di Daniel Zanin, analyst, investment research, Invesco

Investire non è una scelta semplice e farlo nei mercati emergenti può risultare ancora più complesso. Da un lato, gli investitori azionari, più inclini alla volatilità, sono attratti dalle opportunità offerte da queste piazze finanziarie; dall’altro, coloro che puntano sull’obbligazionario devono monitorare numerosi fattori prima di puntare su questi paesi. In alcuni casi, il monitoraggio può sembrare più una missione spaziale che una semplice passeggiata domenicale. Ed è proprio pensando agli investitori più avversi al rischio, che spesso rifletto su quanto sarebbe utile avere una “guida galattica per i mercati emergenti”.

Di certo, avrete già intuito la citazione. Proprio come Douglas Adams narra nella celebre opera “Guida galattica per autostoppisti”, anche per gli investimenti obbligazionari nei mercati emergenti sarebbe fondamentale avere un manuale che offra informazioni utili, pratiche e magari anche un po’ divertenti. Così come la guida galattica serve da compendio di sopravvivenza per i viaggiatori spaziali, offrendo consigli, descrizioni di culture aliene e molto altro, una per i mercati emergenti dovrebbe aiutare a orientarci nella scelta dei paesi nei quali investire, con precisione e dettaglio, senza dimenticare il sarcasmo e l’ironia. Purtroppo, questo vademecum non esiste e non credo di avere le capacità necessarie per redigerne uno. Tuttavia, se dovessi pensare ad alcuni elementi fondamentali per questa guida galattica, partirei dall’analisi della teoria economica e finanziaria, che ci offre strumenti pratici per valutare, almeno a livello fondamentale, le metriche che possono aiutarci a capire la solidità e le opportunità concrete dei paesi emergenti.

il punto di partenza
Il punto di partenza per ogni investitore potrebbe essere il rapporto deficit/Pil. Un valore superiore al 4% generalmente indica un sostanziale rischio di credito del paese considerato. Molte nazioni emergenti, infatti, prendono a prestito nel breve periodo e si rifinanziano su base periodica. Una crescita del debito in queste economie potrebbe significare l’impossibilità del paese di ripagare le proprie obbligazioni, segnalando così un allarme per l’investitore.

Continuando l’analisi, potrebbe essere utile includere nella guida anche un’attenta valutazione del rapporto debito/Pil. Storicamente, un rapporto inferiore al 90% è stato considerato un segnale positivo per gli investitori. Inoltre, per essere compensati dal rischio dei paesi emergenti, si dovrebbero cercare le evidenze di una crescita reale di almeno il 4%, così come un deficit delle partite correnti, ossia quando una nazione importa più beni e servizi di quanti ne esporta, che sia inferiore al 4%. Questa è la soglia che storicamente ha segnalato un allarme per molti investitori.
Scorrendo le pagine della nostra guida galattica, sarebbe poi indispensabile avere un chiaro riferimento sul rapporto tra l’indebitamento estero netto e il Pil. Un valore superiore al 50%, così come un livello assoluto del debito superiore al 200% delle partite correnti, dovrebbe essere interpretato come un segnale di rischio per il paese considerato.
Gli elementi dunque non mancano, ma di certo, questi punti appena citati non rappresentano la totalità dei messaggi da considerare, se volessimo effettivamente diventare gli autori della guida galattica per investitori nei mercati emergenti.

L’esempio India
Detto ciò, un po’ come Arthur Dent utilizza la “Guida galattica per autostoppisti” durante la sua fuga dalla Terra e il suo viaggio spaziale, anche noi, neofiti dei paesi emergenti, desideriamo collaudare in modo pratico questa prima versione della nostra guida. Per farlo, partiamo da un esempio e consideriamo l’India come punto di riferimento per la nostra analisi. Ecco alcuni dati economici che il nostro compendio ci restituirebbe alla fine del secondo semestre del 2024: rapporto debito/Pil 85%, tasso di crescita reale 7%, crescita nominale 12%,tasso di inflazione 5%, deficit delle partite correnti 3% e debito estero come percentuale del Pil 25%.
Se stessimo utilizzando davvero questo strumento, noteremmo che molti indicatori, come la crescita reale, il rapporto debito estero in percentuale del Pil e il rapporto debito/Pil, rientrano, alla data considerata, tra i segnali positivi che gli investitori in cerca di opportunità nei paesi emergenti potrebbero prendere in esame per valutarne la solidità finanziaria. Tuttavia, è importante sottolineare che questo esempio è puramente illustrativo e serve solo a dimostrare che la guida potrebbe essere utilizzata per scremare ed evidenziare paesi più o meno interessanti nell’universo degli investimenti. Un investimento, per essere tale, va sempre contestualizzato all’interno del proprio portafoglio e valutato in relazione ai propri obiettivi.
Ah, per poco mi dimenticavo! La “guida galattica” dovrebbe restituirci anche fatti divertenti e ironici sul paese considerato. Immagino quindi che, continuando a utilizzare l’India come esempio, potremmo trovare spunti più “bizzarri” come:“Data la stessa (o quasi) quantità di popolazione, che cosa manca all’India per essere la nuova Cina?”

il conto delle biciclette
Sebbene le biciclette in India siano un mezzo di trasporto molto diffuso e accessibile, utilizzato tanto nelle aree urbane quanto in quelle rurali, esse sono principalmente impiegate per recarsi al lavoro o a scuola. Diverse città stanno sviluppando infrastrutture ciclabili e le biciclette sono anche utilizzate per il trasporto di merci leggere grazie alla loro praticità e adattabilità. Tuttavia, nonostante la popolazione del paese sia comparabile a quella della Cina, vi si contano attualmente circa 100 milioni di biciclette, mentre nella “terra di mezzo” il numero è significativamente maggiore, con circa 500 milioni di biciclette, ovvero 400 milioni in più rispetto all’India.
Questo confronto può sembrare insolito, ma riflette il fatto che la classe media indiana deve ancora raggiungere il livello di sviluppo di quella cinese. Possedere una bicicletta spesso indica un miglioramento del tenore di vita e, pertanto, potrebbe rappresentare un trend da monitorare nei prossimi anni.

Considerazioni sui rischi
Il valore degli investimenti ed il reddito da essi derivante possono oscillare (in parte a causa di fluttuazioni dei tassi di cambio) e gli investitori potrebbero non ottenere l‘intero importo inizialmente investito.

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