di Fabrizio Pirolli * e Pier Tommaso Trastulli **
Nel 2007 è stato pubblicato uno studio sull’educazione finanziaria a cura di Ambrosetti House1 che offriva una sintesi efficace dei principali trend in corso, la cui attualità si conferma a distanza di quasi 15 anni. Le principali conclusioni che si possono trarre sono:
1. la responsabilità sulle scelte finanziarie si sta gradualmente spostando dalle istituzioni ai cittadini;
2. assistiamo a un sistematico cambiamento delle dinamiche di natura sociodemografica (aumento della vita media, riduzione delle nascite, polarizzazione della ricchezza, divario sociale) e di natura comportamentale (incremento del livello di indebitamento, eccesso di liquidità, il cosiddetto “shortermismo”);
3. il grado di cultura finanziaria della popolazione non appare sempre adeguato alla crescente complessità e all’accelerazione dei tempi.
RITARDI E MANCANZE
Il rapporto di Ambrosetti House descriveva, all’epoca, una serie di ritardi e mancanze, tra cui l’assenza di una strategia Paese sul tema dell’educazione finanziaria, relegando così l’Italia tra le nazioni europee più arretrate e meno attrezzate in questo senso. Le nostre istituzioni e alcuni appassionati economisti negli ultimi 15 anni hanno saputo reagire e colmare concretamente quelle mancanze, sancendo una stretta cooperazione tra settore pubblico e privato per la realizzazione di numerose iniziative concrete all’interno di una strategia nazionale2, come, ad esempio, il “Mese dell’educazione finanziaria” (Ottobre Edufin, giunto ormai alla quarta edizione). Queste azioni, per quanto potessero apparire inizialmente frammentarie, risultano oggi sempre più sinergiche e omogenee.
I progetti, sotto l’attenta guida del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, hanno visto la collaborazione di economisti, psicologi, sociologi e pedagogisti e l’attenzione è stata naturalmente rivolta ai modelli d’insegnamento e di apprendimento. Sono evidenti le differenze di approccio, di stile e di linguaggio a seconda che le iniziative vengano proposte a un pubblico adulto piuttosto che a giovani studenti. E, d’altronde, non potrebbe essere diversamente.
* Esperto di formazione bancaria ed assicurativa.
** Consulente finanziario iscritto all’Albo.

