a cura di Mark William Lowe

A due anni dal lancio di uno dei programmi di riforma economica più ambiziosi della sua storia recente, l’Etiopia sta iniziando a vedere i primi segnali che alcune misure stanno dando i loro frutti. Tuttavia, è solo l’inizio di questa ritrovata fiducia e la domanda più importante è se il cambiamento potrà tradursi in risultati economici misurabili e duraturi. Sebbene permangano sfide politiche e di sicurezza, il programma di riforme economiche del Paese ha continuato a progredire. Per gli investitori, l’attenzione si sta spostando dalla volontà di trasformazione dell’Etiopia alla sua capacità di mutare l’attuale stabilità macroeconomica in una crescita sostenibile del settore privato.

La necessità di riformare

Per gran parte degli ultimi due decenni, il modello di sviluppo guidato dallo stato etiope ha determinato una rapida crescita economica e ingenti investimenti nelle infrastrutture, ma ha anche creato debolezze strutturali. La carenza di valuta estera ha ostacolato le imprese e gli investimenti, mentre l’inflazione, la pressione sulle riserve e l’aumento del debito hanno limitato il margine di manovra del governo.  I conflitti, la pandemia e gli shock esterni si sono aggiunti a queste pressioni e, nel 2024, era ormai difficile evitare un cambiamento radicale. Nel luglio di quell’anno, l’esecutivo ha avviato un programma di riforme volto ad affrontare gli squilibri macro e ha creato al contempo le condizioni per un’economia più aperta, guidata in misura crescente dal settore privato. Il Fondo Monetario Internazionale ha sostenuto il programma con una linea di credito estesa (extended credit facility) quadriennale del valore iniziale di circa 3,4 miliardi di dollari, mentre la Banca Mondiale e altri partner internazionali hanno fornito ulteriore sostegno.

il programma

Uno dei cambiamenti più significativi è stato il passaggio a un tasso di cambio determinato dal mercato. L’Etiopia soffriva da tempo di carenze di valuta estera, il che creava difficoltà alle aziende che dovevano importare attrezzature, componenti e materie prime. Il nuovo regime ha eliminato molte restrizioni sulle transazioni di conto corrente e ha attribuito alle banche commerciali un ruolo più importante nel mercato dei cambi. Il birr non è ancora pienamente convertibile, poiché permangono alcuni controlli sui movimenti di capitale, ma la convertibilità per le transazioni commerciali è aumentata notevolmente.

Ma le riforme vanno ben oltre il settore dei cambi. La politica monetaria è stata inasprita, il finanziamento monetario diretto dei disavanzi pubblici è stato eliminato e sono stati compiuti sforzi per aumentare il gettito fiscale.  Allo stesso tempo, il governo ha cercato di ampliare la partecipazione del settore privato, di riformare le imprese statali e di aprire maggiormente l’economia alla concorrenza. La riforma del settore finanziario costituisce un altro aspetto importante della transizione. L’Etiopia ha aperto il proprio settore bancario alla partecipazione straniera, mentre lo sviluppo del mercato dei capitali sta creando nuovi canali per la mobilitazione di risorse finanziarie. La liberalizzazione finanziaria è ancora in una fase iniziale, ma rappresenta un importante cambiamento per un’economia che per lungo tempo ha fatto affidamento su un sistema finanziario diretto dallo stato.

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