
di Daniel Zanin e David Aujla
Il nostro framework continua a collocare l’economia globale in un regime di rallentamento: la crescita resta superiore al trend, ma perde slancio, mentre la propensione al rischio si indebolisce moderatamente. Utili societari solidi e investimenti nell’intelligenza artificiale sostengono l’attività, ma rischi geopolitici, inflazione ancora elevata e incertezza sulle politiche monetarie rendono più complesso il rapporto rischio-rendimento. Manteniamo, quindi, un portafoglio diversificato, moderatamente orientato verso l’azionario rispetto al reddito fisso, ma con un’impostazione difensiva e coperture contro i rischi al ribasso.
Decelera la propensione al rischio
Il superciclo dell’intelligenza artificiale continua a sostenere crescita e utili. Nel secondo trimestre le Magnifiche 7 hanno registrato un aumento dei profitti del 118,5%, la più elevata dal quarto trimestre 2021; anche le altre società dell’S&P 500 hanno beneficiato dell’espansione, con una crescita prossima al 32%. Ciò suggerisce che la monetizzazione degli investimenti nell’Ai resta superiore ai timori legati ai costi infrastrutturali e che i benefici si stanno ampliando oltre i principali titoli tecnologici.
I rischi geopolitici restano tuttavia elevati. Il protrarsi del conflitto tra Stati Uniti e Iran e le difficoltà nel ripristinare il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz mantengono i prezzi dell’energia su livelli alti. Tempi di risoluzione, ricostruzione delle infrastrutture e allentamento dei vincoli all’offerta rappresentano importanti fonti di incertezza. La crescita economica globale rimane sopra il trend, trainata dagli Stati Uniti, dove consumi resilienti e investimenti aziendali legati all’Ai sostengono l’attività. Anche le altre economie sviluppate mostrano segnali favorevoli nella fiducia di famiglie e imprese. Il framework resta pertanto in regime di rallentamento: crescita ancora solida, ma propensione al rischio in decelerazione.
Inflazione elevata nei livelli
L’inflazione rimane contenuta nella dinamica, ma elevata nei livelli: il Pce core Us si è attestato al 3,6% nel secondo trimestre, ancora sopra l’obiettivo del 2%. Il tono restrittivo della Federal Reserve ha rafforzato le attese di tassi più alti nel breve periodo. Rendimenti nominali e reali elevati riflettono rischi monetari, fiscali, geopolitici e di offerta; al tempo stesso, aumentano l’attrattività del reddito fisso in un portafoglio multi-asset, migliorandone rendimento prospettico e diversificazione.
Disciplina nella costruzione del portafoglio
In sintesi, la combinazione di crescita sopra il trend e propensione al rischio in calo moderato non segnala un’imminente contrazione, ma richiede disciplina nella costruzione del portafoglio. Storicamente, queste fasi hanno prodotto rendimenti moderatamente positivi e una maggiore convergenza tra asset ciclici e difensivi. Questo quadro sostiene un posizionamento equilibrato, diversificato e selettivo.

Manteniamo un orientamento complessivamente neutrale al rischio rispetto al benchmark, volto a preservare la partecipazione a eventuali rialzi e, al contempo, a contenere i rischi di crescita. All’interno di questa impostazione restiamo moderatamente sovrappesati sull’azionario rispetto al reddito fisso, privilegiando caratteristiche difensive e opportunità di valore relativo. In particolare, per quanto riguarda questa asset class, sovrappesiamo qualità e bassa volatilità in termini di stile d’investimento. Da un punto di vista settoriale, la propensione è verso i titoli tecnologici, ma in modo selettivo, alle aziende appartenenti ai comparti della sanità e dei beni di prima necessità rispetto alla parte più ciclica del mercato. Esprimiamo una moderata preferenza per gli Stati Uniti e, più in generale, per i mercati sviluppati rispetto agli emergenti.
Nell’ambito del reddito fisso, manterremmo un moderato sottopeso sul rischio di credito, poiché gli spread offrono una remunerazione meno interessante rispetto ad altre fonti di rendimento. Il sovrappeso sulla duration, invece, viene considerato come strumento di diversificazione e copertura contro i rischi al ribasso, con preferenza per le obbligazioni nominali.

