23]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[FOCUS SOSTENIBILITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2022 è forse stato un anno di riflessione per gli investimenti sostenibili a causa del deterioramento, sia del quadro geopolitico, sia di quello macroeconomico</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Testo e interviste a cura di Pinuccia Parini</b></p>
<p>Il 2022 è forse stato un anno di riflessione per gli investimenti sostenibili a causa del deterioramento, sia del quadro geopolitico, sia di quello macroeconomico. I fattori alla base di ciò sono stati diversi: dal conflitto in Ucraina, al rischio di crisi energetica, dall’inflazione, al rallentamento dell’attività economica globale.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ciononostante, la ricerca di un modello di crescita sostenibile non ha perso la sua forza. È una sfida a livello globale, che abbraccia, quindi, tutte le aree geografiche e trova declinazioni in piani di sviluppo nazionali, progetti infrastrutturali e politiche sociali. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>In questo contesto, l’incorporazione dei criteri Esg nell’analisi finanziaria tradizionale contribuisce a una comprensione olistica delle opportunità da cogliere e dei rischi da affrontare. Essa è diventata una priorità per le aziende, che devono guardare con attenzione alle possibili minacce per il loro modello di business, la reputazione e, di conseguenza, la redditività.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Questo tipo di consapevolezza non conosce confini ed è presente, quindi, anche nelle economie emergenti, con le proprie specificità legate al percorso di sviluppo, sia economico, sia sociale. Nonostante quest’area sia in ritardo rispetto all’Europa «nello sviluppo di un framework idoneo a supportare gli investimenti sostenibili», non mostra «blocchi ideologici». I mercati finanziari continuano a ricoprire un ruolo importante nel promuovere e facilitare questa transizione, ci ricordano gli asset manager che hanno aderito a Focus Esg, attraverso soluzioni di investimento che riguardano le diverse asset class, come nel caso degli Gsssb, «strumenti fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi climatici e la sostenibilità degli emittenti».<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Creare, però, un futuro più sostenibile «va oltre la lotta al cambiamento climatico» e significa pensare a un modello di sviluppo che non lascia indietro nessuno. Proprio per questa ragione, l’attività di engagement diventa indispensabile, affinché questo percorso virtuoso possa essere intrapreso. Le aree di intervento degli asset manager vanno dalla protezione della biodiversità alla difesa dei diritti umani, dal capitalismo inclusivo al cambiamento climatico, per arrivare alle tematiche di governo societario.</p>
<p>I contributi</p>
<p><a href="https://www.fondiesicav.it/eurizon-capital-sgr-gsssb-strumenti-fondamentali-per-la-transizione-energetica/">Eurizon Capital Sgr: «Gsssb, strumenti fondamentali per la transizione energetica»</a></p>
<p><a href="https://www.fondiesicav.it/allianzgi-appoggiare-gli-emergenti-in-un-percorso-sostenibile/">AllianzGI: «Appoggiare gli emergenti in un percorso sostenibile»</a></p>
<p><a href="https://www.fondiesicav.it/fideuram-asset-management-protezione-della-biodiversita-e-difesa-dei-diritti-umani/">Fideuram Asset Management: «Protezione della biodiversità e difesa dei diritti umani»</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Eurizon Capital Sgr: «Monitoriamo il tasso di successo delle proposte che sosteniamo nelle assemblee»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pinuccia Parini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2023 08:04:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Focus Sostenibilità 23]]></category>
		<category><![CDATA[Eurizon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Federica Calvetti, head of Esg &#038; strategic activism di Eurizon Capital Sgr, partecipa al Focus Sostenibilità</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>a cura di Pinuccia Parini</p>
<h2>Federica Calvetti, head of Esg &amp; strategic activism di Eurizon Capital Sgr, partecipa al Focus Sostenibilità</h2>
<p><b>Negli ultimi anni, nelle politiche di investimento, è cresciuta in modo sensibile l’attenzione all’ambiente, agli aspetti sociali e alla governance. Vede rischi all’orizzonte per questo trend?</b></p>
<p>«Nel corso degli anni, la consapevolezza di ciò che rappresenta un investimento sostenibile e che cosa significhi la sostenibilità per le aziende in cui investiamo ha acquisito connotati sempre più ricchi e diversificati. Si è assistito, infatti, a una maggiore comprensione, dapprima delle tematiche di governance e, a seguire, di quelle ambientali (da sempre al centro dell’attenzione delle istituzioni a partire dal protocollo di Kyoto pubblicato nel 1997), fino ad arrivare agli aspetti sociali. I rischi di questo trend, che si possono intravedere all’orizzonte, sono, a mio parere, legati alla necessità di trovare una convergenza globale della normativa in materia di investimenti sostenibili. L’Europa, negli ultimi anni, ha dimostrato di svolgere un ruolo guida con la promozione, già nel 2018, del piano di sviluppo per la finanza sostenibile. Esso era rivolto, sia al settore degli asset manager, con la Sfrd, la tassonomia e l’individuazione di benchmark cosiddetti Paris aligned e Climate transition, sia agli emittenti e, infine, ai clienti finali, attraverso la Mifid II. Molto è stato fatto e l’impianto europeo continua a essere il più avanzato, ma nel 2022 è emerso in modo evidente quanto è necessario che nell’industria ci siano standard e normative condivise. Si gestiscono portafogli globali che, in quanto tali, investono in aziende non solo europee: per queste società, nel momento in cui si deve rendicontarne la sostenibilità e valutarne i rischi e le opportunità, è importante che la tipologia di dati raccolti sia omogenea e comparabile. Ma non si tratta solo di questo aspetto. All’interno dell’industria dell’asset management è necessario che si instauri un confronto tra i vari regolatori in materia di classificazione dei prodotti: ciò andrebbe a vantaggio non solo dell’investitore, ma anche della finalità per cui le stesse soluzioni di investimento sono state pensate».</p>
<p><b>Quali cambiamenti intravede?</b></p>
<p>«Nonostante ci sia il rischio di una continua frammentazione della normativa a livello globale, che potrebbe ostacolare la velocità con cui determinate risorse possono essere messe a disposizione, lo scorso anno si è visto uno sforzo di convergenza tra i vari attori presenti, una narrativa che ha sempre più punti di contatto: l’Europa guarda con attenzione a ciò che viene promulgato, in tema di sostenibilità, nel Regno Unito e negli Usa e viceversa. Siamo di fronte a un mercato in cui le attenzioni a questa tematica sono in continua crescita, con grandi sforzi a livello istituzionale».</p>
<p><b>C’è la possibilità di una convergenza tra i vari regolatori?</b></p>
<p>«Sono ottimista e fiduciosa perché, per esempio, il regolatore inglese (Fca) ha pubblicato un report in cui si evidenziano i punti di contatto rispettivamente con la normativa Ue e con quella Usa. Ritengo che sia un chiaro segnale di apertura, perché significa dare trasparenza e utilizzare quanto più possibile le esperienze di terzi per riuscire a costruire un sistema di riferimento per gli investimenti sostenibili il più uniforme possibile».</p>
<p><b>A gennaio 2023 sono stati introdotti i Regulatory technical standards (Rts). Quanto è importante questa tappa per gli investimenti sostenibili?</b></p>
<p>«Penso che sia una tappa molto importante, perché, per la prima volta, a livello di rendicontazione e di trasparenza precontrattuale dei prodotti collocati sul mercato, abbiamo un’informativa uniforme. Per il cliente finale risulta, quindi, più immediato trovare, negli allegati alla documentazione dei fondi, le informazioni sugli impegni presi in materia di sostenibilità nella gestione degli investimenti che permettono di fare anche confronti tra i diversi prodotti presenti sul mercato. Bisogna, però, essere consapevoli che le interpretazioni su alcuni Rts non sono ancora univoche, come ad esempio la stessa definizione di investimento sostenibile, sulla quale esistono differenze dovute al fatto che ciascun asset manager ha adottato la propria metodologia di riferimento all’interno delle linee guida contenute in questo regolamento».</p>
<p><b>Ritiene quanto appena descritto un punto di debolezza?</b></p>
<p>«Esistono differenze di interpretazione tra le case di gestione e, proprio per questa ragione, il regolatore chiede che siano spiegate le metodologie adottate. Ritengo che l’elemento al quale dare importanza sia la qualità dell’informativa che viene fornita. Con riferimento alla tassonomia, sebbene ci siano ancora diversi aspetti che devono cristallizzarsi, bisogna valorizzare che si tratta di una linea guida oggettiva di che cosa è un’attività ecosostenibile e, a regime, non dovrebbe lasciare spazio a interpretazioni. I dati di allineamento ai primi due obiettivi di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico da parte degli emittenti corporate saranno pubblicati già da quest’anno».<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Quali obiettivi vi siete dati per essere parte attiva verso un’economia più resiliente e sostenibile?</b></p>
<p>«Il Gruppo Intesa SanPaolo investe da anni sulla sostenibilità e ha aderito all’iniziativa Net-zero per i diversi ambiti di attività. Eurizon, nello specifico, ha aderito alla Net-Zero Asset Managers Initiative nel 2021. Nel corso dello scorso anno, a novembre, abbiamo pubblicato i target Net-zero che si articolano su quattro ambiti di azione. Abbiamo identificato un iniziale “portafoglio in scope” pari al 15,39% delle masse in gestione nel 2021, che sarà gestito nell’ottica di arrivare alla neutralità climatica. Per il “portafoglio in scope”, ci siamo così impegnati a ridurre l’intensità carbonica del 50% entro il 2030 (punto di partenza il 2019), in linea con le indicazioni Ipcc per mantenere l’aumento delle temperature entro 1,5°; lo scopo è incrementare gradualmente la percentuale degli asset coinvolti per arrivare a coprire il 100% entro il 2050.<span class="Apple-converted-space">  </span>Un altro obiettivo è, invece, legato all’engagement, cioè quell’attività da svolgere nei confronti delle società partecipate in modo che siano sensibilizzate nel definire e nell’implementare piani di transizione che permettano il raggiungimento di Net-zero. Abbiamo così identificato le aziende presenti nei nostri portafogli che sono maggiormente inquinanti e che saranno contattate progressivamente nei prossimi anni, in base all’urgenza dell’intervento e al livello di impegno assunto nel processo di transizione: tutto ciò per fare sì che migliorino il loro allineamento allo scenario di neutralità carbonica. Infine, abbiamo definito un target di investimenti in climate solution e ci impegniamo, entro il 2025, a fare in modo che almeno il 4% degli asset in portafoglio sia investitito in green bond. Si tratta di impegni importanti, affinché ci sia anche il nostro contributo alla realizzazione di un’economia più resiliente e sostenibile. Nel frattempo, continua a essere centrale l’attività di stewardship ed engagement, che sono per noi strategiche, all’interno della quale siamo sempre più presenti. Ricordo che Eurizon già nel 2014 ha sottoscritto i Principi di stewardship e nel 2015 i Pri dell’Onu».<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Ritiene che il tema sociale sia stato trascurato nelle proposte di investimento?</b></p>
<p>«Storicamente, anche da un punto di vista istituzionale, il focus è sempre stato più sulla tematica ambientale, anziché sociale. Una delle motivazioni è che quest’ultima presenta problematiche che sono difficili da ”misurare”, perché più passibili di interpretazione soggettiva. A questo proposito, vorrei aggiungere una riflessione. Già dallo scorso anno abbiamo iniziato a monitorare il “tasso di successo” delle proposte che sosteniamo durante le assemblee degli azionisti delle società partecipate: solo circa il 10% delle proposte sociali che supportiamo effettivamente passa. Il dato rivela, come detto pocanzi, la difficoltà di mettere a fuoco la tematica e comprenderla, ovvero apprezzare i rischi e le opportunità che derivano dal fatto che un’azienda sia più o meno impegnata su<span class="Apple-converted-space">  </span>temi quali, ad esempio, il rapporto con i dipendenti o con gli stessi fornitori. La stessa tassonomia legata agli aspetti sociali sembra essersi arenata. Forse manca la comprensione necessaria per esprimere un voto consapevole sugli aspetti sociali, mentre, per quanto riguarda quelli di governance, esistono codici già consolidati nelle varie giurisdizioni e le regole sono chiare. Quella sociale è una tematica in evoluzione e ancora una volta il dialogo con le società svolge un ruolo determinante».</p>
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		<title>Fideuram Asset Management: «Investire sui diritti dei bambini»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pinuccia Parini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2023 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Focus Sostenibilità 23]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[fideuram]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[FOCUS SOSTENIBILITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pietro Di Leo, responsabile gestione prodotti Esg di Fideuram Asset Management, partecipa al Focus Sostenibilità</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>a cura di Pinuccia Parini</b></p>
<h2><b>Pietro Di Leo, </b><b>responsabile gestione<span class="Apple-converted-space"> </span></b><b>prodotti Esg<span class="Apple-converted-space"> di </span></b><b>Fideuram Asset Management, partecipa al Focus Sostenibilità.</b></h2>
<p><b>Negli ultimi anni, nelle politiche di investimento, è cresciuta in modo sensibile l’attenzione all’ambiente, agli aspetti sociali e alla governance. Vede rischi all’orizzonte per questo trend?</b></p>
<p>«Non vediamo come il mondo degli investimenti possa fare marcia indietro su queste tematiche: lo chiedono gli investitori, ma lo esigono anche i consumatori, sempre più attenti alla sostenibilità dei beni e dei servizi che acquistano. L’Europa è saldamente focalizzata sull’indirizzo sostenibile degli investimenti, ma anche i paesi emergenti stanno diventando parte attiva in questo trend; ultimamente assistiamo a un dibattito politico molto aspro negli Stati Uniti sulla finalità ecologica e sociale degli investimenti, ma, al di là delle posizioni ideologiche, si assiste a una volontaria aderenza ai principi di buona governance e di attenzione al sociale e ai cambiamenti climatici da parte del mondo aziendale americano. Anche in un anno penalizzante per le performance dei fondi ad alto contenuto di sostenibilità, si è assistito a una raccolta positiva per questa categoria; gli investitori sembrano quindi orientati a intercettare un trend d’investimento di lungo periodo, piuttosto che lasciarsi impressionare da fattori contingenti che possano favorire temi vetusti come quello dell’utilizzo di carbon fossile. L’unico rischio per gli investimenti indirizzati verso soluzioni di mitigazione del cambiamento climatico è restare vittima del proprio successo. La domanda di beni e servizi che favoriscono la transizione energetica è così forte che le catene di approvvigionamento rischiano un notevole stress, specie nella ricerca di materie prime, con il conseguente impatto sul costo delle soluzioni energetiche efficienti. I piani di incentivazione dei governi hanno alimentato ulteriormente questo stress, specie quando richiedono la creazione delle catene produttive in paesi dove le infrastrutture hanno un notevole ritardo rispetto a centri di produzione consolidati, come può oggi essere la Cina, ma qui entriamo in un campo che va oltre la sostenibilità e che concerne il generale trend della deglobalizzazione».</p>
<p><b>Quali sono le soluzioni d’investimento sulle quali state concentrando il vostro impegno?</b></p>
<p>«Ci stiamo generalmente impegnando nell’aumentare il contenuto di sostenibilità in quasi tutti i prodotti offerti, ma segnatamente abbiamo lanciato soluzioni d’investimento rivolte particolarmente a chi percepisce la centralità di questi temi. Nel 2021 abbiamo lanciato il Fonditalia 4Children che sostiene l’Unicef. Il fondo ha indirizzato l’investimento verso tre tematiche centrali per la protezione dei diritti dei minori: l’ambiente, la salute e l’inclusione economica e sociale. Quest’ultima, in particolare, non sempre viene percepita così centrale nello sviluppo di sistemi resilienti, ma siamo ben consapevoli che le recenti svolte populiste altro non sono che un grido di dolore di fasce della popolazione rimaste sostanzialmente escluse dallo sviluppo economico del pianeta. La iniquità di reddito e della ricchezza ha raggiunto una polarizzazione tale da mettere a rischio il nostro modello sociale e, ultimamente, inflazione e crisi energetica hanno esacerbato il livello di tensione. I bambini sono spesso le prime vittime di questo processo, specie in aree economicamente svantaggiate. Oltremodo, l’inclusione economica è un’enorme opportunità di espandere i mercati di sbocco: basti pensare al bassissimo grado di penetrazione di beni e servizi in molti paesi emergenti. Parliamo di avere un conto in banca o una qualche forma di connessione digitale, ma anche di servizi sanitari o di istruzione. Un’altra area d’impegno non poteva non essere le soluzioni energetiche pulite: è in fase di lancio un prodotto centrato sul tema, perciò destinato a investire in aziende che lavorano attivamente alla mitigazione del cambiamento climatico. Il campo d’azione è vastissimo e include tutte le tecnologie appropriate: dalle tradizionali fonti rinnovabili come eolico e fotovoltaico, fino a soluzioni di avanguardia come la catena di valore dell’idrogeno, le tecniche di assorbimento della Co2 nei processi industriali, fino allo sviluppo di sistemi elettrici efficienti e resilienti. Per questo prodotto stiamo finalizzando i partner tecnici che molto probabilmente saranno due nomi di altissimo profilo».</p>
<p><b>Quali obiettivi vi siete dati per essere parte attiva verso un’economia più resiliente e sostenibile?</b></p>
<p>«Facciamo parte di un gruppo che si è dato forti obiettivi di sostenibilità e che ha già mostrato la sua centralità nella resilienza e nella sostenibilità del sistema Paese. Attivamente la nostra realtà ha aderito alla Nzami (Net Zero Asset Management Initiative) definendo, quindi, obiettivi quantitativi di decarbonizzazione dei portafogli da noi gestiti in linea con i traguardi dell’Accordo di Parigi. Questo è un obiettivo primario nella lotta al cambiamento climatico. Detto ciò, sono tantissime le iniziative che nascono spesso a livello di singolo prodotto: tra tutti vale forse citare proprio il Fonditalia 4Children. Fin dal primo giorno di lancio, abbiamo ingaggiato le aziende nelle quali investiamo, coinvolgendole in un percorso verso il riconoscimento dei diritti dei minori. Nel concreto, le incoraggiamo a verificare, anche con audit di terze parti, che la loro catena di produzione non si avvantaggi di forme di lavoro minorile, che i loro prodotti abbiano un’attenzione al benessere fisico e psichico dei minori, che i loro centri di lavoro favoriscano l’integrazione familiare, magari con asili nido o camere di allattamento oppure con adeguate politiche di congedo parentale. Oltremodo, il prodotto prevede una nostra devoluzione periodica all’Unicef per supportare progetti dei quali diamo anche contezza agli investitori nel comparto.<span class="Apple-converted-space">  </span>Anche il nuovo prodotto Clean Energy Solutions lavorerà in due partnership strategiche: una di natura tecnica, per favorire l’interscambio tra ricerca e mondo aziendale nel quale investiamo, e una di natura consultiva sulle tematiche dell’ambiente: anche in questo caso, convergeranno diverse devoluzioni da parte della nostra struttura».<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Ritiene che il tema sociale sia stato trascurato nelle proposte d’investimento?</b></p>
<p>«Per noi di Fideuram, il capitale umano è il cardine intorno al quale ruota la sostenibilità. Ciò è evidente anche per il fatto che il primo prodotto art. 9 che abbiamo lanciato nella piattaforma Fonditalia è proprio focalizzato sulla componente sociale e, in particolare, sui bambini. Se il motore che alimenta il futuro di qualsiasi azienda è costituito dagli investimenti, allo stesso modo i bambini sono l’investimento per rendere la società del futuro più equa, inclusiva e sostenibile anche economicamente».</p>
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		<title>AllianzGI: «Abbiamo compiuto progressi significativi nel 2022»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pinuccia Parini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2023 08:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Focus Sostenibilità 23]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[FOCUS SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[AllianzGI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nina Hodzic, head of sustainable investment office di Allianz Global Investors, partecipa al Focus Sostenibilità</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>a cura di Pinuccia Parini</b></p>
<h2><b>Nina Hodzic, </b><b>head of sustainable<span class="Apple-converted-space"> </span></b><b>investment office di </b><b>Allianz Global Investors, partecipa al Focus Sostenibilità</b></h2>
<h2>Negli ultimi anni, nelle politiche di investimento, è cresciuta in modo sensibile l’attenzione all’ambiente, agli aspetti sociali e alla governance. Vedete per questo trend rischi all’orizzonte?</h2>
<p>«Riteniamo che l’attenzione fosse necessaria in passato e lo sia tuttora, poiché i vari attori del mercato devono impegnarsi maggiormente a indirizzare i capitali verso soluzioni più sostenibili. Allo stesso tempo, a causa della rapida crescita degli asset sostenibili, abbiamo purtroppo notato un aumento del “greenwashing” e dell’”impact-washing” nel mercato. Pensiamo che ciò rappresenti uno dei maggiori ostacoli per gli investimenti sostenibili e la credibilità dell’offerta in questo ambito. Per ridurre il rischio di greenwashing, sono state introdotte numerose normative in tutto il mondo, soprattutto nell’Ue, che hanno in parte fornito il loro contribuito. Tuttavia, queste ultime hanno anche generato confusione su come la regolamentazione degli investimenti Esg, di sostenibilità, climatici e d’impatto proseguirà e sarà definita nel corso del 2023. Si stanno acquisendo nuove competenze e ciò in prospettiva potrebbe favorire un approccio più globale. Ci aspettiamo di assistere a ulteriori sviluppi sui requisiti di rendicontazione, sulla transizione verde e sul valore di una corretta stewardship. Quest’ultimo aspetto, in particolare, non ha ricevuto l’attenzione che merita. Crediamo che gli investimenti sostenibili siano sempre più cruciali per la resilienza degli asset owner, degli investitori, dell’industria in generale e della società nel suo complesso, soprattutto perché gli impatti del cambiamento climatico si fanno sentire».</p>
<h2>Quali obiettivi vi siete dati per essere parte attiva verso un’economia più resiliente e sostenibile?</h2>
<p>«In AllianzGI, continuiamo a costruire competenze e risorse in materia di sostenibilità. Ciò si sta rivelando prezioso per consentirci di sviluppare nuovi prodotti e nuovi approcci, oltre che per trasformare quelli esistenti in soluzioni più in linea con l’investimento sostenibile. Allo stesso tempo, stiamo creando un’architettura proprietaria di dati sulla sostenibilità leader di mercato per informare, plasmare e monitorare le decisioni di investimento sostenibile per tutte le asset class. Inoltre, continuiamo a incorporare i valori sostenibili nelle nostre attività, dalla riduzione delle emissioni al sostegno alle comunità locali, come parte dell’approccio globale all’impatto sociale del Gruppo Allianz. In quanto firmatari dell’iniziativa Net Zero Asset Managers, ci impegniamo a sostenere l’obiettivo di azzerare le emissioni di gas serra entro il 2050 o prima. AllianzGI ha anche aderito all’iniziativa One Planet Asset Managers, che supporta i membri del One Planet Sovereign Wealth Funds (Opswf) nell’integrazione dei rischi e delle opportunità legate al clima nei portafogli di investimento a lungo termine. Infine, in qualità di investitore nei mercati privati, AllianzGI può svolgere attività di engagement e stewardship per i fondi e gli attivi in cui investe attraverso le sue sfere di influenza, specifiche per ogni strategia. Svolgiamo questo ruolo con grande serietà e ci impegniamo a sollecitare standard più elevati, promuovendo e contribuendo alle iniziative del settore che garantiscono rigorosi standard Esg in tutti i mercati, compresi quelli privati, dove continuiamo a svolgere un ruolo attivo nelle associazioni per dare forma a questo segmento. Ad esempio, il nostro responsabile degli investimenti sostenibili e d’impatto, Matt Christensen, è stato nominato membro del consiglio di amministrazione del Global Esg Benchmark For Real Assets (Gresb), che contribuisce a definire gli standard dei mercati privati per garantire che rimangano guidati dagli investitori e allineati ai principi dell’investimento responsabile».</p>
<h2>Quali sono le soluzioni d’investimento sulle quali state concentrando il vostro impegno?</h2>
<p>«La nostra ambizione è continuare a fare crescere la nostra<span class="Apple-converted-space">  </span>offerta di prodotti d’investimento sostenibili e a impatto e di soluzioni personalizzate, sia nel mercato tradizionale, sia nei private market, dimostrando così il nostro impegno nel tracciare percorsi verso un futuro più sostenibile. Abbiamo identificato tre temi fondamentali: cambiamento climatico, confini planetari e capitalismo inclusivo. Essi sono cruciali per la società, gli investitori e per la stessa AllianzGI e guidano le attività di ricerca e di stewardship, lo sviluppo dei prodotti e gli impegni assunti nel settore. Grazie al sostegno di un team consolidato, abbiamo compiuto progressi significativi nel 2022, tra i quali l’avvio di un’architettura proprietaria di dati sostenibili all’avanguardia che supporta i gestori di portafoglio nel loro processo decisionale. Nell’ambito del nostro impegno a promuovere la conoscenza e la diffusione presso i clienti degli investimenti a zero emissioni, abbiamo introdotto un nuovo approccio incentrato sulla riduzione dell’impronta di carbonio nei portafogli. I fondi gestiti secondo questa modalità si impegnano a ridurre la propria impronta di gas serra lungo un percorso prestabilito (ad esempio del 5% all’anno) o a rimanere al di sotto del proprio benchmark in termini di intensità di gas serra (ad esempio del 20%). Inoltre, nei mercati privati, dove vantiamo oltre 10 anni di esperienza nell’offerta di investimenti basati su risultati sostenibili, diversi team hanno fissato l’obiettivo di aumentare la quota di asset a basse emissioni per nuove strategie e investimenti. Siamo stati anche tra i primi a fornire veicoli di finanza mista (blended finance), nei quali i capitali pubblici e privati si combinano per creare opportunità in grado di generare un impatto, soprattutto nei mercati emergenti».</p>
<h2>Ritiene che il tema sociale sia stato trascurato nelle proposte d’investimento?</h2>
<p>«Le questioni sociali sono state generalmente oscurate da altri aspetti della sostenibilità, come il clima. La situazione sta cambiando e il Covid-19 ha messo in luce le disuguaglianze nell’accesso ai beni di prima necessità e alle opportunità. La soluzione di questi problemi richiede un nuovo tipo di capitalismo. In una nostra recente pubblicazione, abbiamo approfondito il tema del capitalismo inclusivo ed evidenziato le lezioni apprese sull’impatto sociale delle crisi degli ultimi anni per i beni di prima necessità per sostenere la vita, come, ad esempio il cibo e l’energia, e per i beni di sussistenza di prima necessità nell’economia moderna, come l’istruzione e l’accesso al digitale. Il diritto all’assistenza sanitaria è un altro tema importante che abbiamo affrontato, esplorando i modi con i quali gli investitori potrebbero indirizzare il capitale verso prodotti, servizi e soluzioni nel settore sanitario. Abbiamo anche rilevato un aumento dell’interesse dei clienti per le nostre attività di ricerca e di stewardship sulle questioni sociali, in particolare i diritti umani e il capitale umano. Di recente, abbiamo avviato una collaborazione con Pri Advance, un’iniziativa di stewardship in cui gli investitori istituzionali collaborano per agire sui diritti umani e sulle questioni sociali. Per quanto riguarda gli investimenti legati al capitalismo inclusivo, disponiamo di soluzioni di investimento allineate agli Sdg delle Nazioni Unite (Sustainable Developments Goals-Obiettivi di Sviluppo Sostenibile), tra i quali in particolare le strategie Sustainable Health Evolution e Positive Change e, per quanto riguarda i mercati privati, di soluzioni di finanza mista nei mercati emergenti».</p>
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		<title>Focus Sostenibilità: nessun passo indietro sugli Esg</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pinuccia Parini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2023 11:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Focus Sostenibilità 23]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[fideuram]]></category>
		<category><![CDATA[Eurizon]]></category>
		<category><![CDATA[AllianzGI]]></category>
		<category><![CDATA[FOCUS SOSTENIBILITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’impegno dell’industria del risparmio gestito non ha abbandonato i temi della sostenibilità, così come viene sottolineato dagli asset manager che hanno aderito al Focus Esg</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>a cura di Pinuccia Parini</b></p>
<h2>L’impennata dell’inflazione, i rischi geopolitici e l’incertezza economica sono i tre fattori sui quali i mercati finanziari hanno concentrato la loro attenzione nel 2022. Ciononostante, l’impegno dell’industria del risparmio gestito non ha abbandonato i temi della sostenibilità, così come viene sottolineato dagli asset manager che hanno aderito al Focus Esg.</h2>
<p>Le difficoltà affrontate (in primis, il rischio di una crisi energetica) hanno mostrato l’importanza dell’investimento responsabile e quanto sia fondamentale pensare alla crescita economica considerando gli impatti ambientali e sociali.</p>
<p>Soprattutto per questi ultimi, è aumentata la consapevolezza che debba essere fatta una scelta di campo sugli aspetti ai quali dare priorità. Non va dimenticato che, la pandemia di Covid-19, da un lato, e l’inflazione, dall’altro, hanno aumentato le disparità sociali. Nel frattempo, la normativa legata alla sostenibilità fa notevoli passi avanti con l’introduzione degli standard tecnici di dettaglio del Regolamento sull’informativa di sostenibilità nel settore dei servizi finanziari, i cosiddetti Rts, che permettono la comparazione tra prodotti finanziari e garantiscono agli investitori un’informazione più trasparente. Ciononostante, il percorso non può certo dirsi compiuto e occorrerà una coralità di sforzi affinché vengano redatte regole chiare, con il quale il mondo dell’asset management dovrà confrontarsi per non lasciare spazio a dubbi interpretativi.</p>
<p>L’Europa continua a ricoprire uno ruolo di leadership, ma è presumibile che anche negli Stati Uniti e nel Regno Unito si proceda in una simile direzione, allo scopo di raggiungere un’armonizzazione degli standard all’interno dell’industria.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><strong>Il 2023 si presenta ancora come un anno di sfide per gli investimenti Esg, non solo per il contesto macro globale, ma per la domanda sempre più forte di trasparenza e di responsabilità<span class="Apple-converted-space">  </span>da parte di coloro che i prodotti sostenibili li sottoscrivono.</strong></p>
<h2>Leggi i contributi:</h2>
<h2><a href="https://www.fondiesicav.it/allianzgi-abbiamo-compiuto-progressi-significativi-nel-2022/">AllianzGI: «Abbiamo compiuto progressi significativi nel 2022»</a></h2>
<h2><a href="https://www.fondiesicav.it/fideuram-asset-management-investire-sui-diritti-dei-bambini/">Fideuram Asset Management: «Investire sui diritti dei bambini»</a></h2>
<h2><a href="https://www.fondiesicav.it/eurizon-capital-sgr-monitoriamo-il-tasso-di-successo-delle-proposte-che-sosteniamo-nelle-assemblee/">Eurizon Capital Sgr: «Monitoriamo il tasso di successo delle proposte che sosteniamo nelle assemblee»</a></h2>
<p>The post <a href="https://fondiesicav.it/focus-sostenibilita-nessun-passo-indietro-sugli-esg/">Focus Sostenibilità: nessun passo indietro sugli Esg</a> appeared first on <a href="https://fondiesicav.it">Future Investments</a>.</p>
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