a cura di Mark William Lowe
A volte è indicato come l’”emirato dimenticato” tra i sette appartenenti agli Emirati Arabi Uniti (Uae), oppure l’”emirato silenzioso” o ancora l’”emirato industrioso”, ma lo slogan ufficiale di Ras Al Khaimah è l’”emirato emergente”. Dati i notevoli progressi compiuti, in particolare nell’ultimo decennio, l’autodefinizione del governo è certamente appropriata e l’ascesa di Ras Al Khaimah da emirato dimenticato a porta industriale per l’Uae merita attenzione. In effetti, questo avamposto settentrionale, un tempo privo di interesse, è molto meno conosciuto di Abu Dhabi, Dubai e Sharjah e raramente riceve il credito o l’importanza che merita.
Il 24 febbraio 1972 Ras Al Khaimah si unì ad Abu Dhabi, Dubai, Sharjah, Fujairah, Umm al Quwain e Ajman per diventare il settimo emirato ad aderire alla Federazione degli Emirati Arabi Uniti. Con una popolazione totale stimata di circa 300 mila abitanti, Ras Al Khaimah è per grandezza al quarto posto. Sebbene ricco di calcare, argilla, quarzo e altri minerali, a differenza di Dubai e Abu Dhabi, Ras al-Khaimah non ha petrolio o gas e ha concentrato la sua strategia di sviluppo sull’industria, la manifattura e le infrastrutture.
Una posizione strategica
Situato alle porte del Golfo, la posizione dell’emirato è strategica, sia in termini di accesso ai mercati regionali, sia come hub di esportazione verso i mercati internazionali.Gli scavi archeologici hanno rivelato che l’emirato è stato un centro commerciale sin dal 5.000 a.C., rendendolo uno dei pochi luoghi al mondo abitato ininterrottamente per oltre 7 mila anni. Sebbene Ras Al Khaimah non abbia voltato le spalle alle sue origini commerciali dell’età del bronzo, ha sfruttato la sua posizione geografica strategica per diventare un centro industriale e manifatturiero. Ciò è stato reso possibile incoraggiando gli investimenti stranieri con una serie di iniziative favorevoli alle imprese, come la creazione di zone economiche speciali (Specialized economic zone-Sez), parchi industriali e, elemento importante, politiche fiscali altamente vantaggiose.
Notevole attenzione è stata prestata alla realizzazione di un contesto che ha molto facilitato gli investimenti esteri. Le aziende possono essere costituite in un arco di tempo che si misura in pochi giorni, le licenze commerciali e aziendali vengono assegnate senza problemi, non esiste protezionismo in termini di obbligo di collaborare con un’impresa locale e non sono fissati limiti alla quantità o al rapporto tra personale locale e straniero. Questa azione favorevole al business ha dato i suoi frutti e oggi l’emirato vanta la presenza di un numero considerevole di socieà estere che operano in diversi settori: dalla produzione di veicoli blindati a quella del vetro e della ceramica.
Stabilità politica e sociale
Quando, nell’ottobre 2010, sua altezza lo sceicco Saud Bin Saqr Al Qasimi successe a suo padre, che era stato il sovrano di Ras Al Khaimah dal 1948, uno dei monarchi regnanti più longevi al mondo, era già da tempo responsabile degli affari economici e politici dell’emirato. La successione è stata vista dai leader degli altri emirati e dagli osservatori internazionali come una garanzia della continuità della stabilità politica, sociale ed economica di Ras Al Khaimah.
Mentre aree come la difesa e la politica estera sono centralizzate, ogni componente della Federazione ha piena autonomia in materia di politica fiscale, di imposte e di investimenti. Ciò ha consentito all’emirato di attuare strategie che gli hanno permesso di creare una posizione economica e finanziaria altamente stabile.
Nonostante un recente aggiustamento della sua classifica nello Standard & Poor’s (S&P) global ratings a causa dei rischi finanziari legati alla caduta dei prezzi del greggio e al coronavirus, il rating a lungo termine di Ras Al Khaimah è A / A-1. Mentre S&P prevede che l’economia locale si contrarrà del 2% quest’anno per il calo dei prezzi del petrolio e l’epidemia di coronavirus, l’agenzia prevede una ripresa quasi completa nel 2021.
In seguito al cambiamento delle prospettive, il governo di Ras Al Khaimah ha dichiarato che l’emirato è in una forte posizione fiscale e riuscirà a resistere alle condizioni economiche globali: è stato anche affermato che l’onere del debito pubblico è basso e in calo e che l’esecutivo ha in programma di ritirare dal mercato quest’anno due emissioni obbligazionarie prima della scadenza.
Diversificazione
Il “tranquillo emirato” sta compiendo uno sforzo particolare per diversificare la sua economia promuovendo una forma di turismo che non cerchi di competere con la più elegante Dubai. Le montagne degli Emirati, i siti storici e archeologici sono di grande interesse per i turisti provenienti da molte parti del mondo e anche per i lavoratori stranieri (expat) che vivono in altre parti degli Emirati Arabi Uniti. Così nel settembre di quest’anno è stato annunciato che quattro siti storici a Ras Al Khaimah saranno candidati all’inclusione nel patrimonio mondiale dell’Unesco. L’inclusione di Julfar, l’antica città delle perle, di Jazirah al-Hamra, di Shimal e di Dhayah nell’elenco gestito dall’Organizzazione delle Nazioni Unite aumenterebbe notevolmente il numero complessivo di siti degli Emirati Uniti.
Il settore turistico sta crescendo rapidamente e gli investimenti in infrastrutture di accoglienza riflettono l’obiettivo dell’emirato di diventare un’alternativa a Dubai. Nonostante la duplice politica, che prevede da un lato lo sviluppo industriale e dall’altro quello turistico, possa sembrare paradossale, di fatto sembra una strategia che funziona molto bene.
Infatti, è sul piatto una serie di vantaggiosi incentivi commerciali che, uniti alla posizione geografica strategica degli emirati, hanno determinato un elevato livello di investimenti esteri, mentre i siti antichi, le zone costiere e le montagne hanno portato a un forte interesse da parte dell’industria del turismo.
Il settore spaziale
Quando nel 2003 il governo ha approvato un piano di investimenti per rilanciare il settore dell’istruzione, pochissimi avrebbero immaginato che in meno di 20 anni uno dei campus universitari dell’emirato sarebbe diventato il centro di controllo del programma spaziale degli Emirati Arabi Uniti.
Lanciato a bordo di un razzo Soyuz dal Cosmodromo di Plesetsk in Russia, MeznSat, il primo nano-satellite ambientale degli Emirati Arabi Uniti costruito dagli studenti, è controllato da una stazione di terra situata presso l’Università americana di Ras Al-Khaimah. Il CubeSat di tre unità trasporta un carico utile di 2,7 kg, che include uno spettrometro a infrarossi e una telecamera Rgb, e orbiterà attorno alla terra a 565 km sul livello del mare, in una missione che dovrebbe durare tre anni. Durante questo periodo i dati del satellite verranno utilizzati per studiare i gas serra e il fenomeno della marea rossa negli Emirati Arabi Uniti.
Il team di studenti che lavora al progetto MeznSat è il risultato degli investimenti nell’istruzione, sia teorica, sia pratica, e darà un notevole impulso alle attività legate allo spazio negli Emirati Arabi Uniti. Nel 1969 Ras Al-Khaimah aveva emesso una serie di francobolli commemorativi per celebrare la missione Apollo 10 sulla luna. Ora, i collezionisti possono cercare la serie che celebra il successo di MenzSat.
Conclusioni
Ras Al-Khaimah ha accolto appieno il processo di trasformazione digitale e, attraverso la strategia e-service, che si avvale delle tecnologie di informazione e comunicazione, l’emirato ha notevolmente facilitato una serie di processi burocratici al punto che, ad esempio, un investitore straniero può registrare un’azienda online in meno di 48 ore. Allo stesso modo possono essere gestiti, sempre online, i permessi di lavoro, l’immigrazione e i documenti di soggiorno.
Per quanto riguarda il turismo, anche se il Covid-19 ha inferto un duro colpo all’industria mondiale, una volta che il settore sarà nuovamente aperto al mercato è prevedibile che Ras Al Khaimah rappresenterà ancora una volta una serie di opportunità di investimento.
Un altro settore di particolare interesse è il mercato in continua crescita degli yacht di lusso e l’opportunità di sfruttarne il potenziale, progettando e producendo le imbarcazioni nell’emirato, viene presa seriamente in considerazione. L’energia solare rappresenta un altro ambito in cui le aziende possono trovare opportunità di sviluppo che meritano di essere approfondite.

