In una fase di mercato in cui alcune delle tradizionali correlazioni tra asset class stanno cambiando, Fondi&Sicav ha intervistato Manuela Thies, head of multi management di Allianz GIobal Investors per discutere del tema.

La correlazione tra azionario e obbligazionario è cambiata, un trend che non aiuta chi cerca diversificazione all’interno di un portafoglio multi-asset. Che cosa ne pensa?

«È fuori di dubbio che, negli ultimi anni, la correlazione tra azioni e obbligazioni è diventata positiva, ma non bisogna dimenticare che, nel tempo, questi rapporti cambiano. Proprio per questa ragione, riteniamo sia opportuno che l’asset allocation si avvalga del più ampio numero di strumenti a disposizione, ossia che sia multidimensionale. Nelle nostre soluzioni multi-asset, investiamo in azioni, obbligazioni e strategie alternative (metalli preziosi, materie prime e alternativi liquidi). L’esposizione a ciascuna di queste classi di attivo è determinata da un’analisi profonda e un monitoraggio attento che, ad esempio, ci ha portati negli anni precedenti a incrementare il peso delle commodity nei portafogli per fare fronte all’aumento dell’inflazione. Il nostro lavoro è costruire portafogli che non siano scevri dagli eventuali drawdown dei mercati, come è successo con lo scoppio del conflitto in Iran, ma che abbiano la capacità di recuperare piuttosto bene il terreno perso, perché molto diversificati nelle varie asset class e al loro interno. In sintesi, privilegiamo la diversificazione rispetto alla concentrazione del rischio, investiamo nelle azioni globali per partecipare ai rialzi nei periodi di forte crescita, nelle obbligazioni per proteggerci dai ribassi nei periodi di congiuntura più deboli e nelle materie prime e attivi a protezione dall’inflazione per preservare i tassi di rendimento reali in un’economia inflazionistica.  Ad esempio, la forte esposizione all’oro, nel 2025, è servita da ottimo diversificatore. Quest’anno il metallo prezioso, insieme al reddito fisso, ha offerto performance deludenti che sono però state più che compensate dai corsi al rialzo degli altri metalli e del mercato azionario».

Come è strutturata la gestione delle soluzioni multi-asset?

«L’asset allocation si articola in scelte strategiche per definire il profilo di rischio/rendimento a lungo termine e in posizioni dinamiche basate su modelli quantitativi e l’analisi fondamentale. Le soluzioni sono gestite dai nostri team globali, la cui competenza abbraccia diversi mercati e classi di attivi. La generazione di alpha avviene in un contesto caratterizzato da basso beta e bassa volatilità, sfruttando le tendenze tra le asset class. Le nostre strategie multi-asset e multi-manager sono strutturate sulla base di un portafoglio modello la cui definizione avviene costruendo un’allocazione strategica che attribuisce i pesi alle principali classi di attivi: azioni, obbligazioni e materie prime. Successivamente, si decide quanto investire in ciascuno di questi ambiti e si valuta l’opportunità di aggiungere idee di breve termine legate a temi, settori o aree geografiche. All’interno di questo processo, gioca un ruolo fondamentale la mitigazione del rischio tramite la gestione attiva delle ponderazioni delle categorie di investimento e la creazione di un profilo di rendimento asimmetrico grazie all’allocazione attiva degli asset. Per entrare nel merito delle decisioni prese quest’anno, abbiamo iniziato con un sovrappeso in azioni, perché ci si attendeva bassa inflazione e una crescita ragionevole, e con un’esposizione ai mercati emergenti. Lo scoppio della guerra nel Golfo e la consapevolezza che non si sarebbe risolta in tempi brevi ci hanno indotti a una leggera presa di profitto sui mercati azionari come scelta di gestione del rischio: ci preoccupava l’evoluzione dell’inflazione e gli effetti di lungo termine sull’economia. L’esposizione all’equity è stata poi aumentata in occasione del primo cessate il fuoco».

 

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