Bruno Natoli, ceo di Mia-FinTech

Fondi&Sicav continua il suo viaggio nel mondo del fintech italiano. In questo  numero risponde Bruno Natoli, ceo di Mia-FinTech.

Può sintetizzare la storia di Mia-FinTech?

«L’azienda nasce nel gennaio del 2022 come startup fintech basata sull’esperienza acquisita da Mia-Platform, la principale tech company italiana che ha rivoluzionato la creazione end-to-end di piattaforme digitali. L’obiettivo era creare una piattaforma tecnologica in grado di offrire l’infrastruttura, in collaborazione con alcuni partner, che permettesse a diversi soggetti di abbracciare nuovi modelli di business nell’ambito dei servizi finanziari. Ci riferiamo, ad esempio, al settore creditizio, sia per quanto riguarda le fintech che vogliono costruire approcci più smart nella loro architettura, sia gli istituti tradizionali che desiderano aggiornare i loro sistemi informatici verso un modello cloud nativo. In particolare, quest’ultimo mercato presenta un grande potenziale in Italia, dato il permanere di soluzioni legacy basate su server proprietari e caratterizzate da una struttura rigida che non rispondono alle esigenze in continua evoluzione dei consumatori digitali».

Come si articola il vostro business model, in particolare il concetto di composable bank?

«La nostra piattaforma innanzitutto si configura come un ambiente neutrale per quanto riguarda il provider di cloud utilizzato. Attraverso la nostra suite di prodotti, è possibile sviluppare, con il linguaggio desiderato, strumenti digitali su misura per poi gestire il loro flusso e l’integrazione con i canali messi a disposizione della propria clientela e i sistemi gestionali sorgente. In particolare, offriamo un marketplace di componenti pronti all’uso forniti da un’ampia gamma di partner tecnologici, in cui si può andare a strutturare un intero paniere di servizi finanziari. Un esempio è il Payment integration hub, che integra diversi servizi di pagamento in modo tale da monitorare e ottimizzare l’intera filiera in questo ambito. Vi sono, poi, soluzioni per i servizi di onboarding, che operiamo in collaborazione con diversi partner a livello di  kyc e kyp. Abbiamo, inoltre un gateway per gestire in maniera sicura l’accesso via Api del flusso di dati e funzioni fra Mia-FinTech e il front-end dell’app del cliente. Infine, mettiamo a disposizione una piattaforma di scoring management allo scopo di erogare credito».

Focalizziamoci su quest’ultima linea di business; come si articola?

«Questo segmento del nostro marketplace lavora con fornitori di sistemi di valutazione e gestione del rischio. Il nostro cliente può accedere ai loro servizi e creare alcune regole e metodologie per rilasciare prestiti basandosi sui loro sistemi di scoring. Il tutto, poi, dopo essere stato orchestrato sul cloud, può essere richiamato nella app retail. È possibile all’interno di questo ambiente utilizzare algoritmi di intelligenza artificiale, intesi come co-pilot che aiutano a determinare l’ammontare e le condizioni degli impieghi che si andranno a creare. Un supporto, dunque, alla produzione e al testing del software. Ovviamente, si tratta di una linea di business molto importante per noi, data la necessità per il mondo delle Pmi italiane di accedere a finanziamenti in modo rapido e a buone condizioni in un ambiente, quello dei canali fisici, a volte restio a concederli».

continua a leggere