Amundi e ICG rafforzano la loro partnership nei mercati privati con il lancio della prima strategia sviluppata congiuntamente. Si chiama Amundi ICG Global Private Equity Secondaries ed è un fondo evergreen dedicato al mercato secondario del private equity, progettato per ampliare l’accesso della clientela wealth a soluzioni d’investimento alternative.

Annunciato il 26 ottobre 2026, il nuovo strumento consente di investire attraverso la strategia di ICG specializzata nelle transazioni LP secondaries, offrendo esposizione a un portafoglio diversificato di società non quotate in Nord America ed Europa.

Il fondo ha già completato i primi investimenti in entrambe le aree geografiche.

Amundi e ICG: come funziona il nuovo fondo evergreen

Il fondo Amundi ICG Global Private Equity Secondaries è stato sviluppato per consentire agli investitori di accedere a portafogli di private equity già esistenti, anziché attendere il progressivo investimento del capitale tipico dei fondi tradizionali.

La strategia si concentra sulle operazioni di LP secondaries, nelle quali un investitore già presente in un fondo di private equity, definito Limited Partner, cede a un altro investitore la propria partecipazione e gli eventuali impegni di capitale ancora da versare.

Questo meccanismo permette di acquisire esposizione a fondi già avviati e a società non quotate con una storia operativa più consolidata.

L’obiettivo è offrire una maggiore visibilità sulle caratteristiche degli investimenti sottostanti e sui potenziali flussi di cassa, mantenendo un orientamento al rendimento di lungo periodo.

Private equity secondario: un mercato da 107 miliardi di euro

Il lancio della strategia arriva in una fase di forte sviluppo del mercato secondario del private equity.

Secondo i dati di Evercore, citati da Amundi e ICG, nel 2025 le transazioni LP secondaries hanno raggiunto il volume record di 107 miliardi di euro, registrando una crescita media annua del 15% negli ultimi dieci anni.

L’espansione del mercato riflette il crescente interesse per strumenti che permettono agli investitori di acquistare partecipazioni in portafogli già costituiti.

Rispetto agli investimenti primari, le operazioni secondarie possono offrire una maggiore conoscibilità degli asset sottostanti e una diversa distribuzione temporale dei flussi finanziari.

Si tratta tuttavia di investimenti che restano esposti ai rischi caratteristici dei mercati privati, tra cui illiquidità, valutazioni non immediate e possibili perdite di capitale.

Sottoscrizioni mensili e riscatti trimestrali: le caratteristiche del fondo

La struttura evergreen rappresenta uno degli elementi distintivi della nuova soluzione.

A differenza dei tradizionali fondi chiusi di private equity, che prevedono generalmente un ciclo di investimento e disinvestimento definito, il nuovo fondo è concepito per consentire una maggiore continuità nell’accesso alla strategia.

In particolare, il prodotto prevede:

  • Sottoscrizioni mensili, per consentire l’ingresso periodico degli investitori.
  • Riscatti trimestrali, soggetti a limitazioni e alle condizioni previste dalla documentazione del fondo.
  • Diversificazione geografica, con esposizione a società non quotate in Nord America ed Europa.
  • Investimenti in portafogli già esistenti, attraverso operazioni sul mercato secondario.
  • Accesso al deal flow di ICG, comprese opportunità storicamente rivolte soprattutto agli investitori istituzionali.

La possibilità di effettuare riscatti periodici non equivale, tuttavia, alla liquidità immediata tipica degli strumenti quotati.

Le condizioni di rimborso e gli strumenti di gestione della liquidità sono descritti nel prospetto del fondo.

In Italia, la sottoscrizione è riservata agli investitori professionali, come definiti dalla normativa MiFID.

La partnership tra Amundi e ICG punta sul wealth management

Il nuovo fondo combina le competenze dei due gruppi in ambiti complementari.

Da un lato, ICG mette a disposizione la propria esperienza nelle transazioni LP secondaries, il processo di selezione degli investimenti e l’accesso alle opportunità del mercato privato.

Dall’altro, Amundi contribuisce con le competenze nella strutturazione dei prodotti, nella conoscenza delle esigenze degli investitori e nella distribuzione.

La collaborazione punta così a sviluppare soluzioni in grado di rispondere alla crescente domanda di diversificazione nei portafogli della clientela wealth, anche attraverso strumenti alternativi ai mercati quotati.

Gardey e Levitt (ICG): «Un’opportunità storicamente riservata agli istituzionali»

Oliver Gardey e Ryan Levitt, co-portfolio manager di Amundi ICG Global Private Equity Secondaries presso ICG, sottolineano il valore dell’accesso a questa tipologia di investimenti.

«Siamo lieti di lanciare questo fondo, che consente agli investitori wealth di accedere alla strategia di ICG sulle transazioni LP secondaries nel private equity, un’opportunità storicamente riservata agli investitori istituzionali».

Secondo i due gestori, la strategia può rappresentare una componente significativa per determinati portafogli, grazie all’esposizione a un insieme diversificato di società non quotate negli Stati Uniti e in Europa.

Mortier (Amundi): «Un passo importante nella partnership»

Anche Vincent Mortier, Chief Investment Officer di Amundi, evidenzia la rilevanza strategica dell’operazione.

«Il lancio di questo primo fondo sviluppato congiuntamente da Amundi e ICG segna un passo importante nella partnership tra i due gruppi».

Mortier sottolinea inoltre l’ambizione comune di proporre soluzioni differenziate nei mercati privati, capaci di rispondere alle esigenze in evoluzione della clientela wealth.

Il debutto di Amundi ICG Global Private Equity Secondaries rappresenta dunque un nuovo passo nello sviluppo di strumenti che avvicinano il mondo del wealth management alle strategie tradizionalmente utilizzate dagli investitori istituzionali.

Il punto centrale resta la capacità di coniugare diversificazione, orizzonte di lungo periodo e consapevolezza dei rischi di illiquidità, elementi fondamentali quando si investe nei mercati privati.