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	<title>Interviste Archives - Future Investments</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 05 Oct 2026 14:33:30 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Giappone: rally azionario sostenuto da driver interni strutturali che vanno oltre la sola tecnologia</title>
		<link>https://fondiesicav.it/giappone-rally-azionario-sostenuto-da-driver-interni-strutturali-che-vanno-oltre-la-sola-tecnologia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 05:29:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Nikkei]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[Columbia Threadneedle Investments]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quali sono le opportunità che offre il mercato azionario giapponese? A colloquio con Daisuke Nomoto, Columbia Threadneedle Investments</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>A colloquio con Daisuke Nomoto, Global Head of Japanese Equities di <a href="https://www.linkedin.com/company/columbia-threadneedle-investments/home/" target="_blank" rel="noopener">Columbia Threadneedle Investments</a></h2>
<h2 align="JUSTIFY"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-96735 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/01/shutterstock_347583944-e1686212436428.jpg" alt="Giappone" width="600" height="400" /></h2>
<h2 align="JUSTIFY"></h2>
<h2 align="JUSTIFY"><b>Il <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/nikkei">Nikkei</a> è un indice con circa il 40% concentrato in semiconduttori e hardware. Tale quota significativa ne amplifica i progressi, ma lo espone ai rallentamenti degli investimenti tecnologici. A questi livelli delle quotazioni, come valutate e gestite questo rischio specifico?</b></h2>
<figure id="attachment_90194" aria-describedby="caption-attachment-90194" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-90194 size-thumbnail" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/03/Nomoto_Daisuke_ColumbiaThreadneedle_LR-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><figcaption id="caption-attachment-90194" class="wp-caption-text">Daisuke Nomoto</figcaption></figure>
<p align="JUSTIFY">La concentrazione del Nikkei nei settori dei semiconduttori e dell’hardware aumenta indubbiamente la sensibilità alle fluttuazioni della spesa tecnologica e al sentiment degli investitori riguardo all’intelligenza artificiale. Lo abbiamo visto chiaramente durante la rotazione di mercato di luglio, quando i timori sulla sostenibilità degli investimenti legati all’AI hanno innescato una brusca correzione dei titoli dei semiconduttori e hanno pesato fortemente sul Nikkei, mentre l’indice TOPIX, più ampio, si è dimostrato notevolmente più resiliente.</p>
<p align="JUSTIFY">Detto questo, riteniamo che sarebbe un errore considerare i titoli azionari giapponesi esclusivamente attraverso la lente della tecnologia. I recenti risultati delle grandi società tech statunitensi hanno contribuito ad alleviare i timori relativi alla domanda di investimenti nell’AI, mentre la spesa in corso per le infrastrutture di AI e i data center continua a sostenere le principali società giapponesi lungo tutta la catena di approvvigionamento dei semiconduttori. Molte di queste aziende rimangono leader globali con solide posizioni competitive e opportunità di crescita strutturale a lungo termine.</p>
<h3 align="JUSTIFY">Dal punto di vista del portafoglio, la gestione del rischio consiste nel mantenere una diversificazione tra i numerosi beneficiari della trasformazione economica del <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/giappone">Giappone.</a> Pur mantenendo l’esposizione a settori interessanti, come quello tecnologico e legato all’intelligenza artificiale, il nostro principale sovrappeso rimane il settore finanziario, integrato da posizioni nei settori industriale, sanitario e in società orientate al mercato domestico.</h3>
<p align="JUSTIFY">Gli istituti finanziari, in particolare, sono destinati a trarre vantaggio dall’uscita del Giappone dalla deflazione, dall’aumento dei tassi di interesse e dal miglioramento dei rendimenti del capitale. Il settore industriale è sostenuto dal rinnovamento delle infrastrutture e dallo sviluppo delle infrastrutture per i dati, che forniscono una fonte più equilibrata di crescita degli utili che va oltre il solo settore dei semiconduttori.</p>
<p align="JUSTIFY">È importante sottolineare che, come gestori attivi, ci concentriamo sui fondamentali delle società piuttosto che sulla composizione dell’indice. I periodi di volatilità nel settore tecnologico possono creare opportunità per investire in aziende di alta qualità con valutazioni più interessanti, mentre il ventaglio di opportunità sul mercato giapponese continua ad ampliarsi.</p>
<h2 align="JUSTIFY"><b>Al di là del peso della componente tecnologica legata all’AI, ritenete che il Nikkei possa contare sul contributo di forze strutturali per proseguire il trend rialzista?</b></h2>
<p align="JUSTIFY">A nostro avviso, l’aspetto più interessante dell’attuale equity story del mercato giapponese è che è sempre più sostenuta da fattori interni e strutturali, piuttosto che dalla sola tecnologia.</p>
<p align="JUSTIFY">Il Giappone sta attraversando una trasformazione pluriennale sostenuta dalla reflazione, dall’aumento dei salari, dal miglioramento della governance aziendale e da una più efficace allocazione del capitale. Dopo decenni di deflazione, <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/inflazione">l’inflazione</a> si è mantenuta al di sopra del target di lungo termine della BoJ e le trattative salariali annuali hanno portato ad alcuni degli aumenti più consistenti registrati negli ultimi decenni. Ciò sta contribuendo a creare un circolo virtuoso di crescita salariale, consumi e investimenti societari che è stato in gran parte assente dall’economia giapponese per molti anni.</p>
<h3 align="JUSTIFY">A livello aziendale, le riforme di governance continuano a migliorare la qualità del mercato. Le società si stanno concentrando sempre più sulla redditività, sul rendimento del capitale proprio e sulla creazione di valore per gli azionisti. La liquidità in eccesso viene restituita tramite dividendi e buyback, mentre le inefficienti partecipazioni incrociate stanno gradualmente scomparendo. Di conseguenza, la redditività delle imprese giapponesi è migliorata significativamente rispetto ai decenni precedenti.</h3>
<p align="JUSTIFY">Gli sviluppi politici e normativi offrono un ulteriore sostegno. Le aspettative di nuove riforme economiche, di un miglioramento degli standard di governance aziendale e di iniziative di investimento strategico in settori quali la sicurezza informatica, la tecnologia quantistica, la sicurezza energetica e le infrastrutture critiche dovrebbero rafforzare la fiducia degli investitori nel tempo.</p>
<p align="JUSTIFY">Le opportunità di investimento si stanno così ampliando. Nei cicli passati, la performance del mercato dipendeva in larga misura dai grandi esportatori che beneficiavano di uno yen debole. Oggi, invece, le società orientate al mercato domestico contribuiscono sempre più alla crescita degli utili, grazie al sostegno offerto dall’inflazione, dagli aumenti salariali e dal miglioramento della domanda dei consumatori. Come detto in precedenza, poi, il settore finanziario sta beneficiando della normalizzazione delle politiche monetarie, mentre stanno emergendo opportunità nei settori dell’automazione industriale, della digitalizzazione, della sanità e delle infrastrutture.</p>
<p align="JUSTIFY">Di conseguenza, sebbene le società legate all’intelligenza artificiale e ai semiconduttori continuino a contribuire in modo significativo alla performance del mercato, riteniamo che le ragioni di investimento a lungo termine per il Giappone siano sempre più trainate da una più ampia trasformazione strutturale dell’economia e del settore privato.</p>
<p align="JUSTIFY">Questo è il motivo per cui il Giappone si sta evolvendo da un’allocazione tattica a una componente strategica a lungo termine dei portafogli globali. Il miglioramento dei fondamentali del Paese, le valutazioni attraenti e la crescente diversificazione degli utili suggeriscono che l’attuale ciclo rialzista abbia basi che vanno ben oltre il solo settore tecnologico.</p>
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		<title>Mercati troppo hawkish sulle Banche centrali</title>
		<link>https://fondiesicav.it/mercati-hawkish-banche-centrali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pinuccia Parini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 11:10:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[tassi]]></category>
		<category><![CDATA[rendimenti]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[Ofi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa sta succedendo ai tassi di interesse e perché stanno salendo è la domanda che Fondi&#038;Sicav ha rivolto a Ombretta Signori, Head of Macroeconomic Research and Strategy di Ofi Investment AM</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Banche centrali: i mercati sono troppo hawkish. Cosa sta succedendo ai tassi di interesse e perché stanno salendo è la domanda che Fondi&amp;Sicav ha rivolto a Ombretta Signori, Head of Macroeconomic Research and Strategy di<a href="https://www.linkedin.com/company/ofi-invest-am/" target="_blank" rel="noopener"> Ofi Investment Asset Management</a></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-139607 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/bancheCentrali.jpg" alt="banche centrali" width="2500" height="1667" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/bancheCentrali.jpg 2500w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/bancheCentrali-300x200.jpg 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/bancheCentrali-1024x683.jpg 1024w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/bancheCentrali-1536x1024.jpg 1536w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/bancheCentrali-2048x1366.jpg 2048w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/bancheCentrali-150x100.jpg 150w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/bancheCentrali-696x464.jpg 696w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/bancheCentrali-1068x712.jpg 1068w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/bancheCentrali-1920x1280.jpg 1920w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/bancheCentrali-630x420.jpg 630w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/bancheCentrali-uai-720x480.jpg 720w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/01/bancheCentrali-uai-900x600.jpg 900w" sizes="(max-width: 2500px) 100vw, 2500px" /></p>
<p>“I tassi stanno salendo a livello globale per una serie di fattori che spingono al rialzo le scadenze più lunghe. Direi che si è dinnanzi a un cocktail di motivazioni. In primo luogo c’è un tema di natura fiscale: le politiche espansive delle economie avanzate hanno portato a un deterioramento dei conti pubblici. Sicuramente la situazione geopolitica ha provocato un aumento dei prezzi dell’energia che, a sua volta, alimenta l’inflazione e spinge al rialzo i tassi. Poi ci sono gli Stati Uniti, dove le ragioni vanno ricercate nella resilienza della crescita economica e negli elevati investimenti in Ai. A questi fattori si somma l’elevata offerta di emissioni obbligazionarie che dovrebbe invadere il mercato per finanziare il debito pubblico, ma anche gli hyperscaler, che stanno ricorrendo al mercato dei capitali per sostenere il loro capex. Si paventa quindi uno scenario in cui c’è la possibilità che si inneschi una vera e propria competizione tra governi e imprese per attrarre gli investitori”.</p>
<h2>L’economia reggerà tassi più elevati?</h2>
<p>“Probabilmente bisognerà attendere il prossimo anno per capirne gli effetti, ma, sino a ora, non si rileva alcun rallentamento nella crescita e negli investimenti in Ai. La forza degli Stati Uniti trova ragione anche nel fatto che è meno impattata dalla crisi energetica, essendo un paese netto esportatore di idrocarburi. Ciò che invece sorprende, in termini di resilienza, è l’Eurozona. Infatti, le stime del Pil erano state riviste al ribasso con lo scoppio della guerra nel Golfo, tanto da prospettare una recessione nel Vecchio continente. Così non è stato e, addirittura, il 2026 potrebbe concludersi con un aumento della crescita dell’1%, un livello molto vicino al potenziale. Tuttavia, quando si analizzano le voci del Pil, si percepisce che il contributo dei consumi privati e degli investimenti rimane ancora basso, segnale che rivela la debolezza delle due più grandi economie europee: Francia e Germania. Credo si possa addirittura parlare di decoupling tra il Nord e il Sud del continente, quest’ultimo trainato nel primo semestre soprattutto dalla Spagna; anche l’Italia non ha deluso, nonostante sia più esposta alla crisi energetica in Medio Oriente. Su Francia e Germania, invece, pesano i problemi domestici e un’incertezza di natura politica. Per la prima, in verità, la crescita dei primi sei mesi è stata negativa, mentre riguardo alla seconda, le speranze sono che il consistente piano di stimoli varato da Berlino vada ad alimentare la spesa pubblica per consumi finali nel prossimo futuro. Tuttavia, non ci attendiamo un’accelerazione del Pil di Eurozona nella seconda parte dell’anno a causa della crisi energetica, assumendo che la situazione gradualmente si normalizzi.”</p>
<h2>Cosa vi attendete dalla Bce?</h2>
<p>“Non pensiamo abbia finito di alzare il costo del denaro, una misura che riteniamo giustificata dal contesto generale: l’inflazione complessiva è salita e potrebbero esserci dei rialzi anche per la componente core in cui la voce servizi ha toccato il 3%. Non abbiamo ancora superato il picco dei prezzi al consumo e, di fatto, tassi al 2,5% non possono essere utilizzati per definire la politica monetaria della Bce come restrittiva. Quindi, ci attendiamo un altro aumento entro la fine dell’anno, a meno che la situazione geopolitica peggiori e alcune negoziazioni salariali richiedano un ulteriore intervento e porti i tassi al 3%. Ma, a dire la verità, pensiamo che i mercati siano troppo negativi in merito alle prossime mosse della Banca centrale.”</p>
<h2>E per quanto riguarda la Fed?</h2>
<p>“Nei commenti del presidente Kevin Warsh è emerso che, anche con un altro aumento dei tassi d’interesse, le condizioni monetarie in America probabilmente non sono restrittive. Ne consegue che, visto il livello elevato del Pce, che è il parametro di riferimento usato dalla Fed, ci attendiamo altri due rialzi, considerando anche il mercato del lavoro, per il momento è in equilibrio. Il nostro scenario centrale vede un tasso terminale a 4,5%, mentre il mercato, anche in questo caso è più negativo e si aspetta 4,75%-5%.”</p>
<h2>Questa visione sui tassi di interesse vi ha portato ad aumentare la duration nei portafogli?</h2>
<p>“Non nella situazione attuale perché il contesto è ancora incerto e potrebbe evolvere in modo binario, in senso positivo o negativo. Il driver principale, nel breve periodo, è la crisi energetica che riguarda non solo il petrolio, ma anche il gas e il diesel, su cui ad esempio non si sa se scatterà o meno il divieto di esportazione da parte degli Usa. Un numero elevato di investitori, soprattutto i cosiddetti “fast money”, sta scommettendo che i prezzi dei titoli obbligazionari scendano, ma perché la situazione cambi occorre un evento che cambi lo scenario.”</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il peso del ‘prezzo’ sull’indice Nikkei</title>
		<link>https://fondiesicav.it/prezzo-indice-nikkei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rocki Gialanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 09:10:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[prezzo]]></category>
		<category><![CDATA[Nikkei]]></category>
		<category><![CDATA[capitalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’indice è calcolato sulla base dei prezzi delle azioni e non sulla capitalizzazione di mercato delle aziende. Yuichi Murao, Senior Corporate Managing Director and Global Head of Japanese Equity Nomura</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em>Nikkei: l’indice è calcolato sulla base dei prezzi delle azioni e non sulla capitalizzazione di mercato delle aziende. Yuichi Murao, Senior Corporate Managing Director and Global Head of Japanese Equity <a href="https://www.linkedin.com/company/nomura/" target="_blank" rel="noopener">Nomura</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-145901 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2.jpg" alt="Value, Giappone" width="2000" height="1333" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2.jpg 2000w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2-300x200.jpg 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2-1024x682.jpg 1024w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2-1536x1024.jpg 1536w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2-150x100.jpg 150w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2-696x464.jpg 696w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2-1068x712.jpg 1068w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2-1920x1280.jpg 1920w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2-630x420.jpg 630w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2-uai-720x480.jpg 720w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2-uai-900x600.jpg 900w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<h2>Il Nikkei ha circa il 40% della propria ponderazione concentrato su semiconduttori e hardware. Se da un lato questa forte esposizione può amplificare i guadagni, dall’altro rende l’indice vulnerabile a un rallentamento degli investimenti tecnologici. Agli attuali livelli di valutazione, come valutate e gestite questo rischio specifico?</h2>
<p>Il rischio di concentrazione dell’indice Nikkei 225 è reale</p>
<p>Negli ultimi anni l’indice è stato trainato in larga misura dalle apparecchiature per semiconduttori, dai componenti elettronici e dai titoli industriali vincenti. Tuttavia, nel valutare la situazione fondamentale del mercato azionario giapponese, occorre tenere presenti le caratteristiche peculiari dell’indice: si tratta di un “indice ponderato per prezzo”, non di un “indice ponderato per capitalizzazione di mercato”.</p>
<h2><em>Ciò significa che l’indice è calcolato sulla base dei “prezzi delle azioni” dei suoi 225 componenti, anziché sul valore di mercato complessivo di ciascuna società. </em></h2>
<p>Di conseguenza, i titoli con prezzo elevato hanno un impatto sproporzionato sui movimenti dell’indice, anche se la loro capitalizzazione effettiva non è particolarmente elevata rispetto ad altre grandi società giapponesi.</p>
<p>In pratica, ciò genera un profilo di performance diverso da quello di indici come il TOPIX, ponderato per capitalizzazione di mercato e costruito su un universo d’investimento molto più ampio, di circa 1.600 titoli. Un movimento brusco di una manciata di high-priced, value-heavy stocks può spingere il Nikkei 225 al rialzo o al ribasso in misura significativa, per cui la performance dell’indice non sempre riflette l’andamento generale di fondo del mercato azionario giapponese.</p>
<h2><em>Negli ultimi anni l’indice è stato fortemente influenzato dall’andamento dei prezzi di un numero relativamente ristretto di titoli costosi, in particolare in settori come la tecnologia e i marchi di consumo. </em></h2>
<p>Si tratta di un aspetto importante per gli investitori quando valutano il rischio di concentrazione, l’esposizione settoriale e l’effettiva ampiezza di un rally di mercato. Di fatto, al 17 settembre 2026 la performance da inizio anno del Nikkei 225 è pari al 27,4%, contro il 20,1% del TOPIX nello stesso periodo.</p>
<p>Guardando alle prospettive degli ambiti legati alle tecnologie di intelligenza artificiale, una pausa negli investimenti in conto capitale a livello globale o una fase di assestamento della spesa in IA provocherebbe con ogni probabilità una volatilità dell’indice fuori misura.</p>
<p>Non mancano i fattori di preoccupazione che potrebbero ostacolare la crescita costante di questa nuova tecnologia: il volume senza precedenti di investimenti in conto capitale da parte degli hyperscaler, che accresce la domanda di capitale e, di conseguenza, i tassi di interesse. Esiste il timore legittimo che parti dell’attuale ciclo di investimenti nell’IA possano apparire gonfiate da strutture di vendor financing, anziché sostenute unicamente da una reale visibilità della domanda finale.</p>
<p>Anche la carenza di approvvigionamento o gli elevati costi dell’energia necessaria per far funzionare enormi data center, la concorrenza di LLM a basso costo e i rischi geopolitici o esistenziali legati all’IA stanno diventando preoccupazioni concrete. Detto ciò, occorre fare attenzione a non diventare eccessivamente pessimisti sul futuro dell’IA sulla base di questi timori. Nella maggior parte delle fasi di sviluppo tecnologico, il finanziamento dell’innovazione arriva per primo, perché le infrastrutture sono costose e strategiche.</p>
<p>La questione analitica chiave è se la diffusione sia sostenuta da un utilizzo a valle misurabile, da potere di prezzo e da intensità dei carichi di lavoro, oppure se gli asset vengano installati più rapidamente di quanto si formi una domanda economicamente produttiva. Il rischio, ovvero la sensibilità degli utili, varia tra le società che operano a diversi livelli della catena di fornitura.</p>
<p>Per questo occorre gestire tale rischio sottoponendo le posizioni in portafoglio a stress test basati su ipotesi di prezzi più deboli, investimenti posticipati e minori tassi di utilizzo. In questi processi di verifica vengono integrate anche considerazioni di valutazione, al fine di determinare il posizionamento su ciascuna società. Le società con valutazioni eccessive andrebbero evitate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Al di là del contributo del settore tecnologico e dei temi legati all’IA, ritenete che il Nikkei possa contare su fattori strutturali in grado di sostenere la prosecuzione del trend rialzista?</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al di là dell’IA e della tecnologia, riteniamo che il mercato azionario giapponese possa ancora contare su fattori di sostegno strutturali. In primo luogo, il ciclo di reflazione interna del Giappone appare più duraturo rispetto ai decenni precedenti.</p>
<h2><em>Le imprese devono affrontare le sfide dell’invecchiamento della popolazione effettuando con costanza investimenti in conto capitale per compensare la carenza di manodopera, mentre al contempo si registra una crescita salariale più sostenuta per le famiglie. </em></h2>
<p>Questo cambiamento è legato anche al cosiddetto “metabolismo industriale”, con un numero crescente di lavoratori che si sposta da settori maturi e saturi verso settori in crescita e più redditizi. In secondo luogo, le riforme in materia di governance ed efficienza del capitale restano importanti motori del mercato azionario.</p>
<p>Nel luglio 2026 il Japan Exchange Group ha rivisto il Codice di Corporate Governance, e l’agenda di riforme più ampia continua a spingere le società verso una maggiore responsabilità dei consigli di amministrazione, l’ottimizzazione dei bilanci, payout più elevati e riacquisti di azioni proprie.</p>
<h2><em>La caratteristica più rilevante di questa revisione è l’attenzione all’efficienza del capitale in funzione della crescita futura. </em></h2>
<p>Ciò è in linea con le Linee guida fondamentali del governo in materia di politica economica e di bilancio e di riforme (Basic Policy on Economic and Fiscal Management and Reform), che prevedono investimenti in conto capitale per 370.000 miliardi di yen in 17 settori strategici entro il 2040.</p>
<p>Si tratta di un elemento particolarmente positivo in Giappone, poiché le opportunità si estendono ben oltre il segmento large cap del mercato legato all’IA. Esistono numerose opportunità d’investimento al di fuori del Nikkei 225, dove è possibile individuare moltissimi titoli sottovalutati, trascurati dagli investitori che considerano il Giappone semplicemente come una delle tante destinazioni per investire nell’IA.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mercato giapponese: dove trovare valore?</title>
		<link>https://fondiesicav.it/mercato-giapponese-dove-trovare-valore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 05:30:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondiesicav.it/?p=187257</guid>

					<description><![CDATA[<p>Più che affidarci alla composizione del Nikkei, guardiamo alla trasformazione del mercato giapponese attraverso diverse strategie. A colloquio con Gioja, Plenisfer Investments SGR</p>
<p>The post <a href="https://fondiesicav.it/mercato-giapponese-dove-trovare-valore/">Mercato giapponese: dove trovare valore?</a> appeared first on <a href="https://fondiesicav.it">Future Investments</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1elementToProof">A colloquio con Carlo Gioja, Senior Portfolio Manager Equity di <a href="https://www.linkedin.com/company/plenisfer/posts/" target="_blank" rel="noopener">Plenisfer Investments SGR</a></h2>
<div><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-139863 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Giappone.png" alt="" width="652" height="538" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Giappone.png 652w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Giappone-300x248.png 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Giappone-150x124.png 150w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/02/Giappone-509x420.png 509w" sizes="(max-width: 652px) 100vw, 652px" /></div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<h2 class="v1elementToProof"><b>Il <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/nikkei">Nikkei</a> è un indice con circa il 40% concentrato in semiconduttori e hardware. Tale quota significativa ne amplifica i progressi, ma lo espone ai rallentamenti degli investimenti tecnologici. A questi livelli delle quotazioni, come valutate e gestite questo rischio specifico?</b></h2>
<div class="v1elementToProof">
<figure id="attachment_187258" aria-describedby="caption-attachment-187258" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-187258" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/Carlo-Gioja-2-300x242.jpg" alt="" width="300" height="242" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/Carlo-Gioja-2-300x242.jpg 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/Carlo-Gioja-2-1024x826.jpg 1024w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/Carlo-Gioja-2-1536x1239.jpg 1536w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/Carlo-Gioja-2-2048x1652.jpg 2048w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/Carlo-Gioja-2-350x282.jpg 350w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/Carlo-Gioja-2-scaled.jpg 2560w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-187258" class="wp-caption-text">Carlo Gioja</figcaption></figure>
<p class="v1elementToProof">In Plenisfer investiamo con un approccio attivo del tutto svincolato dagli indici, partendo dalla selezione di opportunità specifiche. Per questo, più che ragionare in termini di esposizione al <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/giappone">Giappone</a> o al Nikkei, riteniamo importante definire quale esposizione vogliamo avere alla filiera dell&#8217;AI e selezionare le società che ne sono gli abilitatori, indipendentemente dal Paese in cui sono quotate.</p>
<p class="v1elementToProof">È così che monitoriamo anche il rischio: non tanto come rischio di indice o di Paese, quanto come rischio industriale, legato alla sostenibilità degli investimenti degli <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/hyperscaler">hyperscaler,</a> al ciclo dei semiconduttori e al posizionamento competitivo delle singole aziende.</p>
</div>
<div class="v1elementToProof">
<h3 class="v1elementToProof">In Giappone troviamo, in particolare, alcuni abilitatori tecnologici con posizioni di leadership globale. Sono società che forniscono componenti, apparecchiature e tecnologie essenziali per l&#8217;intera catena del valore e che possono quindi beneficiare della crescita strutturale della domanda.</h3>
</div>
<div class="v1elementToProof">
<p class="v1elementToProof">La gestione del rischio parte innanzitutto dalla qualità delle aziende e la nostra esposizione è oggi limitata a pochissimi nomi di elevata qualità, caratterizzati da alte barriere all&#8217;ingresso, posizioni competitive difficilmente replicabili e capacità di generare elevati ritorni sul capitale anche oltre il ciclo. È un elemento particolarmente importante in una fase come quella attuale, in cui la rivoluzione dell&#8217;AI sta sostenendo un vero e proprio superciclo degli investimenti tecnologici, ma non possiamo assumere che questa fase rimanga invariata per sempre.</p>
</div>
<div class="v1elementToProof">
<p class="v1elementToProof">A questo si aggiunge naturalmente l&#8217;attenzione alle valutazioni. Continuiamo a monitorare i fondamentali con un approccio molto selettivo e, soprattutto in una fase in cui l&#8217;entusiasmo verso l&#8217;AI è elevato, cerchiamo di sottoporli a un esame particolarmente rigoroso. La domanda che ci poniamo non è soltanto quanto possa ancora crescere il ciclo, ma quali aziende abbiano la capacità di rimanere profittevoli e difendibili anche quando il ciclo cambia.</p>
</div>
<div class="v1elementToProof">
<h2 class="v1elementToProof"><b>Al di là del peso della componente tecnologica legata all&#8217;AI, ritenete che il Nikkei possa contare sul contributo di forze strutturali per proseguire il trend rialzista?</b></h2>
</div>
<div class="v1elementToProof">
<p class="v1elementToProof">Riteniamo interessanti alcune trasformazioni strutturali che stanno modificando il mercato azionario giapponese e creando nuove opportunità di selezione.</p>
</div>
<div class="v1elementToProof">
<p class="v1elementToProof">Le riforme del mercato dei capitali avviate nell&#8217;ultimo decennio hanno già prodotto risultati significativi. Una prima fase ha portato a una rivalutazione dei price-to-book delle società giapponesi, accompagnata da maggiore attenzione alla governance e alla redditività del capitale, alla trasparenza e all&#8217;efficienza nell&#8217;impiego della liquidità. Questo processo ha interessato soprattutto le large cap, che sono state le prime a beneficiare del rerating.</p>
</div>
<div class="v1elementToProof">
<h3 class="v1elementToProof">Oggi, però, riteniamo che la dispersione dei ROE renda ancora più importante il lavoro di selezione. Il prossimo passo del processo di valorizzazione potrebbe infatti riguardare un universo molto più ampio di società: il mercato giapponese comprende circa 2.000 aziende, molte delle quali di medie dimensioni, meno coperte dagli investitori internazionali e ancora poco valorizzate nonostante la qualità dei loro business.</h3>
</div>
<div class="v1elementToProof">
<p class="v1elementToProof">Non si tratta necessariamente di individuare i settori in cui investire, ma di cercare aziende specifiche il cui potenziale di crescita del ROE, miglioramento della governance o utilizzo più efficiente del capitale non sia ancora pienamente riflesso nelle valutazioni. È un universo che comprende anche società completamente estranee al tema dell&#8217;AI.</p>
</div>
<div class="v1elementToProof">
<p class="v1elementToProof">Un altro elemento strutturale è la crescente presenza dei fondi attivisti. Dieci anni fa sarebbe stato difficile immaginare l&#8217;attuale livello di pressione da parte degli investitori per migliorare allocazione del capitale, governance e valore per gli azionisti. Oggi l&#8217;attivismo è diventato un elemento concreto del mercato giapponese e può contribuire ad accelerare processi di trasformazione che prima procedevano molto più lentamente.</p>
</div>
<div class="v1elementToProof">
<p class="v1elementToProof">A questo si aggiunge una dinamica legata alla successione nelle numerose aziende familiari giapponesi, che può favorire una maggiore apertura del mercato alle operazioni di private equity e ai cambiamenti negli assetti proprietari. Anche questo può diventare un catalizzatore di valorizzazione.</p>
</div>
<div class="v1elementToProof">
<p class="v1elementToProof">Per questo, più che affidarci alla composizione del Nikkei, guardiamo alla trasformazione del mercato giapponese attraverso diverse lenti e strategie: dai &#8220;compounders&#8221; alle &#8220;special situations&#8221;, cercando opportunità che emergano dalla combinazione di qualità del business, miglioramento della governance, evoluzione del capitale e valutazioni ancora non pienamente rappresentative del potenziale delle singole società.</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Giappone: le riforme aziendali vanno oltre la spinta dell’IA</title>
		<link>https://fondiesicav.it/giappone-riforme-aziendali-vanno-ia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rocki Gialanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 10:10:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[julius baer]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ristrutturazione delle società nipponiche passa attraverso una combinazione di fattori favorevoli al mercato. Louis Chua, Equity Research Analyst Asia, Julius Baer</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La ristrutturazione delle società nipponiche passa attraverso una combinazione di fattori favorevoli al mercato. A colloquio con Louis Chua, Equity Research Analyst Asia, <a href="https://www.linkedin.com/company/julius-baer/" target="_blank" rel="noopener">Julius Baer</a></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-114206 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/03/Giappone093-scaled-e1698135876513.jpg" alt="Giappone" width="600" height="400" /></p>
<h2>Il Nikkei è un indice ,olto concentrato in semiconduttori e hardware. Tale quota significativa ne amplifica i progressi, ma lo espone ai rallentamenti degli investimenti tecnologici. A questi livelli delle quotazioni, come valutate e gestite questo rischio<br />
specifico?</h2>
<p>Circa il 55% dei titoli che compongono l&#8217;indice Nikkei 225 sono titoli tecnologici. Di conseguenza, il Nikkei 225 presenta un&#8217;elevata correlazione con gli sviluppi nel campo dell&#8217;intelligenza artificiale (IA) e con il sentiment del mercato nei confronti dell&#8217;IA. Detto questo, rimaniamo fiduciosi riguardo al ruolo delle principali aziende giapponesi nell’accelerazione dello sviluppo globale delle infrastrutture per l’IA, che rimane solido e sostenuto da una domanda reale. Di fronte alla rapida crescita degli investimenti nelle infrastrutture dei data center da parte dei principali hyperscaler, vediamo persistenti carenze di offerta che sostengono una forte crescita dei ricavi e un elevato potere di determinazione dei prezzi in diversi segmenti chiave della filiera dell’IA, in molti dei quali sono attive aziende giapponesi, almeno fino alla fine del 2027.</p>
<p>Sebbene prevediamo che i titoli legati all’IA continueranno ad affrontare una volatilità nel breve termine, rimaniamo positivi sul Giappone, privilegiando un’esposizione equilibrata a tecnologia, banche e settori domestici, in un contesto caratterizzato dai rialzi dei tassi della BOJ, da utili solidi, da remunerazioni agli azionisti e dalle continue riforme societarie.</p>
<p>Riteniamo che lo slancio delle riforme aziendali in Giappone si stia rafforzando, sostenuto dalle iniziative in corso della Borsa di Tokyo (TSE) e da una potenziale agevolazione fiscale che consentirebbe alle aziende di differire l&#8217;imposta sulle società del 30% sui proventi derivanti dalla vendita di attività non strategiche. In combinazione con l’aumento dell’attività degli azionisti attivisti e con il livello record di riacquisti di azioni proprie e di crescita dei dividendi, queste riforme potrebbero accelerare la ristrutturazione, migliorare l’efficienza del capitale e il Return on Equity (ROE) e sostenere il mercato azionario giapponese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Come valutate l’operato della BoJ in questa delicata fase di mercato?</h2>
<p>In una decisione ampiamente attesa, la Bank of Japan (BOJ) ha aumentato il proprio tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo all’1,25%. Sebbene l’aumento dei tassi fosse in linea con le aspettative del mercato, riteniamo che la decisione presa con una maggioranza di 7 voti contro 2 e i commenti della BOJ suggeriscano che il messaggio della BOJ non appaia sufficientemente restrittivo.</p>
<p>Notiamo, dalla dichiarazione pubblicata dalla BOJ il 18 settembre 2026, “Change in the Guideline for Money Market Operations”, che i due membri dissenzienti erano Asada Toichiro e Sato Ayano, entrambi nominati dal governo giapponese nel febbraio di quest’anno. Ciò potrebbe indicare una persistente resistenza a tassi più elevati da parte dell’amministrazione Takaichi, anche in presenza di pressioni politiche da parte degli Stati Uniti affinché il Giappone adotti una politica monetaria più restrittiva.</p>
<p>Attualmente, rileviamo che la valutazione di settembre conferma in larga misura la valutazione di base dell’economia formulata dalla BOJ a luglio, in particolare per quanto riguarda l’inflazione CPI sottostante. A nostro avviso, i rischi al rialzo per l’inflazione derivanti dagli elevati prezzi del petrolio e dagli effetti di secondo impatto legati al trasferimento da parte delle aziende dei maggiori costi sui prezzi sono elementi chiave da monitorare, e questi sarebbero sostenuti dal miglioramento della dinamica degli aumenti dei salari reali quest’anno.</p>
<p>Guardando al futuro, prevediamo altri tre rialzi dei tassi da parte della BOJ, fino a raggiungere un tasso terminale del 2,00% a luglio 2027.</p>
<p>Considerando la nostra aspettativa di un ritmo di restrizione della politica monetaria più rapido rispetto a quello previsto dal mercato, riteniamo che le banche giapponesi presentino un interessante rapporto rischio-rendimento nel comparto azionario, poiché tassi più elevati non sono ancora pienamente incorporati nei prezzi. Preferiamo le principali banche giapponesi rispetto alle banche regionali più piccole, che sono esposte sia a tassi più elevati sia a una maggiore crescita dei prestiti.</p>
<p>Pur riconoscendo che potrebbero esserci alcune preoccupazioni riguardo all’impatto di uno yen più forte sui titoli azionari giapponesi, riteniamo che un yen più forte non sia necessariamente un fattore ribassista per i titoli azionari, dato che oggi gli utili delle società giapponesi sono meno sensibili alle fluttuazioni valutarie. Riteniamo che ciò sia il risultato di cambiamenti strutturali avvenuti nel tempo nei settori giapponesi, tra cui il crescente trasferimento della produzione all’estero da parte delle aziende giapponesi, il calo del tasso di rimpatrio degli utili societari realizzati all’estero e i vantaggi competitivi dei principali esportatori giapponesi, sempre più determinati dai fondamentali sottostanti delle attività piuttosto che dai differenziali valutari. In ogni caso, sottolineiamo che, sulla base dei risultati del primo trimestre dell’esercizio fiscale che termina a marzo 2027 (Q1 FY3/2027), il cambio medio USD/JPY di 153 ipotizzato dalle aziende rimane prudente e al di sotto dei livelli spot attuali.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Giappone: oltre le distorsioni del Nikkei 225</title>
		<link>https://fondiesicav.it/giappone-oltre-le-distorsioni-del-nikkei-225/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 05:56:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Nikkei]]></category>
		<category><![CDATA[Topix]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[jupiter am]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché il mercato giapponese offre nuove opportunità al di là dei vecchi indici di prezzo. A colloquio con Dan Carter di Jupiter AM </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><i>A colloquio con Dan Carter, Investment Manager Japanese Equities di <a href="https://www.linkedin.com/company/jupiter-asset-management/posts/" target="_blank" rel="noopener">Jupiter AM</a></i></h2>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-145901 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2.jpg" alt="Value, Giappone" width="2000" height="1333" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2.jpg 2000w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2-300x200.jpg 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2-1024x682.jpg 1024w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2-1536x1024.jpg 1536w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2-150x100.jpg 150w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2-696x464.jpg 696w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2-1068x712.jpg 1068w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2-1920x1280.jpg 1920w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2-630x420.jpg 630w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2-uai-720x480.jpg 720w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Giappone2-uai-900x600.jpg 900w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<h2>Il <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/nikkei">Nikkei</a> è un indice con circa il 40% concentrato in semiconduttori e hardware. Tale quota significativa ne amplifica i progressi ma lo espone ai rallentamenti degli investimenti tecnologici. A questi livelli delle quotazioni, come valutate e gestite questo rischio specifico?</h2>
<p data-path-to-node="0">Il Nikkei 225 è un indice ponderato per il prezzo, non per la capitalizzazione di mercato. Questo significa che i titoli con un prezzo per azione più alto hanno un peso maggiore, indipendentemente dal valore complessivo della società.</p>
<figure id="attachment_187236" aria-describedby="caption-attachment-187236" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-187236" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/Dan-Carter-300x282.jpg" alt="" width="300" height="282" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/Dan-Carter-300x282.jpg 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/Dan-Carter-350x329.jpg 350w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/Dan-Carter.jpg 850w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-187236" class="wp-caption-text">Dan Carter</figcaption></figure>
<p data-path-to-node="1">Questo genera forti distorsioni. Ad esempio, Fast Retailing (proprietaria di UniQlo) pesa circa il 9% dell&#8217;indice, mentre Sony pesa solo l&#8217;1%, nonostante Sony abbia una capitalizzazione di mercato, ricavi e utili netti notevolmente superiori.</p>
<h3 data-path-to-node="2">Per questo motivo, i gestori non utilizzano il Nikkei 225 come benchmark, preferendo il <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/topix">Topix,</a> che è ponderato per la capitalizzazione di mercato e corretto per il flottante. L&#8217;esposizione al Nikkei tramite futures richiede quindi molta più attenzione da parte degli investitori rispetto a un investimento basato sul Topix.</h3>
<p>Il punto più generale, ovvero che il mercato <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/giappone">giapponese,</a> anche nella forma dell’indice Topix costruito in modo più razionale, sia stato sostenuto in misura significativa dalla performance del comparto tecnologico, merita l’attenzione degli investitori. I beneficiari dello sviluppo delle infrastrutture necessarie all’intelligenza artificiale hanno registrato buone performance per oltre un anno ma questo fenomeno non riguarda esclusivamente le tradizionali società “tech”, come i produttori di chip e di apparecchiature per la produzione di semiconduttori.</p>
<p>Sempre più spesso, le società giapponesi che producono componenti elettronici, macchinari e prodotti chimici stanno constatando che la domanda legata ai data center per l’AI è diventata il principale driver dei loro ricavi. La sfida per gestori come noi consiste nel comprendere l’effettiva esposizione a questo flusso di ricavi, indipendentemente dall’attività principale dichiarata di ciascuna società.</p>
<h2>Al di là del peso della componente tecnologica legata all’AI, ritenete che il Nikkei possa contare sul contributo di forze strutturali per proseguire il trend rialzista?</h2>
<p>Guardando oltre il comparto tecnologico, i titoli giapponesi presentano numerosi elementi di interesse. Per decenni il Giappone è stato una trappola del valore: valutazioni basse, scarso interesse da parte degli investitori e, a ragione, poco apprezzato. Ora questo sta cambiando. Una rivoluzione culturale silenziosa, sostenuta dal governo, dalla Borsa di Tokyo e dal colosso previdenziale GPIF, ha trasformato l’azionista, un tempo relegato in secondo piano, in un interlocutore centrale per le società. La redditività, un tempo considerata quasi motivo di imbarazzo, è oggi vista come un elemento di interesse nazionale; accumulare liquidità non è più considerato sinonimo di prudenza ma un freno al rinnovamento del Paese.</p>
<h3>I conglomerati blue-chip stanno dismettendo divisioni poco dinamiche per concentrarsi su ciò che sanno fare meglio, mentre dividendi e buy-back vengono distribuiti con una frequenza che non si vedeva da decenni. Gli investitori se ne sono accorti. Le famiglie giapponesi, segnate dal crollo della bolla di trent’anni fa, stanno tornando a interessarsi al mercato azionario ora che l’inflazione minaccia il potere d’acquisto della liquidità.</h3>
<p>Gli investitori esteri, alle prese con valutazioni elevate negli Stati Uniti e con i rischi legati alla Cina, trovano in Giappone un mix raro: prezzi ragionevoli, una relativa stabilità politica e un settore corporate che sta finalmente facendo ordine al proprio interno. Un ulteriore elemento di attrattiva è rappresentato dal ruolo del Giappone nella filiera dell’intelligenza artificiale: le sue società attive nelle apparecchiature e nei materiali per la produzione di chip sono diventate improvvisamente indispensabili, anziché semplicemente competitive.</p>
<h3>Tutto questo ha conseguenze per i portafogli. I capitali che un tempo sarebbero confluiti quasi automaticamente sui mercati statunitensi si stanno orientando verso una maggiore diversificazione, e una parte di questi flussi sta arrivando a Tokyo. Il Giappone offre inoltre un’esposizione indiretta alla crescita asiatica più sicura sotto il profilo geopolitico rispetto a un’esposizione diretta alla Cina.</h3>
<p>L’ultimo elemento di incertezza riguarda la politica monetaria. L’aumento dei rendimenti e un’inflazione persistente, seppure in fase di moderazione, indicano la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Bank of Japan; il principale dibattito tra gli economisti riguarda soprattutto il ritmo di questi interventi. Lo yen, rimasto debole per anni nonostante i differenziali dei tassi reali suggerissero il contrario, ha iniziato a mostrare segnali di rafforzamento mentre Washington e Tokyo manifestano un’insolita determinazione a sostenerne il valore. Gli interventi sul mercato valutario raramente producono effetti duraturi, tuttavia questa volta i fondamentali potrebbero finalmente giocare a favore.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nikkei: non solo tecnologia ma anche driver strutturali</title>
		<link>https://fondiesicav.it/nikkei-tecnologia-driver-strutturali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rocki Gialanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 11:10:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Amundi]]></category>
		<category><![CDATA[utili]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondiesicav.it/?p=187222</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Giappone sta diventando una storia più ampia di rivalutazione, sostenuta da utili, governance, pricing power e crescita economica. A colloquio con Hiromi Ishihara, Head of Equity Japan di Amundi</p>
<p>The post <a href="https://fondiesicav.it/nikkei-tecnologia-driver-strutturali/">Nikkei: non solo tecnologia ma anche driver strutturali</a> appeared first on <a href="https://fondiesicav.it">Future Investments</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Giappone sta diventando una storia più ampia di rivalutazione, sostenuta da utili, governance, pricing power e crescita economica. A colloquio con Hiromi Ishihara, Head of Equity Japan di <a href="https://www.linkedin.com/company/amundi-/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">Amundi</a></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-thumbnail wp-image-187225 alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/ishihara-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/ishihara-150x150.jpg 150w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/ishihara-348x348.jpg 348w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></p>
<h2>Il Nikkei è un indice con circa il 40% concentrato in semiconduttori e hardware. Tale quota significativa ne amplifica i progressi, ma lo espone ai rallentamenti degli investimenti tecnologici. A questi livelli delle quotazioni, come valutate e gestite questo rischio<br />
specifico?</h2>
<p>Le azioni giapponesi sono state fortemente sostenute dal ciclo dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori. Il peso consistente delle aziende legate all’IA all’interno del Nikkei ha chiaramente trainato la performance, ma al tempo stesso rende l’indice più esposto a un eventuale rallentamento degli investimenti nel settore tecnologico, rispetto al mercato nel suo complesso. Ai livelli di valutazione attuali, non descriverei questa situazione come un rischio diffuso di bolla. Il tema più rilevante è piuttosto la concentrazione: un gruppo relativamente ristretto di azioni continua a rappresentare una quota sproporzionata del rialzo dell’indice e, di conseguenza, anche del suo ribasso, qualora lo slancio degli utili dovesse indebolirsi.</p>
<p>Detto questo, l’esposizione al settore tecnologico è più ampia dei soli vincitori diretti dell’IA. Il Nikkei comprende anche aziende più a monte della catena del valore dei semiconduttori, come quelle attive nei materiali tecnici avanzati e in altri componenti abilitanti. Si tratta di un aspetto importante perché il ciclo dell’IA non si esaurisce con la spesa in conto capitale degli hyperscaler, ma si estende all’intero ecosistema. Dal punto di vista degli investimenti, l’approccio corretto non consiste nell’accantonare il tema, bensì nel distinguere tra le aziende con una solida capacità strutturale di generare utili e quelle semplicemente esposte all’andamento di breve periodo. In un mercato più attento alle valutazioni, la selettività è fondamentale.</p>
<h2>Al di là del peso della componente tecnologica legata all’AI, ritenete che il Nikkei possa contare sul contributo di forze strutturali per proseguire il trend rialzista?</h2>
<p>Al di là dell’IA, diversi fattori strutturali continuano a sostenere le azioni giapponesi nel medio-lungo periodo. Gli utili restano solidi e l’ultima stagione delle trimestrali è stata costruttiva in diversi settori, con i nomi legati all’IA ancora in testa ma con una partecipazione più ampia. Sul piano geopolitico, il Giappone finora è riuscito a contenere le principali perturbazioni delle catene di fornitura, anche se le pressioni sui costi restano presenti. Il pricing power sta quindi diventando un elemento di differenziazione sempre più importante. Le società in grado di trasferire l’aumento dei costi ai clienti — o, meglio ancora, di riprezzare grazie a innovazione, qualità del servizio e guadagni di produttività — meritano multipli di qualità più elevati.</p>
<p>Anche la seconda fase della riforma del TOPIX resta sottovalutata. Il prossimo ribilanciamento ordinario potrebbe porre circa 680 aziende in una fase transitoria. Nel tempo, ciò potrebbe ridurre il numero di componenti del TOPIX a poco meno di 1.000. Insieme alla revisione del Corporate Governance Code, questo va nella direzione di una maggiore efficienza del capitale e una pressione crescente sulle aziende meno performanti affinché migliorino o escano dal listino.</p>
<p>Anche il contesto macroeconomico è altrettanto favorevole. La domanda di investimenti in beni strumentali dovrebbe rimanere solida, sostenuta da investimenti orientati a migliorare la produttività, dalla domanda di sostituzione di macchinari obsoleti e da una più ampia spinta verso una maggiore efficienza operativa. Se la strategia di crescita del nuovo governo sarà attuata con rigore di bilancio, ciò potrebbe trasformarsi in un vero e proprio fattore favorevole di tipo strutturale, anziché essere un impulso di politica economica di breve durata. Il Giappone beneficia dunque non solo del ciclo tecnologico globale, ma anche dei propri driver di crescita interni.</p>
<p>Per gli investitori attivi, è proprio per questo che il Giappone non andrebbe osservato soltanto attraverso la lente del Nikkei. Il mercato più ampio offre un ventaglio di opportunità più esteso, soprattutto nei settori industriali orientati al mercato domestico, nei beni strumentali, nelle infrastrutture, nella resilienza delle catene di fornitura e in alcune azioni SMID cap selezionate. In sintesi, il Giappone non è più soltanto un tema legato a IA e semiconduttori. Sta diventando una storia più ampia di rivalutazione, sostenuta da utili, governance, pricing power e crescita economica interna — ed è questo a renderlo interessante come opportunità di diversificazione per gli investitori globali.</p>
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		<title>Perché credere nella crescita del Giappone</title>
		<link>https://fondiesicav.it/perche-credere-nella-crescita-del-giappone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 05:55:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Generali Investments]]></category>
		<category><![CDATA[Takaichi]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Nikkei]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'indice Nikkei è pronto a correre fino a 75.000 punti. A colloquio con Michele Morganti di Generali Investments</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>A colloquio con Michele Morganti, Equity Strategist di <a href="https://www.linkedin.com/company/generali-investments/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener">Generali Investments</a></h2>
<h2><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-185458 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/07/Giappone.png" alt="" width="764" height="672" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/07/Giappone.png 764w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/07/Giappone-300x264.png 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/07/Giappone-350x308.png 350w" sizes="(max-width: 764px) 100vw, 764px" /><br />
Il <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/nikkei">Nikkei</a> è un indice con circa il 40% concentrato in semiconduttori e hardware. Tale quota significativa ne amplifica i progressi, ma lo espone ai rallentamenti degli investimenti tecnologici. A questi livelli delle quotazioni, come valutate e gestite questo rischio specifico?</h2>
<figure id="attachment_96117" aria-describedby="caption-attachment-96117" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-96117 size-thumbnail" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/12/Michele-Morganti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><figcaption id="caption-attachment-96117" class="wp-caption-text">Michele Morganti</figcaption></figure>
<p>L’indice NKY non appare sopravvalutato e rimane attraente in un contesto internazionale, e la crescita double digit degli utili nei prossimi trimestri ci fa ritenere che l’indice abbia ancora potenzialità di apprezzamento con un tgt stimato in 75K per i prossimi 12 mesi.<br />
Il problema della concentrazione, presente anche in altri mercati internazionali, si può affrontare con una strategia Barbell , sottopesando i maggiori costituenti del NKY, introducendo mid size stocks e bilanciando con un maggior peso i finanziari.</p>
<h2>Al di là del peso della componente tecnologica legata all’<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/AI">AI</a>, ritenete che il Nikkei possa contare sul contributo di forze strutturali per proseguire il trend rialzista?</h2>
<p>Stiamo assistendo ad una doppia trasformazione strutturale, dal punto di vista top down il Governo <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/takaichi">Takaichi</a> vuole letteralmente rinnovare l’economia con un piano di investimenti da 370 tr Y entro il 2040 in 17 settori strategici e tendere ad un contenimento del deficit fiscale, che potrebbe portare ad un apprezzamento della valuta e ad un nuovo flusso di investimenti di capitale dall’estero; sul piano bottom up assistiamo ad una forte revisione della Governance – con buy backs e ROE al rialzo -,  una forte attenzione alla shareholders’ policy, una allocazione della ampia liquidità aziendale in nuovi investimenti ad alta redditività e una forte attenzione a nuovi mkt di sbocco.</p>
<h2></h2>
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		<title>Il Welfare pubblico non basta più</title>
		<link>https://fondiesicav.it/welfare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 06:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fondi&#038;Sicav ha parlato con Virginia Borla, amministratrice delegata e direttrice generale di Intesa Sanpaolo Assicurazioni, come sta cambiando in Italia la consapevolezza che il welfare pubblico debba essere affiancato debba essere affiancato da strumenti assicurativi privati.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_186658" aria-describedby="caption-attachment-186658" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-186658 size-medium" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/Borla-Intesa-Assicurazioni-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" srcset="https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/Borla-Intesa-Assicurazioni-300x214.jpg 300w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/Borla-Intesa-Assicurazioni-1024x730.jpg 1024w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/Borla-Intesa-Assicurazioni-350x249.jpg 350w, https://fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/09/Borla-Intesa-Assicurazioni.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-186658" class="wp-caption-text">Virginia Borla, amministratrice delegata e direttrice generale di Intesa Sanpaolo Assicurazioni</figcaption></figure>
<h2 class="p1">Fondi&amp;Sicav ha parlato con <b>Virginia Borla</b>, amministratrice delegata e direttrice generale di<b> Intesa Sanpaolo Assicurazioni, </b>come sta cambiando in Italia la consapevolezza che il welfare pubblico debba essere affiancato debba essere affiancato da strumenti assicurativi privati.</h2>
<h2 class="p1"><b><i>Pandemia, invecchiamento della popolazione, crisi economiche sono tutti elementi che dovrebbero spingere le persone a considerare più seriamente la protezione personale. Quali sono le dinamiche in atto?</i></b></h2>
<p class="p1">Stiamo vivendo una fase di grandi trasformazioni demografiche e sociali. L’aumento dell’aspettativa di vita comporta anche la necessità di vivere meglio e disporre delle risorse necessarie per affrontare una fase della vita sempre più estesa. L’Italia è, infatti, uno dei Paesi europei con la maggiore longevità, con una speranza di vita che supera complessivamente gli 83 anni arrivando a 85,7 anni per le donne.</p>
<p class="p1">Parallelamente assistiamo a una riduzione delle nascite e a una progressiva trasformazione della struttura familiare. Nel 2025 le nascite hanno registrato un nuovo minimo storico, attestandosi a circa 355 mila (oltre 170 mila in meno rispetto a trent’anni fa) con il tasso di fecondità sceso a 1,14 figli per donna, tra i livelli più bassi d’Europa. La combinazione tra il calo della natalità e l’allungamento della vita media sta modificando profondamente l’equilibrio tra generazioni, riducendo la popolazione in età lavorativa e aumentando il peso della componente anziana. Entro il 2050 si stima che ci saranno due persone anziane ogni tre persone potenzialmente attive. Sono tutti aspetti che rendono ancora più importante costruire strumenti di protezione individuali e familiari.</p>
<p class="p1">Eventi imprevedibili possono incidere sulla salute, sul lavoro e sui risparmi delle persone. Tutto questo rafforza l’esigenza di integrare il welfare pubblico con strumenti privati in grado di offrire supporto, assistenza e continuità economica nei momenti di difficoltà.</p>
<h2 class="p1"><b>Quali sono i rischi che le famiglie, i singoli individui e le imprese tendono a sottovalutare?</b></h2>
<p class="p1">Le famiglie dovrebbero valutare attentamente come affrontare i rischi legati alla salute, alla perdita di autosufficienza e alla sostenibilità economica del lungo periodo. Viviamo più a lungo, ma una maggiore longevità comporta nuovi bisogni di assistenza, cure e integrazione previdenziale.</p>
<p class="p1">Proprio su quest’ultimo fronte emerge un ritardo significativo: meno del 40% della forza lavoro italiana aderisce a una forma di previdenza complementare e la percentuale scende al 29% considerando solo chi versa contributi. Un dato che evidenzia quanto sia importante accrescere la consapevolezza e costruire per tempo una pensione integrativa.</p>
<p class="p1">Anche la protezione del reddito rimane un tema spesso trascurato: un evento, temporaneo o permanente, che impedisca di lavorare può avere effetti molto rilevanti sulla stabilità economica di una famiglia. In questi casi una copertura adeguata fa una differenza decisiva.</p>
<p class="p1">Per le imprese, vediamo ancora una sottovalutazione del rischio cyber e di quello climatico, soprattutto tra le piccole e medie aziende. Ricordo spesso che nessun imprenditore lascerebbe il proprio capannone senza protezioni, pensando di risparmiare, eppure molti considerano il rischio cyber un problema che riguarda altri, anche se la frequenza di questi incidenti continua ad aumentare ogni anno in modo significativo. Sul fronte climatico, i livelli di copertura contro gli eventi catastrofali restano molto contenuti. Nel 2025 soltanto il 15% delle imprese risulta coperto contro questi rischi, nonostante l’introduzione dell’obbligo assicurativo. Più in generale, la situazione non migliora nel comparto residenziale, dove appena il 7% delle unità abitative italiane dispone di una copertura contro le calamità naturali. Sono percentuali particolarmente basse, soprattutto considerando che fenomeni un tempo ritenuti eccezionali stanno diventando sempre più frequenti.</p>
<h2 class="p1"><b>Ci sono differenze nell&#8217;approccio assicurativo tra una piccola e una grande azienda?</b></h2>
<p class="p1">Certamente. Le grandi imprese dispongono generalmente di strutture dedicate alla gestione del rischio e considerano l’assicurazione parte integrante della strategia aziendale.</p>
<p class="p1">Le piccole e medie imprese, invece, non sempre dispongono delle stesse competenze interne e rischiano di sottovalutare come una polizza possa – oltre a risarcire un danno – contribuire a garantire anche la continuità operativa, il pagamento degli stipendi, l’adempimento delle commesse e la tutela della reputazione aziendale.</p>
<p class="p1">La vera sfida è accompagnare le PMI verso una maggiore consapevolezza, rendendo evidente il valore strategico della gestione preventiva dei rischi.</p>
<h2 class="p1"><b>Come affrontare la scarsa educazione finanziaria e assicurativa del nostro Paese?</b></h2>
<p class="p1">È necessario un lavoro coordinato tra istituzioni, scuole, imprese e associazioni di categoria per diffondere in modo coerente una maggiore cultura del rischio e della prevenzione, soprattutto partendo dai casi concreti e dalla vita quotidiana.</p>
<p class="p1">In Intesa Sanpaolo Assicurazioni siamo da anni impegnati su questi temi, attraverso diverse iniziative rivolte, in particolare, ai giovani. Area X il nostro centro esperienziale di Torino, dedicato alla diffusione della cultura assicurativa attraverso laboratori, contenuti digitali, attività per scuole e famiglie ed esperienze interattive. Dal 2019, Area X ha coinvolto oltre 12.000 visitatori e generato più di 6,5 milioni di visualizzazioni di contenuti digitali, contribuendo a diffondere maggiore consapevolezza sui bisogni di protezione e sulle scelte informate.</p>
<h2 class="p1"><b>Se dovesse dare un consiglio a chi oggi ha solo coperture assicurative obbligatorie, quale sarebbe?</b></h2>
<p class="p1">Il mio consiglio sarebbe di partire da una domanda molto semplice: cosa accadrebbe alla mia famiglia, ai miei progetti e al mio patrimonio se domani si verificasse un evento imprevisto? Le coperture assicurative aiutano ad affrontare eventi inattesi senza compromettere risparmi e obiettivi di vita. Sono strumenti che tutelano il patrimonio, ma anche la serenità personale e familiare.</p>
<p class="p1">Suggerirei inoltre di iniziare da giovani: questo consente generalmente di accedere a condizioni più favorevoli e di costruire gradualmente un percorso che accompagni tutte le fasi della vita, dalla protezione del reddito alla salute, dalla formazione di una famiglia alla previdenza. Spesso basta un piccolo importo per costruire in modo responsabile il proprio futuro.</p>
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		<title>Small cap americane: continua la corsa?</title>
		<link>https://fondiesicav.it/small-cap-usa-continua-la-corsa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 05:55:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Eurizon]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[small cap]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il segmento domestico scommette sulla tenuta del ciclo economico. A colloquio con Livio Perrone di Eurizon</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><b>A colloquio con Livio Perrone, Senior Portfolio Manager di <a href="https://www.linkedin.com/company/eurizon/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener">Eurizon</a></b></h2>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-100718 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/05/small.cap_-e1690527502582.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Le small cap Usa continuano a essere considerati uno dei segmenti più fertili del mercato azionario. Credete che l’attuale scenario dell&#8217;economia statunitense sia favorevole alla performance dei titoli a minore capitalizzazione?</h2>
<p>Il mercato azionario statunitense potrebbe assistere a una continuazione del rally degli indici <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/small-cap">small cap</a> (anche dopo il considerevole rimbalzo, assoluto e relativo, dal “liberation day” dell’anno scorso) grazie a:</p>
<p>a) ripresa economica ancora solida, grazie soprattutto ai massicci investimenti privati in infrastrutture <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/AI">AI,</a> e nonostante l’impatto dell’aumento dell’inflazione, in particolare sui consumatori meno abbienti; va anche ricordato, però, che i periodi di inflazione in moderata crescita da livelli bassi, e comunque contenuta nell’intervallo fra il 3% ed il 4,5%, sono stati sempre i più favorevoli al segmento “small cap”;</p>
<p>b) crescita degli utili prevista per quest’anno e il prossimo, in accelerazione (assoluta e relativa), anche grazie alla riduzione, appena partita, del gap strutturale dei margini di profitto nei confronti del segmento “big cap” (vedi leva operativa più elevata) e della loro connotazione più domestica;</p>
<p>c) valutazioni (assolute e, soprattutto, relative) ancora attraenti (anche se meno di un anno fa), soprattutto in un contesto (vedi credit spreads e volatilità) ancora favorevole alle attività di rischio.</p>
<h2>Il dibattito sulle prossime mosse della Fed in scia all’arrivo del nuovo governatore Kevin Warsh è aperto. Qual è , a vostro parere, lo scenario di politica monetaria più favorevole al segmento small caps?</h2>
<p>Le società di minori dimensioni, in quanto mediamente più indebitate, soprattutto attraverso il finanziamento bancario a tasso variabile, sono tipicamente più sensibili alle variazioni dei tassi di interesse governati dalla banca centrale e dei rendimenti del mercato obbligazionario; il risveglio dell’inflazione, in conseguenza dell’aumento dei prezzi <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/energia">dell’energia</a> scaturito dal conflitto in Medio Oriente, ha temporaneamente messo in posizione di attesa i policy makers della Fed, orientati invece, all’inizio dell’anno, ad almeno due tagli dei tassi sui “fed funds”; anzi, il mercato monetario sta addirittura scontando, attualmente, un rialzo come prossima mossa (previsto per settembre).</p>
<p>Ovviamente una riduzione del livello dei tassi favorirebbe più che proporzionalmente il mondo “small cap”, anche se quello attuale (o forse anche qualche limitato aumento, se ratificasse la forza della congiuntura e non il tentativo di spegnere l’inflazione mandando in recessione la domanda) può ancora essere coerente con una continuazione del rally relativo partito il giorno 11 aprile 2025.</p>
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