a cura di Pinuccia Parini
Swisscanto è un asset manager svizzero, controllato da Zürcher Kantonalbank, con un patrimonio gestito di 270 miliardi di euro e caratterizzato da un forte impegno sulla sostenibilità. Fondi&Sicav ha chiesto a René Nicolodi, head of equities, un parere sui mercati azionari.
In retrospettiva, quali sono stati i fattori che hanno influenzato i mercati lo scorso anno?
«Cè stata una serie di eventi che hanno caratterizzato il 2023, determinandone anche la volatilità. Si è passati dall’apertura dell’economia cinese, con la fine della politica di tolleranza zero nei confronti del Covid, alla crisi di alcune banche negli Usa, dalla crisi immobiliare del Dragone all’”higher for longer”, dal conflitto in Medio Oriente all’attesa di un’aggressiva politica monetaria espansiva. Nei 12 mesi si è assistito a un ritorno del decennale americano vicino a rendimenti al 5%, per poi correggere in modo significativo sino a tornare sotto il 4%, mentre gli indici azionari hanno chiuso l’anno in rafforzamento».
Qual è il tema centrale sul quale vi state ora focalizzando e che guida le vostre decisioni d’investimento?
«Sono le aspettative di inflazione. La direzionalità è in discesa, ma il livello raggiunto è ancora elevato, sia negli Usa, sia in Europa, sopra il target che si sono date le banche centrali. Non è un caso che le previsioni dei tagli dei tassi d’interesse siano state riviste al ribasso: oggi ci si attende che la Fed li riduca una sola volta in autunno, a differenza dei plurimi interventi attesi in precedenza».
Quali scenari si possono ipotizzare per i mercati?
«Si potrebbero realizzare quattro scenari. Il primo è il cosiddetto “goldilocks”, in cui la crescita continua e l’inflazione rimane stabile. Il secondo è l’”higher for longer”, con un’attività economica stabile, ma con inflazione elevata. Il terzo è un rallentamento, che potrebbe preludere a una recessione e, infine, la stagflazione, con crescita in calo e inflazione elevata».
Che cosa pensate del mercato azionario?
«Il fattore momentum continua a essere positivo, nonostante un lieve calo in aprile che non ha intaccato il trend di lungo termine. Non si è assistito a un peggioramento delle condizioni finanziarie tale da destare preoccupazioni e l’economia rimane sorprendentemente robusta. Inoltre, la crescita degli utili aziendali è forte, soprattutto negli Stati Uniti. Tuttavia, il nostro posizionamento in azioni, in questa fase, è neutrale: il P/E cui trattano i mercati è intorno a 18,5, un valore storicamente elevato, anche se ancora lontano dagli estremi post-Covid (P/E 22). Per il 2024 le previsioni di crescita dell’Eps sono del 10%, trainata dalle mega-cap, ma riteniamo che siano ambiziose».
Ci sono delle aree geografiche che preferite?
«Pensiamo che le valutazioni più basse dell’Europa, che appaiono nette anche confrontando i “magnifici sette” con gli 11 “Granolas”, potrebbero diventare un punto di forza, grazie alle differenze che potrebbero generarsi per una possibile divergenza delle politiche monetarie di Fed e Bce, che ha tagliato i tassi a giugno».
Ci sono stili d’investimento che privilegiate?
«Crediamo che il value non sia mai stato così attrattivo da 28 mesi a questa parte, in particolare in settori quali l’energia e la finanza. Inoltre, in un contesto di robusta crescita, i titoli ciclici continuano a convincerci».
Il vostro impegno in materia di sostenibilità è di lunga data. Recentemente, si ha quasi l’impressione che l’attenzione sul tema si sia affievolita. Qual è il vostro parere?
«Siamo convinti che focalizzarsi sui temi sostenibili significhi concentrarsi sulla performance. Swisscanto è impegnata sulla sostenibilità dal 1996 e l’esserlo rientra in un mandato molto chiaro che l’asset manager ha ricevuto e dal quale non può derogare. Esiste un valore strategico negli investimenti Esg: se si raffronta l’S&P 500 con il segmento “Sgd leader” dello stesso indice, lo dimostra la sovraperformance dei secondi negli ultimi cinque anni. Siamo fermamente convinti che le sfide della sostenibilità inducano la ricerca di soluzioni che generano opportunità di crescita a lungo termine».

