In contesti delicati come quello attuale, la gestione attiva e la flessibilità possono essere due modi per tenere sotto controllo la volatilità del mercato. Ne è convinto Mario Beccaria, consigliere di amministrazione di Bg Fund Management, che in questa fase suggerisce di investire in strumenti che permettano, di fronte a fattori di rischio, di chiudere l’esposizione al mercato per poi riaprirla, con strumenti opportuni, quando i listini tornano a performare. Questa strategia, sempre secondo Beccaria, è particolarmente utile in contesti di mercato caratterizzati da tensioni geopolitiche, come la guerra nella striscia di Gaza e gli attacchi navali nel Mar Rosso, e in frangenti di discontinuità delle politiche monetarie forieri, appunto, di volatilità e incertezza. 

Masse più che raddoppiate

È sulla base di queste considerazioni che è stato creato Lux Im Esg Flexible Global Equity, «un fondo flessibile che promuove caratteristiche ambientali e sociali ed è attento che gli emittenti degli investimenti target rispettino buone prassi di governance. A ottobre 2022 il fondo contava 700 milioni di masse in gestione e oggi siamo saliti a 1,5 miliardi, poco più del doppio», spiega Beccaria.

Lo strumento gestisce attivamente l’esposizione azionaria utilizzando basket di titoli, future ed Etf per aumentare o diminuire l’esposizione. La caratteristica principale è la reattività nei momenti di particolare difficoltà dei mercati. Il fondo non si concentra su particolari titoli azionari: «Compriamo Etf o costruiamo dei basket che replicano gli indici», commenta il manager. Inoltre, la liquidità in portafoglio viene impiegata sulla parte breve della curva dei tassi con scadenza entro un anno.

 

Cambi di asset allocation

«Il fondo si caratterizza per cambi di asset allocation decisi, visibili e importanti propri di un fondo flessibile che può andare da zero a 100 d’investito azionario. Qualche esempio? Nel periodo pre-Covid l’esposizione azionaria è stata portata a 0 dal 70%. Allo stesso modo, nel corso della guerra in Ucraina, dal 40-45% siamo passati al 15%. Il medesimo approccio è stato utilizzato durante la crisi delle banche americane: abbiamo ridotto al minimo il rischio e poi siamo risaliti. La capacità di difendere il portafoglio durante la discesa dei mercati ha permesso di ripristinare in maniera dinamica l’esposizione azionaria in prossimità dei minimi. Post-Covid il fondo aveva perso solamente il 5%, a fronte di un mercato azionario che aveva lasciato sul terreno il 35%, e ha impiegato per tornare ai livelli di prima della pandemia solo 69 giorni rispetto ai 400 impiegati dal mercato azionario nel suo complesso», chiosa Beccaria. 

 

Tre caratteristiche

«Le caratteristiche principali e i punti di forza sono la gestione attiva, la capacità di anticipare i movimenti del mercato e il controllo della volatilità», puntualizza ancora il manager. 

In aggiunta a queste caratteristiche, il fondo gode della patente Esg. «La banca è molto sensibile a queste tematiche nei cui confronti, tra l’altro, abbiamo target molto ambiziosi e ci sembrava una bella opportunità offrire questo fondo a chi condivide con noi la stessa attenzione», conclude Beccaria.

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