a cura di Pinuccia Parini

Sul fatto che la sostenibilità sia ormai un tema imprescindibile negli investimenti del XXI secolo non c’è ormai più nessuno che ne dubita.

L’analisi Esg di un’azienda da mettere in portafoglio fa ormai parte dei processi di gestione, esattamente come l’esame dei fondamentali e dei mercati. Se si considera che questo cambiamento è avvenuto in pochissimi anni, si comprende che siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione all’interno non solo della finanza, ma soprattutto del modo di vivere di tutti noi.

Ma stabilito ciò, si è messo in luce solamente un principio generale, che va messo in pratica con decisioni concrete di acquisto e di esclusione. Anche perché il mondo Esg è vastissimo e i temi sono talmente tanti e di tale importanza, che è difficilissimo affrontarli tutti. Di conseguenza ogni società, ogni gestore dà la sua preferenza a determinati sottosettori, come l’acqua, il cibo, l’energia rinnovabile, la salute, tanto per citare alcuni dei più importanti. E proprio su questi punti si manifestano le maggiori differenziazioni tra una società e l’altra. 

Non a caso si parla sempre più spesso di fondi tematici, vale a dire nicchie (ma spesso enormi comparti) che permettono di investire  su questioni specifiche all’interno del vastissimo mondo Esg. Le persone che acquistano i prodotti hanno la possibilità di entrare nel merito dei problemi in maniera sempre più approfondita e i money manager hanno sempre più la capacità di intervenire concretamente, con un impatto reale sull’ambiente, nel sociale, nella governance. 

Ed è proprio l’impatto reale ciò che oggi viene ricercato con costanza e chiarezza. Fino a pochi anni fa l’impact investing era una parola quasi sconosciuta anche tra gli operatori finanziari, ma attualmente, con la Sfdr che classifica i fondi sulla base dell’efficacia Esg delle scelte operate, anche gli investitori stanno imparando a conoscere la differenza tra uno strumento classificato articolo 9, rispetto a un altro articolo 8. Storicamente quando idee di élite passano alla gente comune, vuole dire che siamo davvero di fronte a una rivoluzione.

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Pictet AM: «Una grande rivoluzione nel cibo»

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