Uno dei mercati europei che si sono mossi meglio è stato l’Italia, nonostante i suoi problemi strutturali. Secondo gestori e analisti, il trend favorevole potrebbe proseguire ancora.

Da una parte aiutano molto quotazioni a sconto rispetto alle altre piazze, dall’altra il Recovery fund dovrebbe fornire una base di nuovi investimenti molto importante. Inoltre si può contare sulle solite small e mid cap, che esprimono al meglio il dinamismo del Paese e sono state definite «multinazionali tascabili»

Se il 2020 è stato l’apoteosi del growth, con un focus ossessivo sulle mega-cap tecnologiche americane e asiatiche, gli ultimi mesi dell’anno passato e il primo trimestre del 2021 hanno visto la prima vera rotazione (in fondo modesta, se considerata in prospettiva storica) verso comparti più ciclici e tipicamente value.

In questo beta play, tutto sommato non sorprende di trovare fra le piazze che meglio hanno performato Milano. Il primo trimestre del 2020, infatti, si è chiuso con un total return del Ftse Mib di qualche decimale sotto la soglia di +11%. Si tratta di un valore di poco superiore al Dax 30, non a caso un altro benchmark pieno di azioni cicliche, e di un punto abbondante sopra il Cac 40.

Le tre principali economie dell’Eurozona si trovano dunque in posizione di leadership quanto a performance azionarie a livello globale in un anno che avrebbe dovuto invece caratterizzarsi per il tripudio dell’Asia, notoriamente la zona del mondo che ha meglio retto l’impatto e la gestione della pandemia di Covid.

La scommessa su cui gli investitori hanno deciso di puntare è incentrata su uno scenario di ripresa dell’economa europea, grazie al processo di vaccinazione che dovrebbe portare a un graduale ritorno alla normalità.

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