Con la fine del 2025 si è chiusa una fase importante per la Repubblica Popolare Cinese (Rpc) che ha aperto le porte al prossimo piano quinquennale per il periodo 2026-2030. I dettagli degli obiettivi, che saranno esposti il prossimo marzo, sono a grandi linee già noti e tendenzialmente in linea con quanto emerso nel 2025. Nel suo messaggio alla nazione, il 31 dicembre, Xi Jinping ha espresso tutto il suo compiacimento per i risultati conseguiti dal suo Paese.

I RISULTATI RAGGIUNTI

Il leader ha parlato del raggiungimento degli obiettivi del XIV Piano quinquennale e dei progressi nella modernizzazione della nazione, grazie all’accrescimento della forza economica, delle conoscenze tecnologiche e scientifiche, delle capacità di difesa. «Il nostro popolo gode di un crescente senso di benessere, felicità e sicurezza», ha sottolineato Xi Jinping, che non ha mancato di lodare l’impegno del suo popolo: «Gli ultimi cinque anni sono stati un percorso davvero straordinario e i nostri risultati non sono stati facili da raggiungere. Il vostro instancabile impegno ha reso la nostra nazione fiorente e prospera».

Un ruolo decisivo nel raggiungimento degli obiettivi lo ha giocato l’innovazione, con la scienza e la tecnologia che hanno fatto da traino per le industrie, insieme allo sviluppo dell’intelligenza artificiale (Ai).

I cinque anni passati hanno anche rafforzato il senso di appartenenza alla Rpc dei suoi cittadini sempre più consapevoli, sempre secondo il presidente, delle loro radici culturali, dove la tradizione abbraccia la modernità.

Ma per quanto riguarda i risultati economici del 2025, sino a novembre, gli investimenti fissi sono scesi su base annua, così come quelli privati che hanno però dimostrato al loro interno una netta divergenza: sono cresciuti significativamente nella manifattura ad alto contenuto tecnologico, nei servizi d’informazione e nelle infrastrutture. È invece continuato il calo nel settore immobiliare, un elemento che probabilmente pesa sul recupero della fiducia del consumatore cinese. Questa debolezza è stata compensata dalle esportazioni che a novembre sono cresciute complessivamente del 5,9% su base annua, invertendo la contrazione dell’1,1% registrata in ottobre e facendo registrare un surplus commerciale degli 11 mesi dell’anno per la prima volta superiore a 1.000 miliardi di dollari. È altamente probabile che il target di aumento del Pil del 5% sarà raggiunto, ma rimane ancora molto da fare per dare un senso a una cifra che non dovrebbe essere solo un obiettivo politico sulla carta.

L’attuale modello di crescita presenta dei limiti che, guardando al futuro, devono essere superati: va rafforzata la domanda interna e la fiducia della popolazione in un contesto globale sfidante.

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