Il disaccoppiamento, del quale Kelony®, ha parlato nel numero scorso di Fondi&Sicav, è diventato un’opzione strategica per governi e aziende.
La presidenza Biden non solo ha mantenuto le misure avviate dall’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump contro la Cina, ma ha aggiunto una dimensione ideologica di aperta ostilità a un regime “non democratico”. Queste misure includono tariffe sulle importazioni cinesi, divieti sulla vendita di componenti tecnologici alle aziende della Repubblica Popolare (come Zte, nell’aprile 2018) e la loro esclusione da mercati strategici come quello delle telecomunicazioni.
Foxconn, ad esempio, uno dei principali subappaltatori di Apple, si sta preparando a un periodo difficile, perché i suoi ricavi saranno colpiti da una combinazione di diversi fattori: l’inflazione, in parte dovuta alla guerra in Ucraina, la penuria globale di componenti elettrici ed elettronici e l’intransigente politica “zero Covid” attuata dalle autorità cinesi. Ma, in precedenza, anche Samsung, Sony e Microsoft hanno spiegato che proprio la mancanza dei chip rende impossibile una maggiore produzione dei loro prodotti. Di fronte a questo delicato contesto, Foxconn vuole ridurre la sua dipendenza e punta al mercato dei veicoli elettrici.
RIVALE GEOSTRATEGICO
Oggi la Cina è passata dall’essere l’officina del mondo e un enorme mercato al ruolo di rivale geostrategico. Le conseguenze sono un rallentamento della crescita delle esportazioni cinesi, mentre le importazioni, in particolare quelle di energia, aumenteranno, con un impatto sul surplus della bilancia commerciale, che scenderà sotto i 50 miliardi di dollari ad agosto.

