David Dudding, gestore del fondo CT (Lux) Global Focus di Columbia Threadneedle Investments

Il quadro geopolitico globale continua ad essere caratterizzato da un’instabilità strutturale, con tensioni internazionali che si alternano tra fasi di distensione ed escalation, alimentando un contesto di elevata incertezza e volatilità persistente. In questo scenario, le correlazioni tra asset class risultano meno affidabili e le tradizionali logiche di allocazione mostrano i loro limiti, mentre la dispersione dei rendimenti tra regioni, settori e singole società raggiunge livelli particolarmente elevati. Parallelamente, l’economia reale evidenzia un crescente divario tra consumi di fascia alta ancora resilienti e consumatori più vulnerabili, sempre più sotto pressione.

Le divergenze macroeconomiche, l’evoluzione delle politiche monetarie e i cambiamenti strutturali nei modelli di crescita stanno ridefinendo le dinamiche dei mercati azionari globali. In Europa, in particolare, l’aumento della dispersione rende la selettività sempre più centrale. Per i gestori attivi, questo rappresenta al tempo stesso una sfida e un’opportunità: chi riesce ad orientarsi nella complessità con profondità analitica e visione globale può beneficiare delle dislocazioni di mercato.
Gli Stati Uniti continuano ad essere trainati dall’ecosistema tecnologico e dall’AI, mentre l’Europa sconta una maggiore dipendenza energetica e una minore esposizione ai principali temi di crescita globale. In questo contesto, un approccio senza vincoli geografici appare sempre più necessario.
Le opportunità nell’azionario globale persistono, ma richiedono un approccio rigoroso e disciplinato. La disruption tecnologica, i cambiamenti regolamentari e l’evoluzione dei comportamenti dei consumatori stanno ridefinendo i vantaggi competitivi all’interno dell’universo quality. Diventa quindi fondamentale distinguere tra la qualità del passato e quella prospettica, rappresentata da società capaci di adattarsi e rafforzarsi nei nuovi equilibri competitivi. Sebbene gli utili continuino a mostrare una crescita solida, la dispersione tra settori e società resta elevata, ed è proprio in questa dispersione che si concentra oggi il maggiore potenziale per la selezione attiva.
La qualità dinamica come risposta alla complessità
Dalla crisi finanziaria globale in poi, lo stile quality si è dimostrato uno dei modi più efficaci per generare rendimenti affidabili nei mercati azionari. Modelli di business poco capital intensive, ritorni elevati sul capitale e bilanci resilienti hanno rappresentato, in un contesto di tassi bassi, una combinazione vincente. Ma il regime è cambiato. I tassi più elevati penalizzano le società il cui valore è fondato su flussi di cassa lontani nel tempo, comprimendo il cosiddetto “quality premium” e amplificando la dispersione all’interno dello stesso universo quality. Non è più sufficiente investire in aziende di qualità: è determinante capire quale tipo di qualità, dove trovarla e quando acquistarla.
In questo scenario, l’approccio della nostra strategia Global Focus si distingue per la capacità di identificare quella che definiamo “qualità dinamica”: non la qualità già riconosciuta e prezzata dal mercato, ma quella prospettica, identificabile attraverso le traiettorie di miglioramento futuro piuttosto che dai dati storici. Elementi come l’innovazione nei modelli di business, l’evoluzione regolamentare e i cambiamenti strutturali nei comportamenti dei consumatori vengono sistematicamente integrati nel processo di selezione dal team di analisti fondamentali, con l’obiettivo di intercettare in anticipo i potenziali leader di domani, prima che il mercato ne riconosca appieno il valore.
Un elemento caratterizzante di questo approccio è il posizionamento equilibrato all’interno dell’universo quality. Da un lato, evitiamo i segmenti più difensivi e tradizionali, spesso concentrati in settori maturi dove i premi di valutazione possono risultare eccessivi rispetto ai rischi di disruption. Dall’altro, non inseguiamo modelli di business non ancora redditizi o privi di fondamentali comprovati. Il risultato è una selezione che privilegia società già profittevoli, con flussi di cassa stabili, vantaggi competitivi duraturi e prospettive di crescita credibili, capaci di generare valore sostenibile nel lungo periodo.
Sul fronte settoriale, un esempio concreto dell’applicazione di questo metodo è il posizionamento nel comparto tecnologico, dove da tempo privilegiamo i semiconduttori rispetto al software. Non perché inseguiamo il tema dell’intelligenza artificiale, ma perché abbiamo identificato un cambiamento strutturale nelle dinamiche competitive: le barriere all’ingresso per i produttori di apparecchiature per chip sono tra le più solide dell’intero universo azionario, con visibilità sulla domanda che si estende su orizzonti pluriennali. Parallelamente, abbiamo ridotto l’esposizione ad aree tradizionalmente considerate di qualità ma oggi più vulnerabili a fenomeni di frammentazione o perdita di vantaggio competitivo.
In un mercato sempre più dominato dalla gestione passiva e dalla concentrazione degli indici, siamo fermamente convinti che la gestione attiva del portafoglio, unita ad una rigorosa disciplina valutativa, sia ancora più essenziale in un contesto come quello attuale. In un momento in cui gli investitori devono bilanciare con attenzione stabilità rispetto al benchmark e generazione di alpha, il nostro approccio alla qualità dinamica può rappresentare un complemento efficace e differenziante, anche grazie alla piattaforma proprietaria di ricerca globale che consente la rivalutazione continua delle posizioni e un adattamento rapido al mutare delle condizioni di mercato, elemento chiave in un contesto caratterizzato da crescente incertezza e da cambiamenti che possono accelerare in modo imprevisto.

