Osservatorio Rischio di Kelony

Dopo la globalizzazione felice, il futuro sarà caratterizzato da un disaccoppiamento geopolitico, ideologico ed economico.

Il fenomeno del disaccoppiamento è presente ovunque e le previsioni di Kelony® ne indicano una forte e crescente accentuazione testimoniata da questi fenomeni:

– Diverse reazioni alla guerra in Ucraina anche all’interno dell’Alleanza Atlantica;

– Divergenti soluzioni sul cambiamento climatico per decorrelare la crescita economica dalla crescita delle emissioni di CO2;

– Distaccamento consapevole nell’opinione pubblica occidentale della nostra dipendenza dalla produzione cinese non solo per maschere e farmaci.

L’escalation di conflitti tra grandi potenze e le ondate pandemiche ci dimostrano la fragilità delle catene di produzione e di approvvigionamento globali interdipendenti. Gli attori economici stanno riconsiderando le loro strategie e sostengono il disaccoppiamento per ridurre l’interdipendenza, in particolare con la Cina e la Russia.

La conseguenza sarà una forte tendenza a scegliere modelli di business, tecnologie e standard divergenti. Si sta aprendo una nuova era di riskflazione (1) a causa del crescente isolazionismo (2), che porterà a traiettorie conflittuali con l’Oriente e l’Asia (3).

Sta iniziando una nuova era e, come ogni cosa che ha sempre due facce, anche la globalizzazione sta mostrando sempre più anche i suoi lati negativi. Il lungo periodo di abbondanza e di benefici economici e di collegamenti trasfrontalieri sembra essersi parzialmente invertito. Le aziende stanno ripensando alla provenienza dei loro prodotti e stanno accumulando scorte, anche se ciò comporta una minore efficienza e costi più elevati.

Se durerà, questa inversione di rotta rispetto a una globalizzazione ben regolata avrà conseguenze importanti. Il mondo potrebbe sperimentare un’inflazione più alta e una produttività più bassa, ma catene di approvvigionamento più resistenti e robuste perché più corte e locali.

Kelony® prevede che gli aumenti dei prezzi dei beni durevoli subiranno una significativa battuta d’arresto nel prossimo mese, contribuendo così a calmierare l’aumento complessivo dei prezzi. Sebbene l’indice dell’inflazione sia salito al 6,6% a marzo negli Stati Uniti, il ritmo di inflazione più rapido dal 1982, le analisi cindiniche sui dati di marzo suggeriscono che questo ritmo sta iniziando a moderarsi. Alcune aziende stanno mitigando questo rischio accumulando scorte, trovando altri fornitori in paesi a basso costo e delocalizzando la produzione. Un orientamento su strade divergenti, quindi, che da un lato è in grado di favorire paesi finora tagliati fuori dalla globalizzazione e, dall’altro, evidenzia l’urgente necessità di rafforzare catene di approvvigionamento locali, poiché le supply chain implementate si sono rivelate troppo vulnerabili a fronte di cicli pandemici e guerre. Secondo questa logica il concetto emergente è “friendshoring”, cioè un ampio gruppo di partner fidati. 

È altresì sempre più palese che il rischio in grado di abbattere le economie si trova fuori dalla curva gaussiana o dalla probabilità. Vediamone alcune caratteristiche: 

1) I cambiamenti demografici a lungo termine faranno rallentare gli effetti positivi della mondializzazione, facendo salire i prezzi e rendendo più costosa la manodopera. Secondo le stime delle Nazioni Unite, nel 2050 una persona su sei avrà più di 65 anni, rispetto a una su 11 nel 2019. La demografia e l’inversione della globalizzazione saranno forze strutturali che faranno salire l’inflazione probabilmente per i prossimi due o tre decenni. 

2) Inflazione più elevata, a lungo termine; il mondo sta entrando in una nuova era economica caratterizzata da un’inflazione più elevata, in un contesto di cambiamento dell’integrazione globale e di maggiori preoccupazioni per il clima. Questo è particolarmente vero quando i mercati anticipano l’imminente rialzo dei tassi.

3) Cambiamenti climatici e sue conseguenze sull’alimentazione e sulla situazione sanitaria. Attendiamoci altri imminenti cicli pandemici.

Un’epoca quindi nota come “era del rischio”, perché la variabile di dimensionamento risiede nella quantità di rischio negli scenari scelti.

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