A colloquio con Sean Kidney, ceo Climate Bonds Initiative di Tcw
Cosa può dire sul vertice Cop26 di Glasgow di novembre? Possiamo aspettarci qualcosa di concreto da questa conferenza?
«Negli ultimi 30 anni, nonostante lo svolgimento delle conferenze delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cop), abbiamo immesso nell’atmosfera più emissioni che nei 150 anni precedenti. Ciononostante, quest’anno la Cop26 di Glasgow è stata significativamente importante sotto diversi aspetti. Il primo è l’annuncio della Glasgow Financial Alliance for Net Zero (Gfanz), una coalizione globale di istituzioni finanziarie leader che si è impegnata ad accelerare e integrare la decarbonizzazione dell’economia globale per raggiungere emissioni net zero entro il 2050. Rappresentando più di 100 mila milioni di dollari di attività, la Gfanz offre un segnale molto chiaro al mercato sul fatto che gli investitori di tutti i tipi stanno cercando modi per affrontare il cambiamento climatico, poiché riconoscono sempre più che è un rischio sostanziale per le economie e i mercati finanziari. Un secondo punto evidenziato dalle discussioni alla Cop26 è stato l’importanza dei labeled bond. Quest’anno, l’emissione di obbligazioni green è cresciuta esponenzialmente; nel complesso, il mercato dei prodotti labeled è sulla buona strada per raggiungere 1.000 milioni di dollari nel 2021. La domanda degli investitori per questi strumenti è tangibile: le emissioni sono state sottoscritte in eccesso e i prezzi riflettono questa domanda aumentata. La sfida che abbiamo di fronte è trovare altri prodotti che forniscano agli investitori una via per finanziare la transizione verso le emissioni net zero, che diano non solo rendimenti, ma che permettano anche di affrontare direttamente i macrorischi che la nostra economia e i mercati finanziari hanno di fronte come conseguenza del cambiamento climatico».

