L’uso dei pagamenti digitali nel nostro Paese sta probabilmente entrando in una fase di trasformazione e maturità, dopo che ai tempi della pandemia si è registrata una crescita molto forte.

Gli anni post-2020 hanno infatti portato a un incremento quasi esplosivo degli acquisti con carte, partendo, però, da una base che era fra le più arretrate dei paesi Ocse. Il gap, in termini di diffusione e familiarità con la tecnologia, non è stato ancora del tutto annullato, però tanto terreno è stato recuperato, al punto che oggi gli aumenti percentuali dei volumi di consumi pagati con le carte sono in diminuzione. 

Secondo quanto emerso dai numeri del primo semestre del 2023, presentati dagli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, il panorama dei servizi finanziari tecnologicamente avanzati sta cominciando a evolversi in maniera profonda. Innanzitutto, qualche cifra generale: nel nostro Paese le spese dei cittadini sono sostanzialmente stagnanti in termini reali. Quest’anno, infatti, si stima un totale intorno a 1.087 miliardi di euro, in rialzo del 6% rispetto al valore visto nel 2022. Questo incremento va però scontato per un’inflazione che probabilmente andrà a posizionarsi intorno al 5%. 

RITMO INSOSTENIBILE

Dunque, un’economia ferma, che però non impedisce la prosecuzione della transizione verso un modello di consumo incentrato sulla moneta elettronica. Infatti, sempre secondo quanto esplicitato dal Polimi, nei primi sei mesi dell’anno sono stati spesi attraverso le carte 206 miliardi di euro. L’aumento rispetto alla prima metà del 2022, quando il totale si fermò a 182 miliardi, è stato di circa il 13%. Si tratta di una percentuale ragguardevole, ma comunque inferiore a confronto con il +22% visto nel segmento gennaio-giugno dell’anno passato rispetto al 2021 e al +25% registrato dal dato equivalente in tale annata in rapporto al 2020. La progressione delle cifre assolute è forse ancora più impressionante perché, dopo i primi sei mesi del 2020, durante i quali la crescita era stata depressa, il progresso cumulato dei volumi di acquisto da allora sino al 2023 è stato superiore al 73%. 

Questo ritmo è probabilmente insostenibile: gli stessi ricercatori del Politecnico fanno notare che il +13% di quest’anno è più in linea con la media storica di aumento di tale tipologia di pagamenti.

Non ci sarebbe da stupirsi, dunque, se si stesse andando incontro a un fenomeno di mean reversion. Da questo punto di vista, appare esplicito il commento di Ivano Asaro, direttore dell’Osservatorio Innovative Payments: «I pagamenti con carta crescono più dell’inflazione, stimata dall’Istat al +6,4% a giugno 2023, e ciò significa che gli italiani continuano a usare sempre di più i pagamenti elettronici. Senza ulteriori effetti esogeni o misure mirate all’adozione degli strumenti di pagamento digitali, però, la crescita andrà ad assestarsi nei prossimi anni ai livelli pre-pandemici».

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