di Daniel Zanin, analyst, investment research, Invesco
“C’è ancora lo spazio per l’ultimo attacco. 10 secondi. Prova la Germania con la forza della disperazione. Tutti dentro l’area di rigore i saltatori, arriva il pallone… lo mette fuori Cannavaro, poi ancora insiste Podolski, Cannavaro, Cannavaro!
Via il contropiede con Totti. Dentro il pallone per Gilardino. Gilardino la può tenere anche vicino alla bandierina. Cerca l’uno contro uno Gilardino. Dentro per Del Piero, Del Piero, Gooaall!, Gooaall! Alex Del Piero! Chiudiamo le valige, andiamo a Berlino, andiamo a prenderci la coppa!”
(4 Luglio 2006, Stadio Signal Iduna Park di Dortmund, Germania, Fabio Caressa)
È una notte magica quella del 4 luglio 2006 a Dortmund. Italia e Germania si sfidano per la semifinale dei Mondiali di calcio. Partita tesa, sofferta, in equilibrio fino agli ultimi decisivi 10 minuti. Segna Grosso, poco dopo Cannavaro blocca l’ultimo contropiede tedesco, dando via all’azione che porta Alex del Piero a segnare il definitivo 2 a 0.
CALCIO E FINANZA ASSOCIATI
Uno strano inizio per una nota finanziaria, ma calcio e finanza sono spesso associati. Il primo, perlopiù usato come metafora della seconda. Ne è un caso lo storico discorso dell’ex governatore della Banca d’Inghilterra Mervy King. Nel 2005 fu lui a paragonare l’influenza delle banche centrali sulle aspettative degli operatori finanziari al goal di Maradona contro l’Inghilterra nei Mondiali del 1986.
Sono passati quasi 20 anni da quel discorso, ma le banche centrali, le aspettative degli operatori e i tassi d’interesse continuano a infiammare il tifo dei mercati.
I tempi sono cambiati, le banche centrali a tratti appaiono meno sicure sulla direzione da intraprendere, rispetto alla ripartenza del “pibe de oro” nell’86.
Ne è un esempio l’asincronia tra le decisioni e le aspettative della Fed a cavallo tra il 2023 e il 2024. Nonostante ciò, la decisione dell’Istituto di tagliare i tassi d’interesse di 50 punti base a settembre mi ricorda l’azione del 2 a 0 dell’Italia a Dortmund.
LA FED AI SUPPLEMENTARI
Dopo 24 mesi di tensione, preoccupazioni e la necessità di gestire una partita in equilibrio con l’inflazione, nel corso del 2024, con la stessa caparbietà del tiro a giro di Grosso, anche la Fed, nei tempi supplementari, è passata in vantaggio. Nel mese di agosto, però, l’attendismo ha fatto i conti con il contropiede della disoccupazione. Il report sul mercato del lavoro americano, prima, e le parole di Powell a Jackson Hole dopo, hanno di fatto raffigurato un cross pericoloso all’interno dell’area di rigore da parte della banca centrale. A effettuare il passaggio è stata proprio la disoccupazione salita dal 3,4% del mese di gennaio al 4,3%.
A settembre la Fed si è trovata a dovere contrastare una pericolosa ripartenza. Se il cross della disoccupazione avesse trovato l’impatto del rallentamento della crescita nell’area di rigore, si sarebbe raffigurato un pericoloso pareggio per il ciclo economico. Così come Cannavaro aveva arrestato l’offensiva tedesca e avviato il contropiede azzurro, la Banca centrale americana ha reagito al pericolo di contrazione e disoccupazione con un deciso taglio dei tassi. Il vantaggio è consolidato.
Purtroppo però, la Fed avrà bisogno di più tempo rispetto ai pochi secondi che sono serviti all’Italia per chiudere la partita. Nel 2006 l’azione Cannavaro-Totti-Gilardino-Del Piero ha sancito in pochi movimenti la vittoria degli azzurri. Per l’istituzione statunitense, probabilmente, potrebbe servire una strategia più cauta e misurata.
Nel 2006, gli ultimi minuti di gioco di Italia-Germania sono valsi a Cannavaro la vittoria del Pallone d’oro, oltre al Mondiale. Vedremo se anche Powell e la Fed con questa ripartenza potranno raggiungere nel 2025 altrettanti successi.

