Oggi gli Stati Uniti vanno alle urne per le elezioni di metà mandato, che decideranno la nuova composizione di Camera e Senato. Algebris Investments

I principali mercati predittivi assegnano una probabilità del 70% a una vittoria piena dei Democratici, con il controllo di entrambi i rami del Congresso. Non ci aspettiamo comunque grandi cambiamenti sul fronte delle politiche economiche, perché negli ultimi due anni gran parte dell’agenda dell’amministrazione è stata portata avanti tramite ordini esecutivi. È inoltre difficile che la politica fiscale, principale prerogativa del Congresso, diventi più restrittiva, indipendentemente dall’esito del voto.

In prima battuta, i mercati leggerebbero un buon risultato dei Repubblicani come positivo per l’azionario e negativo per i bond, mentre una vittoria netta dei Democratici avrebbe l’effetto opposto. L’attenzione degli investitori resterà però concentrata sull’Iran, con l’amministrazione che lascia intendere margini per un’escalation subito dopo il voto. La scorsa settimana il Brent è salito fino a 118 dollari al barile, il livello più alto da febbraio.

Fed – Più ricalibrazione che ciclo di rialzi

Mercoledì scorso la Fed ha lasciato i tassi invariati, come previsto. Un nuovo rialzo a dicembre resta l’ipotesi più probabile, ma in conferenza stampa i toni sono stati accomodanti e poco convinti. Il presidente Warsh ha sottolineato che la decisione di dicembre dipenderà dai prossimi dati sull’attività economica, lasciando aperta la possibilità di una pausa. Questo approccio rafforza l’idea, già prevalente sul mercato, di un aggiustamento limitato dei tassi più che di un vero e proprio ciclo restrittivo.

Mercati – Sale la tensione

Le tensioni sui mercati sono in aumento e a finire sotto pressione sono soprattutto i titoli legati all’AI, principale motore del rally azionario degli ultimi due anni. Il Nasdaq ha ormai perso oltre il 10% dai massimi, con cali fino al 25% per alcuni singoli titoli. Anche il credito inizia a risentirne, con perdite pesanti nel 2026 per gli emittenti di qualità più bassa e per quelli in difficoltà. Restiamo prudenti sugli asset di rischio, sia credito sia azioni, mentre siamo più costruttivi sulla duration.