A oggi non esiste un’alternativa alle energie fossili. Il futuro dell’umanità si sta forse dirigendo verso un’inesorabile decrescita economica e tecnologica?
La discussione sulle alternative alle energie fossili si fa ogni giorno sempre più urgente e accesa. È infatti innegabile che l’umanità a breve dovrà affrontare un grave problema: le risorse energetiche stanno finendo. Se non si troverà un’alternativa valida, l’unica scelta possibile sarà una decrescita economica e tecnologica che potrebbe riportare l’umanità indietro all’età della pietra. I principali flussi di investimento a livello mondiale subiranno un notevole mutamento.
Non a caso i Kelony® risk-rating dell’Indonesia e del Giappone, rispettivamente D e B, presentano entrambi outlook positivi, che vengono condivisi da altri paesi della zona del Pacifico Settentrionale. Questa tendenza è da attribuire anche all’interesse crescente di diversi investitori istituzionali attratti dall’alto potenziale della zona in risorse energetiche e in terre rare. Non vi è dubbio che la ricerca di risorse su Marte possa avere un senso, così come i 2,7 miliardi di dollari investiti per l’attuale missione Perseverance, ma solo a patto che riusciamo a usufruirne senza aggravare ulteriormente la scarsità delle risorse sulla Terra, dove invece disponiamo di una straordinaria fonte alternativa all’estrazione di massa di idrocarburi e minerali rari a 4 mila metri di profondità nei fondali oceanici: i noduli polimetallici.
È quindi fondamentale determinare fino a quale punto sia possibile utilizzare i noduli polimetallici, considerando allo stesso tempo la sostenibilità e durabilità della soluzione, in termini di bilanciamento del rischio complessivo.

