a cura di Brando Michieli
Con 32 anni di attività alle spalle, Previndai è il fondo pensione dei dirigenti industriali. Il suo scopo è fornire agli iscritti e alle loro famiglie strumenti che consentano di creare nel tempo un risparmio previdenziale aggiuntivo ai trattamenti pensionistici obbligatori. Oliva Masini, direttore generale di Previndai, racconta l’attività del fondo.
Previndai è il fondo pensione dei dirigenti industriali. Com’è organizzato? Quali sono il vostro scopo e la vostra storia?
«Previndai è nato nel 1990 per volontà di Confindustria e Federmanager per garantire una pensione di scorta ai dirigenti industriali nel 1993, già prima che fossero emanate le norme di legge sulla previdenza complementare. Per questo motivo, Previndai si annovera tra i fondi cosiddetti pre-esistenti, ma ci piace sottolineare che nel tempo, pur mantenendo le specificità che la normativa ci consente, ci siamo adeguati a tutte le principali novità legislative e a quelle dettate dalla vigilanza e oggi sotto il profilo della governance, del controllo dei rischi e della gestione degli investimenti dei comparti finanziari siamo assolutamente in linea con i fondi negoziali. Il nostro scopo è garantire le migliori prestazioni possibili ai nostri iscritti: anche nel 2021 abbiamo ottenuto ottimi rendimenti (Bilanciato 6,5%, Sviluppo 11,4%, Assicurativo 1990 2,17% e Assicurativo 2014 1,85%) e prestiamo particolare attenzione alla gestione dei costi e al controllo dei rischi. Quanto alla nostra organizzazione, il Fondo ha un consiglio di amministrazione a composizione paritetica di 12 membri, presieduto da Francesco Di Ciommo, docente presso la facoltà di economia dell’Università di Roma Tor Vergata. La struttura, che fa capo a me in quanto direttore generale, è organizzata in funzioni: contributi, prestazioni, finanza, gestione dei rischi, legale e compliance, amministrazione, segreteria generale e comunicazione. Una nostra peculiarità è avere una struttura organizzativa totalmente interna, senza affidamenti in outsourcing. Ciò ci consente di disporre di elevate professionalità, a partire da una funzione finanza strutturata in modo robusto, e di svolgere alcune attività tipiche del nostro fondo, come il recupero crediti, che non grava quindi sugli iscritti, né come gestione delle pratiche, né come costi. Infine, ricordiamo la gestione amministrativa delle rendite, oltre 5 mila attualmente, che ci vede impegnati a mantenere il rapporto con gli iscritti anche nella fase conclusiva del percorso di previdenza complementare».

