Mare, cielo e terra, è la sintesi visiva ed emozionale del territorio di Umani Ronchi, protagonisti di una viticoltura unica.
Una storia che inizia più di cinquanta anni fa a Cupramontana, dove pulsa il cuore del Verdicchio Classico, per poi esplorare numerose altre aree della terra dell’Adriatico.
Una sensibilità che si esprime nella cura e nel rigore con cui vengono custodite le vigne. Ma anche nella progettazione delle Cantine e nei processi produttivi.
Il territorio
Da Serra dei Conti, nelle Marche, a Roseto degli Abruzzi, Umani Ronchi ha una proprietà vitata di 210 ettari tutti distribuiti lungo la costa dell’Adriatico, tra la collina e il mare: 185 km di filari e 12 vigneti, che rappresentano il risultato di una ricerca continua attorno alla terra migliore e alle più evolute tecniche agronomiche ed enologiche.
Una ricerca avviata attorno agli anni ’70 che ha portato l’azienda a raddoppia-re gli ettari di proprietà e a rinnovare l’85% delle vecchie viti. Investendo sul Verdicchio e sul Rosso Conero, recu-perando e valorizzando vitigni minori come il Pecorino e il Lacrima di Morro d’Alba, e dandosi obiettivi enologici qualitativamente elevati.
I vigneti
Fare agricoltura biologica richiede equilibrio in natura, deve esserci quella varietà di colture, di essenze, di erbe che fanno la biodiversità.
Varietà che trovano vita nelle terre di proprietà e che lasciano spazio ad una viticoltura capace di valorizzare al massimo le uve prodotte, senza pregiudicare la qualità dei vini.
Il processo di conversione di tutto il patrimonio vitato è iniziato in Abruzzo nel 2001 con la prima certificazione biologica, ed è andato completandosi con il Verdicchio nella vendemmia 2015.

