In un contesto macroeconomico caratterizzato da una forte inflazione combinata a tassi d’interesse elevati e in continuo aumento, il commercial real estate (Cre) debt offre agli investitori rendimenti relativamente stabili e un’opportunità di copertura dal rialzo dei tassi. Una classe di investimento che proprio per queste caratteristiche sta attirando l’attenzione di molti investitori a livello europeo. Si tratta di un’opportunità rivolta esclusivamente agli istituzionali, che comporta livelli di copertura del rischio sicuramente molto interessanti. Ad approfondire questo tema è Nunzio Laurenziello, head of Cre debt di Generali Real Estate.
Quali sono gli elementi che rendono il commercial real estate (Cre) debt una classe di investimento interessante per gli investitori istituzionali?
«Nell’ultimo decennio, il mercato del Cre debt è stato protagonista di una significativa evoluzione grazie all’ingresso dei cosiddetti alternative lender, i quali hanno potuto beneficiare del gap di mercato lasciato dalle banche. Gli istituti di credito, infatti, sono attualmente impegnati in un processo di deleveraging, per soddisfare i requisiti sempre più stringenti imposti dalla nuova regolamentazione bancaria. Puntare sul Cre debt offre agli investitori istituzionali la possibilità di operare con un’elevata diversificazione, sia per settore, sia sul piano geografico. Inoltre, i rendimenti sono relativamente interessanti e beneficiano dell’attuale contesto macroeconomico, che è caratterizzato da un rialzo dei tassi di interesse. I finanziamenti senior immobiliari, godendo di garanzie reali (tra le altre, l’ipoteca sull’immobile) e di un loan-to-value relativamente contenuto, garantiscono ai sottoscrittori una solida protezione in caso di repricing nel mercato immobiliare. Per le compagnie assicurative come le Assicurazioni Generali, questa classe di investimento offre un interessante trade-off tra rischio e rendimento».
Qual è il ruolo degli alternative lender e quali sono le prospettive nell’attuale situazione dell’Europa?
«A livello europeo, mi aspetto che nel corso del 2023 si assista a un consolidamento della posizione degli alternative lender. Infatti, le banche sono diventate molto selettive, vista la ridotta propensione al rischio e la loro forte esposizione al mercato immobiliare. L’ingresso sul mercato europeo di alcuni asset manager statunitensi, come gli alternative lender, testimonia il crescente interesse per questa asset class. Il trend è destinato ad affermarsi nel mercato dell’Europa continentale, dove il tasso di penetrazione da parte degli alternative lender è ancora basso, rispetto a mercati più maturi come quello britannico e statunitense».

