A cura di Kelony
L’intelligenza artificiale (Ai) sta trasformando ogni aspetto della nostra civiltà. Innanzitutto la scienza e la tecnologia. L’Ai, infatti, è sempre più presente in modo trasversale in tutte le discipline fondamentali, quali la conquista dello spazio, la medicina e la salute, lo studio del pianeta, l’archeologia, l’economia e la finanza, la fisica, le scienze del comportamento umano, la chimica e tante altre ancora.
Il futuro sta diventando l’oggi e l’Ai è sempre l’ingrediente al centro della tecnologia. Sono già in arrivo, per esempio, sistemi in grado di rilevare oggetti che un conducente di un’auto non riesce a vedere, quali un pedone coperto da un camion o un veicolo in arrivo nascosto dal fianco della montagna, interfacce di percezione aptica integrata nella pelle per produrre esperienze tattili immersive o transistor sinaptici, in grado di imitare l’architettura del cervello umano. In tutti casi, l’Ai è essenziale per categorizzare, classificare e dare le priorità all’informazione giusta nel momento giusto. Questa tecnologia diventa sempre più sofisticata e dobbiamo aspettarci che svolga un ruolo ancora più importante nella società, iniziando dalle aziende.
Operativamente parlando, a oggi le Ai sono capaci di creare valore tramite due macroprocessi:
– Il primo riguarda la capacità di sintetizzare informazioni più velocemente; l’Ai è in grado di identificare schemi e connessioni all’interno di vastissime serie di dati non strutturati, che l’uomo non riesce a cogliere, e di generare ipotesi cui nessuno aveva mai pensato prima.
– Il secondo macroprocesso riguarda l’accelerazione dei tempi di sviluppo; processi che di solito richiedono anni, possono essere realizzati in pochi giorni. Pensiamo, ad esempio, alla realizzazione di un farmaco o alla capacità di analizzare grandi volumi di dati disponibili per individuare e prevedere i cambiamenti.
UNA PRECISIONE MAI VISTA
Quest’ultima attitudine consente ad alcune categorie di Ai particolarmente avanzate di fare previsioni con una precisione mai vista finora.
Ormai è noto anche al pubblico che l’intelligenza artificiale predice il meteo meglio dei sistemi classici. I grandi utilizzatori del servizio lo confermano. Un articolo apparso su Wired riporta che alcuni ricercatori, avendo concentrato la loro attenzione sulle previsioni del tempo, affermano che il loro modello di Ai ha ottenuto risultati migliori rispetto ai centri meteo convenzionali su almeno il 90% delle oltre 1.300 variabili atmosferiche, come umidità e temperatura.
Ma esistono strumenti altrettanto utili anche per gli investitori? La risposta è affermativa: l’uso dell’intelligenza artificiale nelle previsioni finanziarie è sempre più diffuso.
Ma quanto sono precisi questi modelli? Qualsiasi previsione ha essenzialmente due esiti: ciò che accadrà secondo le aspettative e tutto il resto. Il resto è l’intero spettro di ciò che si discosta dalle nostre previsioni o dai nostri desideri. Il fatto che un’evoluzione non produca i risultati attesi o che si verifichi un evento imprevisto riguarda il rischio, che è il denominatore comune e la variabile più importante di ogni previsione. Secondo la teoria dell’informazione, ciò che è indesiderato o imprevisto ha sempre più valore di ciò che accade come previsto. La caratteristica principale dell’imprevisto è che comprime il tempo per prendere immediatamente una decisione.

