Van Eck lancia il primo Etf Ucits dedicato all’industria cinese dei semiconduttori. Salvatore Catalano, Head of Sales Italy di VanEck

Cina

La soluzione di investimento, già lanciato a luglio negli Stati Unit, è coerente con la filosofia dell’asset manager che, tramite strategie attive ed Etf, offre esposizioni “in maniera innovativa che generano valore aggiunto”, ha sottolineato Salvatore Catalano, head sales per l’Italia e director, business development France e Monaco di VanEck Europe, durante la presentazione del nuovo Etf alla stampa.

Un tratto distintivo

Fondata da John van Eck, convinto che l’inflazione mondiale avrebbe reso le miniere auree più promettenti delle aziende industriali e finanziarie e che nel 1968 spostò la maggior parte del portafoglio su titoli di società estrattive d’oro, in tempo per beneficiare del grande rialzo dell’oro degli anni Settanta, oggi l’asset manager, “conosciuto soprattutto per l’offerta di Etf tematici, ha visto dal 2023 sestuplicare le masse gestite in Europa”, ha commentato Catalano. In linea con la filosofia che ha caratterizzato lo sviluppo di soluzioni di investimento tese a individuare tendenze – economiche, tecnologiche, politiche e sociali, Van Eck ha lanciato sul mercato europeo VanEck China Semiconductor Ucits Etf, quotato su Euronext Milan.

L’Etf mira a replicare il più fedelmente possibile l’andamento in termini di prezzo e rendimento del MarketVector China Semiconductor 10% Capped Screened Index, che include società che generano almeno il 50% dei propri ricavi da semiconduttori o da apparecchiature per semiconduttori. La soluzione è stata pensata per offrire agli investitori un’esposizione “pure play” all’industria cinese dei semiconduttori, un comparto in cui la società è già presente dal 2020 e che oggi ha un patrimonio gestito di oltre 8 miliardi di dollari Usa.

Semiconduttori e AI

I semiconduttori sono alla base degli sviluppi nell’intelligenza artificiale e nelle tecnologie avanzate. “La Cina sta realizzando in questo ambito una filiera completamente indipendente, dalla progettazione alla produzione, fino all’assemblaggio dei chip. Eppure le società cinesi che operano in questo ambito non sono ancora rappresentate in un’allocazione convenzionale sui semiconduttori o in una più ampia sulla Cina”, è il commento di Martijn Rozemuller, Ceo Europe di VanEck.

La competizione tra Stati Uniti e Cina a livello tecnologico ha ripercussioni molto sensibili sull’industria dei semiconduttori. La volontà di Pechino, come annunciato nel 2020 dall’attuale presidente in carica, Xiu Jinping, di adottare la strategia della doppia circolazione punta a raggiungere l’autosufficienza nazionale (circolazione interna), pur mantenendo aperto il commercio globale.

La Cina vuole essere sempre più indipendente da un punto di vista tecnologico, soprattutto in questa fase di corsa all’intelligenza artificiale. Gli Stati Uniti hanno inasprito i controlli sull’export di semiconduttori (dal 2022, ampliati nel 2023 e 2024), con l’effetto di fare nascere un mercato protetto e sostenuto dal governo cinese: ogni fornitore estero escluso crea spazio per uno locale. “I data center senza Gpu Nvidia avanzati possono rivolgersi a Cambricon, gli impianti senza macchinari di Applied Materials o Lam Research a Naura”, ha spiegato Catalano.