Non sono molti i money manager che in questa fase difficile del mercato stanno puntando sugli high yield.

In un momento di fragilità generale, chiaramente i corporate con rating più bassi sono considerati più pericolosi.

In questo quadro generale, certamente Alexis Renault,  head of high yield di Oddo Bhf Am e portfolio manager del fondo Oddo Bhf Euro Credit Short Duration, rappresenta un’eccezione, visto che sta incrementando nel portafoglio che gestisce la percentuale di titoli Hy, che sono passati dall’80% all’88%.

La chiave per ridurre il rischio è mantenere bassa la duration.

Qual è la sua metodologia di investimento? Come sceglie le obbligazioni da mettere nel suo portafoglio? 

«La nostra metodologia di selezione delle obbligazioni è di tipo bottom-up driven e si basa sull’analisi fondamentale del credito. Il fatto di evitare possibili default è al centro della nostra filosofia d’investimento. Di conseguenza, stiamo applicando una rigorosa disciplina di vendita in caso di deterioramento della qualità del credito. L’integrazione dei criteri Esg è un complemento alla nostra analisi fondamentale del credito». 

Qual è il suo punto di vista sull’inflazione e sulla politica monetaria nell’Ue? Pensa che in questo momento sia particolarmente consigliabile essere cauti sulla duration? 

«L’inflazione dei prezzi al consumo nell’Eurozona è salita al 9,1%, il livello più alto dagli anni ‘80. Secondo la cosiddetta regola di Taylor, utilizzata per stimare i tassi d’interesse a breve termine, la Bce avrebbe dovuto agire più rapidamente, poiché l’inflazione al 9,1% è ben al di sopra dell’inflazione target del 2% e l’economia corre a un’elevata capacità, come dimostrano tra l’altro i bassi tassi di disoccupazione. Nell’Eurozona sono attesi molti altri rialzi dei tassi di interesse. A causa dei prossimi aumenti dei tassi, continuiamo a ritenere che la duration delle obbligazioni debba essere mantenuta breve». 

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