a cura di Laura Grassi, direttrice, e Alessandro Faes, ricercatore, dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano

La crescente spinta verso l’innovazione digitale sta rivoluzionando il panorama finanziario globale. Questo processo, iniziato oltre un decennio fa e accelerato durante la pandemia, ha portato a cambiamenti sistemici e a servizi innovativi che ridefiniscono il modus operandi degli istituti finanziari. Considerando l’alta regolamentazione cui sono soggetti i servizi finanziari, l’innovazione in questo mondo non può prescindere dal coinvolgimento delle autorità regolamentari, che nel corso dei decenni hanno sempre più assunto un approccio proattivo, dialogando con gli attori di mercato e introducendo strumenti sempre nuovi. 

Le sandbox regolamentari rappresentano uno di questi strumenti, con l’obiettivo di stimolare l’innovazione attraverso un dialogo costante tra autorità e operatori regolamentati. Il Regno Unito, riconosciuto a livello mondiale per il suo ecosistema finanziario innovativo, ha aperto la strada, istituendo nel 2016 la prima Regulatory sandbox, e ha posto le basi per un nuovo modello di sperimentazione. Diversi paesi in tutto il mondo hanno dato seguito all’esempio. Tra i primi, Hong Kong, Singapore, Emirati Arabi Uniti, oltre ad alcuni stati europei come i Paesi Bassi, la Danimarca, la Polonia e la Lituania. In Italia, dopo un ampio dibattito, è stata istituita una sandbox regolamentare con una legge del giugno 2019 che ha portato, nel 2021, all’avvio della prima fase di sperimentazione, successivamente rinnovata per una seconda fase che prenderà il via nel 2024, con le candidature aperte dal 3 novembre al 5 dicembre 2023.

UNO SPAZIO DELIMITATO

Ma che cosa significa esattamente sandbox regolamentare? Il termine sandbox, che richiama l’immagine di uno spazio delimitato in cui i bambini giocano in sicurezza nella sabbia, viene utilizzato nel contesto informatico per indicare un’area di test in cui gli sviluppatori sperimentano e provano nuovi programmi prima del loro lancio definitivo. Declinato in ambito finanziario, con il termine sandbox si fa riferimento a un ambiente di sperimentazione per attività finanziarie regolamentate, come quelle bancarie o assicurative, in relazione, ad esempio, allo sviluppo di nuovi prodotti o all’introduzione di nuovi servizi sul mercato. A seconda di come la sandbox è configurata, l’autorità di vigilanza può concedere ai partecipanti deroghe normative transitorie durante l’implementazione del progetto, fornendo al contempo assistenza nell’interpretazione e nell’applicazione delle norme durante la fase di sperimentazione. Le attività finanziarie sono infatti spesso soggette a regolamentazioni e, poiché influenzano questioni di interesse pubblico, come la tutela dei consumatori o la prevenzione del riciclaggio di denaro, richiedono l’autorizzazione o la registrazione da parte dell’autorità competente. 

Uno degli esempi più noti è la sandbox promossa dalla Fca, l’autorità di regolamentazione finanziaria del Regno Unito. Avviata nel 2016 come parte del programma Innovate, ha coinvolto oltre 150 aziende nel testare prodotti, servizi e modelli di business innovativi direttamente sul mercato, con il supporto dei regolatori, nel rispetto di un quadro normativo adeguato. L’interesse e la tutela del consumatore sono sempre stati al centro dell’iniziativa: le aziende partecipanti devono garantire che il beneficiario ultimo dell’innovazione che viene testata sia il consumatore e che esso venga protetto in ogni fase. Oltre ad assicurare la tutela di quest’ultimo, questa iniziativa riduce i tempi di lancio sul mercato per soluzioni innovative, migliora l’accesso ai finanziamenti per i partecipanti e riduce l’incertezza normativa nel complesso.

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