Dati macro della settimana. I primi arriveranno dalla Cina, seguirà martedì la pubblicazione dell’indice Zew in Germania e si chiuderà con l’inflazione in Giappone. AllianzGI

Oltre alla stagione di pubblicazione degli utili, che sta entrando nel vivo, i dati preliminari degli indici dei responsabili degli acquisti (PMI) di venerdì saranno probabilmente i dati economici più importanti della settimana.
L’interrogativo principale è se il protrarsi dei prezzi elevati dell’energia e l’incertezza politica in Francia e Germania abbiano compromesso il miglioramento del clima economico osservato negli ultimi mesi, oppure se altri fattori favorevoli alla crescita siano in grado di controbilanciarne gli effetti.
L’attenzione si concentrerà soprattutto sugli indici PMI dell’Eurozona, ma saranno diffusi dati analoghi anche in Giappone, nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Tra gli altri appuntamenti di rilievo figurano i dati sull’attività economica in Cina e quelli sull’inflazione in Giappone e nel Regno Unito.
I primi dati della settimana arriveranno lunedì dalla Cina.
Si prevede che a settembre la crescita della produzione industriale acceleri portandosi dal 5,2% al 5,3%, mentre la crescita delle vendite al dettaglio dovrebbe passare dallo 0,4% allo 0,5%.
Quanto al PIL del terzo trimestre, il consensus indica una crescita del 4,3%, la stessa del trimestre precedente. Martedì la banca centrale cinese fisserà i propri tassi di riferimento.
Indice Zew in Germania
In Germania martedì sarà pubblicato l’indice ZEW sulle aspettative economiche, seguito, giovedì, dai dati preliminari sulla fiducia dei consumatori nell’Eurozona. Nel Regno Unito, mercoledì l’attenzione sarà rivolta all’inflazione: l’inflazione complessiva dei prezzi al consumo si è attestata da ultimo al 3,1%, quella di fondo al 2,6%.
I dati sui prezzi al consumo in Giappone sono attesi per venerdì
Negli Stati Uniti giovedì saranno pubblicati i dati settimanali sulle richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione, mentre venerdì, oltre agli indici PMI, saranno resi noti i dati relativi all’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan (ultimo dato: 46,3).

