a cura di Mark William Lowe
Fino alla morte del presidente, Islam Karimov, nel 2016, in occidente l’Uzbekistan era noto soprattutto per la leggendaria città di Samarcanda, uno dei siti più importanti della Via della seta che attraversava l’Asia centrale, punto d’incrocio delle culture mondiali per oltre 2.500 anni. Una notevole fama l’aveva anche la strategia politica dell’autarchico dittatore, fatta di brogli elettorali e regole severe.
La nazione dell’Asia centrale di 34 milioni di abitanti, riconosciuta a livello internazionale come uno stato fortemente autoritario, era di scarso interesse per investitori e gestori di fondi. Tuttavia, dall’elezione del presidente Shavkat Mirziyoyev, nel dicembre 2016, l’attenzione per l’Uzbekistan è cresciuta rapidamente. L’economia del paese è in rapida espansione e, nonostante le difficoltà causate dalla pandemia di Covid-19, continua a conseguire risultati positivi.
Ciò è in gran parte dovuto alle riforme introdotte da Mirziyoyev e, in particolare, alla decisione di trasformare l’economia da un modello chiuso di stampo sovietico, in una di libero mercato. Il risultato immediato di queste riforme è stato un aumento considerevole della produzione e delle esportazioni, mentre il potenziale di crescita continua del Paese ha spinto il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e la Banca Asiatica di Sviluppo a prevedere persistenti miglioramenti. Sebbene le loro stime di incremento del Pil differiscano, tutte e tre le istituzioni si attendono nel 2022 una crescita superiore al 5%.
Una strategia radicale
Il secondo mandato di Mirziyoyev è il risultato di una schiacciante vittoria alle elezioni presidenziali dell’ottobre 2021 e ha assicurato la continuità della sua strategia di riforma dell’economica, della politica e della giustizia. Il piano generale del presidente è incentrato sulla trasformazione del Paese, che dovrebbe vedere il passaggio da un’economia dominata dallo stato a una in cui il settore privato diventa la forza trainante. Per accelerare il processo, il governo ha dato il via libera agli investimenti esteri e ha messo in atto una serie di iniziative volte a facilitare lo sviluppo del business in Uzbekistan.

