Intervista a Antonio Cavarero, responsabile investimenti  di Generali Insurance Asset Management

L’inflazione si conferma molto elevata, non solo negli Usa, con la conseguenza di forti ribassi sui mercati. Quali sono le prospettive per il secondo semestre dell’anno?

«Nonostante il progressivo aumento osservato in questi mesi e gli interventi delle banche centrali, le ultime pubblicazioni sui dati dell’inflazione ci suggeriscono che il picco non è ancora stato raggiunto. Questo valore potrebbe essere registrato a breve nel corso dell’estate negli Stati Uniti, mentre in Europa c’è spazio per ulteriori sorprese al rialzo, almeno fino all’autunno, perché è ancora difficile comprendere quanto la pressione in arrivo da alimentare ed energia si propagherà nel resto della struttura dei prezzi. Il protrarsi della guerra in Ucraina, dall’esito e dalla durata estremamente incerti, continuerà ad avere un impatto significativo sul prezzo dell’energia e delle materie prime. Attualmente vediamo un’inflazione annua attesa per il 2022 al 7,5% negli Usa e al 7,1% in Europa».

Come si muoveranno le banche centrali e, sotto questo profilo, come guardare allo scenario economico statunitense ed europeo?

«La Banca Centrale Europea e la Federal Reserve continueranno a combattere l’inflazione attraverso il rialzo dei tassi di riferimento. In questo momento, il mercato sconta un rialzo cumulato dei tassi entro la fine del 2022 di 175 punti base per l’Eurozona e di 200 per gli Usa: a fronte di politiche così aggressive, è legittimo ipotizzare un rallentamento, anche marcato, del ciclo economico per la seconda metà del 2022 e, soprattutto, nel 2023».

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