A colloquio con Vladimir Oleinikov Senior Quantitative Analyst di Generali Investments

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Per oltre un decennio l’America Latina è rimasta ai margini dei grandi flussi internazionali. Nel 2026 la direzione è cambiata. I fondi comuni e gli ETF azionari dedicati alla regione e domiciliati in Europa hanno raccolto 3,6 mld di usd netti (settembre 2025-settembre 2026). Quali i motivi alla base del rinnovato interesse?

Le azioni brasiliane sono salite di circa il 23% dall’inizio dell’anno, con circa 13 punti percentuali di tale rialzo concentrati intorno al primo turno delle elezioni presidenziali del 4 ottobre 2026. Nonostante il forte recupero, le valutazioni rimangono interessanti sia rispetto alla storia del Brasile sia rispetto ai mercati sviluppati.

Secondo le principali metriche di valutazione, tra cui price-to-earnings (P/E), price-to-book, price-to-cash-flow e dividend yield, le azioni brasiliane trattano con uno sconto aggregato di circa il 15% rispetto alle proprie medie storiche. A confronto, l’MSCI Emerging Markets (EM) presenta uno sconto del 6%, mentre l’MSCI EMU e l’S&P 500 trattano rispettivamente con premi del 17% e del 37%.

Anche sulla base del P/E corretto per il ciclo economico (CAPE), il Brasile tratta con uno sconto del 7% rispetto alla propria media storica, mentre l’MSCI EMU e l’S&P 500 registrano premi rispettivamente del 22% e del 53%.

L’MSCI Emerging Markets Latin America ha guadagnato più del 30% negli ultimi dodici mesi, superando sia l’MSCI World sia l’S&P 500 nello stesso periodo. Ritenete che le valutazioni siano ancora appetibili nonostante la forte accelerazione?

Su una base di P/E corretto per la crescita (growth-adjusted P/E), tuttavia, il Brasile appare meno interessante rispetto all’MSCI EM, con un multiplo di 1,2x contro 0,8x. Rimane comunque più attraente dell’MSCI EMU (1,5x) e sostanzialmente in linea con l’S&P 500 (1,1x). Nel complesso, il Brasile si colloca all’ottavo posto tra 50 mercati nella nostra classifica aggregata di valutazione dei Paesi, sebbene MSCI EM, Corea e Cina ottengano punteggi migliori.

Anche il contesto macroeconomico fornisce ulteriore supporto. Il Brasile beneficia di un quadro consolidato di politica monetaria, di istituzioni relativamente solide, di adeguate riserve esterne, di un sistema finanziario resiliente e di un’esposizione generalmente favorevole alle materie prime. La sua posizione di esportatore netto di petrolio offre inoltre una certa protezione dagli shock energetici esterni, anche se la dipendenza dalle importazioni di prodotti raffinati ne limita in parte il vantaggio.

Nonostante i 125 punti base di riduzione del tasso Selic dall’inizio dell’anno, il tasso d’interesse reale rimane tra i più elevati al mondo, lasciando spazio, a determinate condizioni, per ulteriori allentamenti della politica monetaria.

Guardando al futuro, le prospettive per le azioni brasiliane dipenderanno in parte dalla capacità della prossima amministrazione di rafforzare la credibilità fiscale, ridurre il premio per il rischio sovrano e favorire un graduale calo dei tassi d’interesse. Un simile scenario renderebbe il mercato azionario brasiliano ancora più interessante per gli investitori.