“House View” di Aberdeen Investments per il quarto trimestre 2026

L’economia globale continua a dare prova di resilienza in un contesto in cui l’inflazione cresce, l’aumento dei rendimenti obbligazionari e gli elevati rischi geopolitici rendono le opportunità di investimento più selettive.
Aberdeen Investments ha ridotto il proprio grado di convinzione sui titoli di Stato e sul dollaro statunitense, pur mantenendo un orientamento complessivamente positivo sulle azioni e sugli altri asset sensibili alla crescita per i prossimi 12-18 mesi.
Posizione neutrale sull’immobiliare, per ora
Aberdeen Investments ha rivisto al ribasso il settore immobiliare portandolo a neutrale, poiché l’aumento dei costi di finanziamento si ripercuotono sulle valutazioni e, nel corso del prossimo anno, i rendimenti del settore immobiliare risulteranno inferiori a quelli della liquidità, in un contesto di tassi in aumento.
Tuttavia, Aberdeen Investments non è arrivata ad attribuire un segnale negativo. Il mercato delle locazioni si mantiene resiliente, con affitti in crescita in linea con l’inflazione o al di sopra di essa, mentre la nuova offerta è fortemente limitata dai costi di costruzione, dai finanziamenti e dai vincoli urbanistici.
Rialzi dei tassi preventivi
Nel breve termine, Aberdeen Investments prevede ulteriori rialzi dei tassi da Fed, Bank of England, Bce e Bank of Japan, considerando tali interventi come “rialzi preventivi”, (insurance hikes), piuttosto che l’inizio di un ciclo di inasprimento sostenuto. Ritiene, tuttavia, che tassi più elevati, rendimenti obbligazionari in rialzo e rischi geopolitici abbiano reso più delicato l’equilibrio tra le diverse asset class.
Peter Branner, Chief Investment Officer di Aberdeen Investments, ha dichiarato: «L’economia globale rimane resiliente nonostante l’aumento dei prezzi dell’energia, le tensioni geopolitiche e il rialzo dei rendimenti obbligazionari, mentre il ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale continua a sostenere la crescita e gli utili societari. In prospettiva, prevediamo che una crescita solida insieme ai rialzi preventivi, continuerà a sostenere l’azionario e le asset class sensibili alla crescita, ma l’inflazione, i rendimenti obbligazionari e i rischi geopolitici ancora elevati richiederanno un approccio più selettivo. Continuiamo a privilegiare le azioni dei mercati sviluppati ed emergenti, e in particolare le infrastrutture».
IA – L’arma a doppio taglio per eccellenza
Analizzando i rischi Paul Diggle, Chief Economist di Aberdeen Investments, ha aggiunto: «I rischi estremi derivanti da geopolitica, IA e mercato obbligazionario sono rilevanti. Un peggioramento del contesto geopolitico potrebbe spingere il petrolio oltre i 120 dollari al barile, innescare un forte shock stagflazionistico e causare un crollo di azioni e obbligazioni. Anche le recenti pressioni sul mercato obbligazionario potrebbero intensificarsi notevolmente. L’IA rappresenta un’arma a doppio taglio altrettanto importante. Abbiamo elaborato scenari in cui gli investimenti crollano e le mega-cap tecnologiche subiscono una forte correzione, nonché uno scenario in cui i benefici dell’IA si concretizzano più rapidamente del previsto. Nel complesso, tale quadro di rischio indica una volatilità dell’inflazione strutturalmente più alta e periodi più frequenti di correlazione positiva tra obbligazioni e azioni.”
Titoli di Stato
Aberdeen Investments ha rivisto al ribasso il segnale sui titoli di Stato globali da +2 a +1, ma vede intatte le prospettive a medio termine, con rendimenti vicini ai massimi di lungo periodo e mercati che scontano una stretta monetaria superiore a quanta ne verrà effettivamente attuata.
Su un orizzonte di 12-18 mesi, Aberdeen Investments prevede ancora un rendimento totale in eccesso positivo, grazie al progressivo ridimensionamento delle aspettative di rialzo dei tassi. Nel breve termine, tuttavia, le pressioni di vendita potrebbero continuare. Il rialzo di petrolio e gas ha evidenziato fragilità preesistenti nelle politiche di bilancio di Usa, Regno Unito e Francia, in un contesto di inflazione ostinata. L’unico fattore in grado di interrompere chiaramente questa dinamica è un miglioramento della situazione geopolitica in Medio Oriente.
Azionari dei mercati emergenti
Aberdeen Investments mantiene una visione positiva sulle azioni dei mercati emergenti, con una lieve preferenza rispetto ai mercati sviluppati. La forte crescita degli utili, le valutazioni interessanti e la ripresa della domanda da parte degli investitori continuano a sostenere le prospettive dei mercati emergenti. Sebbene i recenti rialzi siano stati trainati in gran parte dalle società tecnologiche in Corea e a Taiwan, Aberdeen Investments prevede che, nel tempo, la dinamica positiva si estenderà ad altre parti del mercato.
Dollaro Usa
Aberdeen Investments ha rivisto al ribasso il segnale sul dollaro Usa da +2 a +1. La crescita degli Stati Uniti resta solida, il Paese è meno esposto allo shock energetico rispetto a Europa e UK, e il dollaro dovrebbe beneficiare di ulteriori rialzi del petrolio, dell’inflazione e dei tassi di interesse.
Tuttavia, il dollaro è sopravvalutato in termini di parità di potere d’acquisto, i deficit USA restano elevati e potrebbero riemergere dubbi sulla credibilità istituzionale e sulla diversificazione delle riserve. Anche la BoJ e la BCE stanno alzando i tassi e lo yen potrebbe essere vicino a una svolta.
Di conseguenza, Aberdeen Investments ha ridotto il grado di convinzione, pur riconoscendo i fattori di sostegno al dollaro e il suo ruolo di copertura.

